Vino, rialzare i calici e ripartire (in sicurezza)

Dopo mesi di lockdown in cui si sono susseguiti webinar e corsi online, ricominciano i primi eventi fisici targati Onav. Ma l'emergenza sanitaria come ha cambiato il modo di comunicare?

Giulia Romualdi di Giulia Romualdi

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Per il futuro si pensa ad una formula mista in cui si alternano dei webinar con lezioni teoriche a delle giornate di degustazione (Foto di archivio)
Fonte foto: © volff - Fotolia

"Dalla fine di febbraio abbiamo sospeso tutti i corsi che avevamo attivato in Italia e siamo rimasti nell'attesa, almeno le prime settimane, per capire cosa sarebbe successo".
Sentito da AgroNotizieVito Intini, presidente nazionale dell'Onav, l'Organizzazione nazionale assaggiatori di vino, si concentra subito sullo stop obbligato dall'emergenza sanitaria da Covid-19 e sul conseguente lockdown.

Ma dopo un primo momento di scoraggiamento, si sono messe insieme le idee e si sono iniziate a vedere le opportunità date dal mondo dell'online. "Abbiamo dato fondo a tutte le nostre iniziative per cercare di proseguire comunque l'attività". E infatti le iniziative non sono mancate, sia per stimolare i rinnovi delle tessere da parte dei soci, sia per mantenere il rapporto di fiducia tra l'organizzazione e gli iscritti. Dalla presentazione online di circa 250 vini da parte di altrettanti iscritti, ad una serie di webinar nazionali settimanali con i più importanti personaggi del mondo dell'enologia italiana: enologi, tecnici e ricercatori. O ancora, iniziative anche al di fuori del mondo del vino, come quella su "una novella legata al momento del Covid-19 in cui abbiamo raccolto una ventina di manoscritti a tema vino e coronavirus", o i racconti e le esperienze dei protagonisti in quei momenti di emergenza, quindi medici, infermieri, forze dell'ordine e molti altri.

E anche la didattica è cambiata perché lezioni ed esami della Scuola universitaria per maestri assaggiatori di vino si sono svolti a distanza. "Gli esami sono stati un'altra esperienza. Un po' l'abbiamo imparato dalle università - afferma Intini - e abbiamo capito che poteva essere fattibile. Oggi posso dire che questa formula funziona molto bene e penso che sarà uno dei sistemi che continueremo ad utilizzare perché ci ha dato soddisfazione".
Ma c'è di più, perché anche i consigli e le assemblee nazionali dell'organizzazione si sono svolti via web: "per esempio qualche settimana fa abbiamo addirittura chiesto ai soci di votare in un'assemblea ufficiale via web per l'approvazione del bilancio. Abbiamo fatto di tutto".

Ma come tutte le cose, anche questa nuova forma di comunicazione ha sia di pro che di contro. E' un modo molto interessante di comunicare e spiegare gli aspetti teorici in quanto "ha il vantaggio tecnico di raggiungere e omologare, rendere quindi uniforme il criterio formativo", ma dall'altro lato presenta un limite molto importante: la degustazione. "Vendendo un corso di degustazione non si può prescindere dal dedicare spazio a quest'ultima" spiega il presidente dell'Onav.

A tal proposito però sono stati effettuati dei test: in alcuni settori territoriali si sono fatti acquistare i vini dalle enoteche che facevano servizio a domicilio o in altri casi sono state utilizzate delle piattaforme di vendita online che consegnavano il vino. Ma qual è il problema? "Si costringe la persona che partecipa a questi webinar a pagarsi una bottiglia al posto di un bicchiere ed è una problematica, un investimento da parte di chi segue queste attività".

"In futuro però abbiamo una sorpresa importante" con l'obiettivo di superare il limite "della degustazione", svela il presidente non anticipando nulla di più.
 

Tra perdite economiche e idee per ripartire

Innanzitutto "devo dire che tutte le associazioni che si occupano di formazione nel mondo del vino fanno parte del cosiddetto terzo settore, non sono considerate aziende commerciali e quindi anche noi non abbiamo avuto nessun vantaggio, ma soltanto tutti problemi che il Covid-19 ha scatenato e ingenerato". "Non abbiamo avuto nessun aiuto, nessun sostentamento, nessuna facilitazione escluso il ritardato pagamento dell'Irap come tutte le aziende. Quindi, a parte questo - puntualizza il presidente - è chiaro che ci è cascato il mondo e le perdite economiche sono state sostanziose e sostanziali".

