Cambiale agraria Ismea, altri 20 milioni a disposizione

L'istituto ha riaperto il link sul portale per accedere al prestito che è a tasso zero. L'importo massimo che l'azienda agricola può chiedere è di 30mila euro, un prestito rimborsabile in un tempo che questa volta può arrivare anche a dieci anni

Barbara Righini di Barbara Righini

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La misura fa parte degli 'Aiuti sotto forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali', concessi nel quadro del Covid-19 (Foto di archivio)
Fonte foto: © bluedesign - Adobe Stock

Buone notizie per le aziende agricole e della pesca che non abbiano fatto in tempo, a maggio, a fare domanda per la cambiale agrariaIsmea ha infatti riaperto il link sul portale per accedere al prestito che è a tasso zero. Sono a disposizione altri 20 milioni di euro, tutto capitale fresco, per le imprese che abbiano subito un danno dovuto all'emergenza Covid-19.

La volta scorsa il capitale a disposizione era di 30 milioni ma era andato esaurito in una decina di giorni. Dopo poco dall'apertura del portale sul sito di Ismea i giochi erano fatti e l'istituto aveva chiuso la possibilità di fare domanda, occorre quindi preparare in fretta i documenti e inoltrare al più presto la richiesta. Si va infatti fino a esaurimento del capitale a disposizione e Ismea eroga il prestito in ordine cronologico di arrivo della documentazione.
 
L'importo massimo che l'azienda agricola può chiedere è di 30mila euro, un prestito rimborsabile in un tempo che può arrivare anche a dieci anni. Quest'ultimo dettaglio è una novità, la precedente edizione dello strumento aveva durata cinque anni. Lo scopo è sempre lo stesso: assicurare liquidità alle imprese danneggiate dall'emergenza Covid-19 e farlo in tempi rapidi. Il principale vantaggio della cambiale agraria, oltre al fatto di essere a tasso zero e di non avere costi di istruttoria, è che viene erogata in tempo reale. Se Ismea accetta la richiesta da parte dell'imprenditore agricolo, lo invita nella sede a Roma per le firme e contestualmente eroga l'importo direttamente sul conto corrente. La misura è autorizzata dalla Commissione europea (decisione C 2020, 5139 del 22 luglio 2020).

Come spiega Ismea, si possono chiedere al massimo 30mila euro ma comunque il valore nominale della cambiale agraria non può superare il 50% dell'ammontare dei ricavi dell'impresa. Da tenere presente che si tratta di un prestito, appunto, non di un finanziamento a fondo perduto. L'imprenditore firmerà tre cambiali, con scadenza a trentasei, quarantotto e sessanta mesi. Quelle sono le date da segnare in calendario: il giorno in cui scade la cambiale numero uno (quella a trentasei mesi) è quello in cui va rimborsata la prima rata del prestito e così via fino all'ultima. Alla scadenza dei sessanta mesi è possibile però chiedere l'allungamento del prestito per ulteriori cinque anni, ovviamente può farlo solo chi è in regola con i precedenti pagamenti.

Ecco le indicazioni fondamentali per presentare domanda di accesso alla cambiale agraria. La richiesta va fatta compilando tutte le informazioni necessarie sul portale dedicato che è a disposizione sul sito Ismea. Per l'ordine cronologico, quello di cui l'istituto tiene conto per decidere se concedere il prestito ad un agricoltore o ad un altro, fanno fede data e ora di convalida della domanda sul portale. Dopo la convalida, con il pulsante stampa, l'imprenditore agricolo ottiene, sulla domanda, la stampigliatura di data e ora della presentazione. I documenti necessari sono: visura della Centrale rischi della Banca d'Italia o comunque anche di un'altra società privata di sistemi di informazione creditizia (data contabile 31 dicemnbre 2019); ultima dichiarazione fiscale che sia stata inviata e ricevuta dall'Agenzia delle entrate; copia di documento d'identità del titolare dell'azienda o del legale rappresentate. In sostanza dalla visura della Centrale rischi non devono risultare sofferenze, inadempienze, sconfinamenti, esposizione scaduti.

La misura cambiale agraria fa parte degli 'Aiuti sotto forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali', concessi nel quadro dell'emergenza coronavirus. E' possibile cumulare il prestito ottenuto da Ismea con altri aiuti, ma l'importante, per le aziende agricole, è che la somma degli stessi non superi i 100mila euro (per le imprese caccia, pesca e acquacoltura, la somma non deve superare i 120mila euro). Da tenere presente: l'istruttoria dei tecnici di Ismea è rapidissima, avere quindi il prestito erogato sul proprio conto corrente non richiederà i soliti tempi interminabili della burocrazia, ma è fondamentale che tutti i documenti siano in regola: un solo errore formale o un problema di sostanza compromette l'accesso al credito. Consigliamo dunque di leggere con attenzione le istruzioni dettagliate presenti sul pdf messo a disposizione da Ismea che potete scaricare da questo link.


Aggiornamento al 16 ottobre 2020
Considerato l'elevato numero di domande presentate, Ismea informa che alle ore 17:00 del 14 ottobre scorso è stato chiuso il portale per accedere al nuovo prestito bancario.
Le richieste pervenute hanno ampiamente superato il budget di 20 milioni di euro messi a disposizione: sono già state presentate 2.749 domande per un importo complessivo di quasi 70 milioni. Di queste, 2.636 interessano il settore agricolo mentre 113 quello della pesca.
L'istituto, inoltre, informa che tutte le domande ricevute saranno istruite secondo l'ordine cronologico di presentazione fino a esaurimento della dotazione finanziaria.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: finanziamenti azienda agricola scadenze

Temi caldi: Coronavirus

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