Accedi Registrati Non ricordi la password? ?  
30 anni di Image Line
Una Mano per i Bambini

Il futuro secondo Corteva

Oltre alle attività tradizionali di sviluppo di agrofarmaci e di breeding, Corteva punterà su agricoltura digitale, miglioramento vegetale con le Nbt e biopesticide. L'intervista al presidente John Chrosniak

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

stabilimento-corteva-fonte-corteva-agriscience.jpg

Durante il World Agri-Tech Innovation Summit di Londra AgroNotizie ha incontrato John Chrosniak, presidente di Corteva Agriscience
Fonte foto: Corteva Agriscience

Fondere due colossi come Dow e DuPont non è una impresa semplice, ma sembra che ad un anno dal matrimonio le cose stiano andando bene, almeno secondo il presidente di Corteva, John Chrosniak, che incontriamo durante il World Agri-Tech Innovation Summit di Londra. Corteva eredita due culture pluridecennali nei settori della difesa delle colture e della genetica agraria, e guarda al futuro.

"Abbiamo chiuso la fusione il 31 agosto dello scorso anno, ora stiamo lavorando alla creazione di tre nuove compagnie che opereranno nei settori dell'agricoltura, dei nuovi materiali e dei prodotti speciali", spiega Chrosniak. "Ci aspettiamo che il primo giugno Corteva Agriscience sarà una società a sé stante, focalizzata solo sull'agribusiness. Erediterà le attività di Dow e DuPont nel settore agricolo, oltre alle attività di Pioneer".

L'agrochimica sta vivendo un momento di concentrazione con l'acquisizione di Syngenta da parte di ChemChina, di Monsanto da parte di Bayer e la fusione di Dow con DuPont. Come si spiega questa spinta aggregativa?
"Fare innovazione in questo settore sta diventando sempre più complicato e costoso, solo le grandi compagnie riescono a sostenere i costi per sviluppare nuovi prodotti. Servono grandi economie di scala per continuare a dare agli agricoltori i prodotti che si meritano".

Parlando di innovazione, su quali settori investirà Corteva in futuro?
"Il 90% delle risorse sarà destinato a migliorare il nostro attuale core business: lo sviluppo di agrofarmaci e la selezione di nuove sementi. Tuttavia credo che ci siano tre grandi direttrici di innovazione: lo sviluppo di biopesticides (come i prodotti a base di microrganismi o molecole di origine naturale, ndr), il miglioramento genetico delle colture attraverso le Mew breeding techniques e la creazione di strumenti per l'agricoltura digitale".

Partiamo dal primo, che cosa ci può dire di più?
"Gli agricoltori e i consumatori oggi chiedono prodotti sempre più sostenibili e di origine naturale. Per questo in aggiunta agli agrofarmaci convenzionali vogliamo sviluppare prodotti 'natural-based', per dare agli agricoltori una più ampia scelta di soluzioni tra cui scegliere".

Un cambio di paradigma dell'intera agricoltura...
"Dovrà cambiare l'approccio del farmer al campo. Con i prodotti chimici il risultato è sicuro al 100%. Se correttamente utilizzati gli agrofarmaci di sintesi sono affidabili. L'utilizzo dei biopesticides è sicuramente più complesso, meno certo, e si deve inserire in strategie più articolate di protezione delle colture".

Che cos'è per lei la sostenibilità?
"L'umanità vive su un pianeta che è l'unico che abbiamo e lo stiamo sovrasfruttando. Dobbiamo cambiare direzione se vogliamo consegnare ai nostri figli un mondo migliore rispetto a quello che abbiamo oggi. L'uomo vive in simbiosi con la natura, con le piante, e l'agricoltura penso possa essere uno strumento per mantenere un rapporto sano con il pianeta".
 
John Chrosniak, presidente di Corteva
John Chrosniak, presidente di Corteva Agriscience
(Fonte foto: Corteva Agriscience)

Nel 2017 DuPont ha acquisito Granular, una società californiana attiva nello sviluppo di soluzioni per l'agricoltura digitale. Come mai questa scelta?
"Il digitale può essere una grande risorsa per l'agricoltore che permette di avere una razionalizzazione delle risorse e un aumento delle produzioni. Vogliamo offrire soluzioni innovative che aiutino i growers a fare meglio il proprio lavoro".

Come pensate di promuovere l'agricoltura digitale in un settore che è poco propenso all'innovazione?
"Ci vorrà molto tempo per convincere gli agricoltori a modificare il modo in cui oggi lavorano. Quello che vogliamo fare è iniziare ad introdurre piccoli cambiamenti per permettere alle persone di toccare con mano i passi avanti che il digitale rende possibili. Piano piano offriremo nuove funzionalità sempre più complesse".

In quali Stati offrirete queste soluzioni di agricoltura digitale?
"Oggi sono disponibili sono negli Stati Uniti, ad inizio 2019 saremo in Brasile e successivamente in Europa".

Molti agricoltori oggi temono che questi sistemi digitali si traducano in un Grande Fratello che sorveglia le loro attività. E' così?
"Assolutamente no, i dati degli agricoltori sono degli agricoltori stessi e noi abbiamo adottato una policy sulla privacy che impedisce ai dipendenti di Corteva di conoscere i dati degli agricoltori che utilizzano la piattaforma di Granular".

Parliamo di miglioramento vegetale. A luglio la Corte europea ha emesso una sentenza che equipara gli organismi frutto di manipolazioni genetiche effettuate con le New breeding techniques agli Ogm tradizionali. Questo fermerà il processo di miglioramento genetico in Europa rispetto al resto del mondo?
"Tutti siamo rimasti sorpresi e delusi dalla sentenza della Corte. Le Nbt permettono di accelerare processi di miglioramento vegetale che potrebbero accadere in natura e sono molto distanti dalle tecnologie transgeniche. E' un passo indietro per l'Europa, la rinuncia ad offrire ai consumatori prodotti migliori".

Molte aziende presenti qui oggi, israeliane e statunitensi, stanno per lanciare prodotti molto innovativi, ma non guardano al mercato europeo perché troppo complesso e regolamentato. E' così anche per voi?
"Il mercato europeo è sicuramente più complesso di quello statunitense. Ci sono molti vincoli burocratici, a livello di registrazione di nuovi prodotti ma anche banalmente di gestione dei dati personali. Molte risorse vengono impiegate per mantenere la compagnia conforme alle regole Ue e questo alla fine ci lascia meno fondi per fare innovazione. Intendiamoci, noi non siamo contro la regolamentazione del settore, ma crediamo che debba esserci un equilibrio. Detto questo l'Europa rimane per noi un mercato importante".

L'Unione europea ha deciso di disinvestire dalla Pac. Che ripercussioni ci saranno sul processo di innovazione tecnologica delle aziende agricole?
"I sussidi all'agricoltura sono parte del settore agricolo in moltissimi paesi. Non so che tipo di effetto potrebbe avere una riduzione delle risorse in Europa. Potrebbe spingere gli agricoltori ad investire per innovare ed essere più efficienti, come potrebbe portare alla chiusura di molte imprese. Quello che so è che il nostro obiettivo è quello di continuare a sviluppare prodotti sempre migliori per aiutare gli agricoltori a fare bene il loro lavoro".


Corteva Agriscience
(Fonte foto: Corteva Agriscience)