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Trinet contribuisce al contenimento della Popillia japonica

Il sistema di BASF è composto da una rete di polietilene, impregnata di insetticida e montata su un treppiede

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Nel mese di giugno, sono stati installati 3mila di questi sistemi nelle zone infestate di Lombardia e Piemonte

La Popillia japonica, coleottero originario del Giappone, è un insetto alieno rinvenuto per la prima volta nell'estate 2014 nel Parco del Ticino (tra la Lombardia e il Piemonte), dove l'assenza di predatori naturali ne ha favorito la proliferazione. Inserito tra le specie in quarantena, questo insetto è considerato estremamente dannoso per colture, prati e tappeti erbosi.

Fin dai primi focolai, il Servizio fitosanitario di Regione Lombardia e Piemonte si sono attivati per monitorare e contenere la diffusione dell'insetto. Nel 2017 il ministero per le Politiche agricole alimentari e forestali ha predisposto un D.M., "Misure d'emergenza per impedire la diffusione di Popillia japonica Newman nel territorio della Repubblica italiana" per aggiornare le misure obbligatorie di intervento, approvato a ottobre 2017 e aggiornato nel gennaio 2018 dal Comitato fitosanitario nazionale.
La difficoltà nel gestire il contenimento della diffusione di questo insetto con mezzi chimici convenzionali e il crescente numero di coleotteri adulti rilevati in Lombardia e Piemonte ha reso necessaria la ricerca di nuove soluzioni.

Per questo Crea di Firenze - organismo tecnico-scientifico del ministero dell'Agricoltura responsabile di studio e sviluppo di misure di contenimento dei patogeni alieni - e Servizi fitosanitari regionali di Lombardia e Piemonte hanno individuato come partner ideale la Divisione Crop Protection di BASF, grazie al suo approccio innovativo, alle competenze sviluppate nel settore della protezione delle colture e al know how nell'ambito forestale.

La sinergia di competenze tra tutti i soggetti coinvolti ha portato alla scelta di Trinet di BASF: un sistema composto da una rete di polietilene, impregnata di insetticida e montata su un treppiede. Per far fronte alla specifica esigenza italiana, questa soluzione sostenibile è stata ulteriormente ottimizzata, abbinandola ad un feromone specifico e ad un attrattvo floreale, per attrarre gli adulti di Popillia. Come insetticida, è stata selezionata l'α-cipermetrina, una molecola già ampiamente usata in agricoltura e nel settore civile.

La tecnologia produttiva alla base di Trinet garantisce l'uniforme incorporazione dell'insetticida nelle maglie della rete, riducendo al minimo il rilascio della sostanza nell'ambiente poiché il sistema non prevede alcuna distribuzione attiva del formulato in campo. Inoltre, questa soluzione presenta un ulteriore vantaggio in termini di sostenibilità poiché, richiamando attivamente l'insetto, abbassa la concentrazione di sostanza attiva necessaria.
 
Trappola con popillia

Il programma di sperimentazione studiato e gestito da Crea di Firenze e i risultati ottenuti hanno indotto i servizi fitosanitari a richiedere l'uso di Trinet per 120 giorni, a partire dal 31 maggio 2018. Nel mese di giugno, sono stati installati 3mila di questi sistemi nelle zone infestate di Lombardia e Piemonte. Ai bordi degli appezzamenti agricoli, parchi, giardini, situati in prossimità delle piante infestate.

Di grande importanza risulta essere il ruolo dei montatori, che hanno provveduto all'installazione di Trinet. Decisamente rilevante anche il ruolo dei tecnici del servizio fitosanitario, che si occuperanno di controllo e manutenzione di questa soluzione, che deve essere utilizzata esclusivamente nell'ambito di strategie territoriali e accompagnata da cartelli esplicativi.

La collaborazione tra diversi attori, come la Divisione crop protection di BASF Italia, Crea e Servizi fitosanitari delle Regioni, ha permesso di compiere un importante passo in avanti per debellare la Popillia japonica, individuando una soluzione al contempo sostenibile e con un approccio innovativo che apre future strade verso il contenimento di altri insetti alieni.