Rifiuti, Chiesa: "Il piano va rivisto"

Il presidente di Confagricoltura Piacenza dice no ad un altro Sistri: "Se approvate, le modifiche porterebbero una maggiorazione di costi per le aziende del 25%"

Questo articolo è stato pubblicato oltre 6 anni fa

Scopri tutte le notizie aggiornate sull'agricoltura, puoi trovarle con la ricerca articoli.

chiesa-enrico-2012-presidente-confagricoltura-piacenza.jpg

Enrico Chiesa, il presidente di Confagricoltura Piacenza

Il nuovo piano di smaltimento dei rifiuti della regione Emilia-Romagna prevede, stando alle proposte di indirizzo contenute nella bozza, che una parte dei rifiuti delle Pmi non venga più qualificata come assimilabile al domestico ma venga classificata come derivante dalle attività produttive. “Se approvate in questi termini – commenta Enrico Chiesa, presidente di Confagricoltura Piacenzale modifiche introdotte determineranno una maggiorazione di costi per le aziende pari al 25%. Un aggravio insostenibile per le imprese agricole che a fine anno andrebbe a sommarsi anche alla nuova imposta statale Tares”. In un momento in cui il sistema delle imprese rischia il collasso e stenta a reperire le risorse finanziarie necessarie per la ripresa, Confagricoltura chiede al presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, di rivedere e modificare urgentemente il nuovo piano.
Concordiamo con la forte disapprovazione e preoccupazione espressa nei giorni scorsi anche dal presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna, Guglielmo Garagnani – prosegue Chiesa -. La nostra Associazione è pronta a contrastare i punti cardine del documento assieme alle altre organizzazioni aderenti al Tavolo regionale dell'Imprenditoria dell’Emilia Romagna di cui condividiamo la posizione”.

A metà giugno si è tenuto un incontro del Tavolo su questo tema e le Organizzazioni aderenti, incontrando l’assessore all’Ambiente Sabrina Freda, hanno evidenziato: “Si rischia il collasso: è inaccettabile che i costi dell’attuazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti siano pagati da cittadini e imprese. Gli obiettivi appaiono talmente ambiziosi da essere difficilmente raggiungibili”.
In particolare, secondo il Tri non è realistico ipotizzare, a livello regionale, entro il 2020, la riduzione della produzione di rifiuti del 25%, il raggiungimento del 70% di raccolta differenziata e il 60% di rifiuti recuperati, senza che questo produca conseguenze e pesanti ripercussioni economiche sulle imprese e i cittadini. I rappresentanti del Tavolo regionale dell’imprenditoria hanno espresso all’assessore Freda un giudizio negativo in particolare sull’ipotesi di “deassimilare”, ai fini della raccolta e dello smaltimento, i rifiuti delle imprese da quelli urbani. Se passasse questa logica, per smaltire i propri rifiuti speciali le aziende non potrebbero più avvalersi del servizio pubblico, con un inevitabile aumento dei costi e degli oneri burocratici a cui assolvere, perché sarebbero costrette a rivolgersi ad altri operatori sul mercato, senza essere nel contempo esentate dalla Tares, pagando così due volte per lo stesso motivo.

Contestiamo – spiega Chiesa - il marcato indirizzo ideologico del piano: la proposta di de-assimilazione dei rifiuti non li fa diminuire in termini quantitativi ma li sposta da una parte all’altra, dalla “privativa” al libero mercato, causando solamente un aumento di costi per imprese e famiglie. Una gestione responsabile dei rifiuti deve tener conto delle esigenze dell'ambiente ma anche di quelle degli attori sociali ed economici e, in particolare, del sistema imprenditoriale, della cui sopravvivenza ci si occupa sempre molto marginalmente. Dobbiamo evitare di ripetere la vicenda Sistri, il sistema di gestione dei rifiuti speciali e pericolosi che ne doveva registrare la tracciabilità, ma proprio per la sua inapplicabilità viene continuamente prorogato e modificato ed è stato al centro di un’inchiesta giudiziaria e rischia per l’ennesima volta di aggrovigliarsi su se stesso”.

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 206.907 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner