Olio, in Campania la filiera punta sui contratti di rete

Due iniziative targate Aprol, con lo scopo di unire le forze delle imprese olivicolo-olearie di Campania e dintorni

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Più forza alla filiera olivicola in Campania grazie agli accordi di filiera
Fonte foto: © Textu - Fotolia

Nascono in Campania due contratti di rete nel comparto olivicolo, i primi in Italia con un accordo strutturato dalla produzione alla commercializzazione. Lo rende noto Aprol Campania, l'associazione regionale dei produttori olivicoli. È proprio intorno all'olio extravergine di oliva che prendono vita due aggregazioni di produttori. In Campania si registra una forte vivacità in questo comparto, grazie a oltre 74mila ettari coltivati ad oliveto, di cui il 5% circa con metodi di produzione biologica.
 
E quello delle reti d'impresa è uno strumento di aggregazione che ora sta prendendo piede, dopo essere stato rivisto in chiave agricola con la legge 91/2014, il cosiddetto Decreto competitività. I contratti di rete puntano a migliorare la capacità di commercializzazione, ridurre i tempi della logistica, acquisire priorità nell'accesso ai fondi dei Piani di sviluppo rurale, avere più forza nelle gare d'appalto. La ripartizione coinvolge anche i prodotti e dunque, anche se un'azienda lavora prodotto acquistato da un'altra che partecipa al contratto, il reddito resta comunque agrario.
 

I contratti di rete made in Aprol

Due i contratti di rete nati sotto gli auspici di Aprol: il primo è "Terre del Sole", che raggruppa 28 aziende – per lo più in Campania, tra le province di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno - e due da Puglia e Basilicata. La rete è composta da 24 aziende olivicole, tra cui una di trasformazione ed una specializzata nella commercializzazione.
 
L'altra è "Terre del Sud", composta da 29 aziende, di cui tre di trasformazione e una di commercializzazione. La composizione anche in questo caso prevede la prevalenza della Campania, più due pugliesi ed una calabrese. Complessivamente i due contratti prevedono investimenti sui servizi in rete per oltre 720 mila euro.
 
Grande soddisfazione è stata espressa dalla dirigenza di Aprol Campania: "Un modello vincente – spiega il presidente Francesco Acamporache mette l'olivicoltura in una posizione di avanguardia, anche da un punto di vista simbolico. L'olio extravergine è il portabandiera della dieta mediterranea e del made in Italy nel mondo".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Aprol Campania

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Tag: olio olivicoltura aggregazione

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