Anche perché il lockdown ha coinciso con il periodo di rinnovo delle tessere da parte dei soci e "non è banale il numero di iscritti che abbiamo perso" in quanto un socio che non vede più attività è più restio a rinnovare la sua iscrizione. Ed è così che con il passare dei mesi è sorto il grande interrogativo, ovvero "tutelare chi ha comunque sostenuto l'impegno, o cercare anche di aiutare quelli che non hanno potuto? E' complicato. Bisogna recuperare le persone perse con attività, proiezioni di nuovi sviluppi, proposte, con qualcosa che stimoli a capire che vale la pensa essere associati".

Le idee comunque non mancano e i punti su cui concentrarsi per ripartire sono ben chiari. "Intanto - spiega Vito Intini - dobbiamo cercare di collegarci alle aziende produttive perché tutto sommato la nostra è un'attività che fa da punto di riferimento e da collegamento tra il mondo della produzione e il mondo del consumo. Siamo neutrali ma non neutri, nel senso che siamo parte della filiera e quindi la nostra attività deve essere dedicata allo stimolo, alle aziende, alla promozione, al coinvolgimento nelle attività nelle cantine, a riportare gente nelle cantine". "Attualmente noi non vendiamo vino, però possiamo comunicare in modo che ci sia uno stimolo all'acquisto. Noi - continua - ci differenziamo molto da altre associazioni del settore perché sulla base del nostro statuto non possiamo ottenere finanziamenti da aziende vitivinicole".
 

Un nuovo inizio

Piano piano oggi si sta cercando di tornare alla normalità e anche l'Onav non è da meno, in quanto la voglia di ripartire è tanta. "Credo che sia percettibile perché credo che il mondo del vino mantenga ancora alcuni aspetti che sono liberamente di piacere nello svolgere delle attività, credo che chiunque venga a fare una degustazione cerchi un piacere personale, una soddisfazione, un accrescimento culturale e anche un po' di emozione".

Dal mese giugno sono riprese alcune attività in presenza, nel rispetto delle procedure anti contagio di distanziamento sociale. "Abbiamo un comitato che verifica la qualità dell'offerta in paragone alle procedure e alle regole da rispettare". C'è quindi una verifica ed un controllo degli spazi e del relativo livello di sicurezza e una volta avuto l'ok da parte del comitato si dà il via all'attività in sala. "E' stato abbastanza facile dove c'erano degli spazi aperti, più complicato nelle grandi città in cui abbiamo gli alberghi che sono chiusi", specifica Vito Intini.

Ma in futuro la strada potrebbe essere quella di una formula mista in cui per esempio si alternano dei webinar con lezioni teoriche a delle giornate di degustazione: compattare la parte teorica e la parte di degustazione. Già, perché essendo stata particolarmente apprezzata dai soci la formula dei webinar e più in generale della comunicazione online, l'organizzazione non intende abbandonarla, soprattutto visto il ruolo sempre più importante giocato dai social network. "Questo è un cambiamento epocale. La comunicazione sui social è stata prima vista con un certo distacco, poi è stata praticata in maniera forte ma rozza, poi ci siamo resi conto che era determinante. E ci siamo resi conto - spiega il presidente - di come sia stato un errore non parteciparci o parteciparci in maniera sbagliata e come sia complicato comunicare sui social in maniera corretta".
E nella ricerca di persone competenti in materia, "adesso siamo in una fase in cui siamo valutando tra i social quali sono quelli che vanno seguiti e quelli che vanno meno seguiti, c'è una specializzazione, un ulteriore passo avanti".

"Quello che abbiamo capito e se c'è qualcosa di positivo in questo grande marasma del Covid-19, è che ci possono essere dei sistemi di trasferimento della formazione o trasferimento della conoscenza che sono diversi da quelli che ci eravamo sempre posti come unici. Siamo stati costretti inventarci, a reinventarci, e qualcosa di buono è uscito".

E comunque il presidente ci tiene a ricordare che come organizzazione hanno la fortuna di avere a che fare con il vino, fonte di passione e di interesse. "Credo che nei momenti in cui finiscono i gravi drammi e le gravi situazioni di pericolo, si va a cercare piacere, edonismo, gioia di vivere. Quindi sono convinto che il mondo del vino avrà un momento di rilancio forte. Io penso - conclude Vito Intini - che il vino sia tra i valori che tutti noi ricercheremo e stimoleremo, ne sono convinto".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: vino interviste internet social network webinar

Temi caldi: Coronavirus

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