Grano duro, prezzi fermi e non toccati dai rialzi Usa

A Foggia valori inchiodati per il pastificabile nazionale. L'indice di Chicago per il grano duro invernale in una settimana corre (+14,67%) e trascina invece il prezzo dei grani esteri a Bari

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Ismea registra prezzi stabili sulle principali piazze all'origine del Sud e un lieve rialzo a Campobasso

I prezzi del grano duro fino nazionale sul principale mercato all'ingrosso del Sud registrano la terza settimana di mancate variazioni e quindi si presentano valori identici nelle ultime quattro sedute. Il tutto dopo ben quattro aumenti consecutivi. E dai mercati in campagna arriva un'ulteriore conferma: dal 9 marzo si registra un solo lieve incremento tra i prezzi all’origine.

I prezzi all'ingrosso del grano duro fino nazionale si sono confermati ieri, 25 marzo 2020, sugli stessi valori della scorsa seduta del 18 marzo, ribadendo i 300 euro a tonnellata sui massimi in Borsa merci a Foggia. Per rintracciare gli stessi prezzi su questa piazza, prima dell'ultima ondata di rialzi, bisogna risalire al 30 settembre 2015, quando sui massimi si toccarono, in fase discendente, proprio i 300 euro alla tonnellata.

La quotazione di ieri sui massimi conferma il nuovo record di mietitura stabilito per la prima volta nella seduta del 26 febbraio 2020 e si pone 10 euro sopra i 290 euro raggiunti nella fase di rialzo culminata coi prezzi del 30 ottobre 2019.

Ismea ha registrato stabilità tra il 16 ed il 23 marzo sui mercati all'origine meridionali monitorati di Bari, Matera, Foggia e Napoli. Lieve rialzo a Campobasso e piazze siciliane non visibili ieri dalle rilevazioni Ismea.

E la Borsa merci di Bari, il 24 marzo, conferma la stabilità dei prezzi della scorsa seduta per il cereale pastificabile nazionale, succeduta a cinque rialzi consecutivi, confermandosi a 303 euro sui massimi. Valore superiore a quello omologo di Borsa merci Foggia. Sulla piazza barese si rimettono invece in moto i prezzi dei grani duri d'importazione Spagnolo (+6 euro alla tonnellata) e Canadese (+1 euro) sulla scia del mercato americano.
 

Indice nazionale dei prezzi Usa + 14,67% in una settimana

L'Indice nazionale dei prezzi Usa del grano duro invernale tra il 18 ed il 25 marzo 2020 a Chicago, è schizzato di ben 592 punti, assestando un +14,67. Un notevole rialzo che se recupera completamente le perdite delle ultime due settimane non fa altro che riportare il valore del grano poco al di sopra degli inizi dell’anno. Infatti dal primo gennaio 2020 questo indice, che fino ad una settimana fa perdeva ben 520 punti, pari all'11,42% del suo valore iniziale, ieri ha messo a segno un modesto +72 punti sul primo dell’anno, pari ad un +1,58%. Un'inversione di tendenza che non ha influito sui prezzi italiani, che confermano in questa fase ancora una dinamica autonomia dal principale valore di riferimento mondiale per il frumento. Ma la tumultuosa crescita settimanale dell’indice Usa è stato sicuramente un traino per le quotazioni dei grani esteri.
 

Bmti, la mancanza di piogge sostiene i prezzi

La newsletter Cereali di Borsa merci telematica italiana dello scorso 20 marzo riferisce come a febbraio il Fixing indicativo nazionale camerale del grano duro fino si è portato "a ridosso dei 280 euro a tonnellata". Il tutto perché i prezzi “Sostenuti dalla domanda di prodotto nazionale e da un’offerta in progressivo e fisiologico calo sono tornati a mostrare dei rialzi nel mercato italiano.
“Gli aumenti sono stati più marcati sulle piazze del Centro Sud – sottolinea la nota di Bmti - dove permangono le criticità legate all’assenza di precipitazioni.
Bmti poi spiega la stabilità dei prezzi marzolini “in un contesto di minori scambi, e con qualche inevitabile incertezza legata all’emergenza Covid-19”. Sul fronte del commercio estero, intanto, a febbraio si è registrata una pesante riduzione delle importazioni italiane di grano duro dai paesi extra Ue-28 (-87% su base annua). Nell’annata commerciale attuale, comunque, l’import rimane in forte crescita: tra luglio 2019 e febbraio 2020 si registra un +94% rispetto allo stesso periodo dell’annata precedente.
 

Prezzi all'ingrosso a Foggia

Il grano duro fino nazionale mietitura 2019, proteine minime 12% e peso specifico 80 chilogrammi ogni 100 litri, ha visto ieri, 25 marzo 2020, la sua trentaseiesima seduta di stagione alla Borsa merci della Camera di commercio di Foggia.
E l'Osservatorio prezzi ha registrato la stabilità delle quotazioni di questo raccolto sulla seduta dello scorso 18 marzo 2020 – confermando così i 295 euro alla tonnellata di prezzo minimo e i 300 di massimo alle condizioni "franco partenza luogo di stoccaggio".
Si tratta della terza conferma consecutiva al primo stop dei prezzi intervenuto il 4 marzo scorso, pervenuto dopo ben quattro sedute al rialzo che tra il 5 ed il 26 febbraio avevano messo a segno 15 euro di aumenti complessivi sul 29 gennaio scorso.

I valori confermati ieri sono superiori di 10 euro rispetto ai massimi di 285-290 del 2019, registratisi tra le sedute del 30 ottobre e del 13 novembre. E appaiono maggiori di 29 euro alla tonnellata rispetto alla seduta del 9 ottobre e di 45 euro sovrastanti quella del 31 luglio 2019. Ma i 300 euro confermati ieri superano di ben 56 euro i valori del 27 marzo 2019, attestati a 244 euro sui massimi: il 22,29% in più.

I valori conseguiti con i rialzi di stagione compresi dal 26 giugno 2019 a ieri si attestano complessivamente a 70 euro sopra quelli del 19 giugno 2019, data dell'esordio di stagione commerciale. E sono prezzi che superano di 52 euro quelli di fine campagna commerciale del 29 maggio 2019: attestati a 243,00 euro alla tonnellata sui minimi e 248,00 sui massimi.
Rispetto alla trentacinquesima seduta, si conferma stabile, sia sui valori massimi che su quelli minimi il grano duro biologico, che ieri a Foggia ha ribadito i 390 euro alla tonnellata sui minimi e i 400 sui massimi.

Il grano bio ha però perso terreno dall'inizio del 2020: ben 25 euro. Al punto che i valori minimi odierni sono uguali a quelli dell'ultima quotazione della mietitura 2018, fissata il 29 maggio 2019 proprio a 390 euro, mentre i massimi di ieri superano i 395 euro fissati allora di soli 5 euro.
Curiosità: in un anno, dal 27 marzo 2019, il progresso del prezzo medio del grano duro bio è stato di 17,5 euro, il 4,67% in più.
 

Borsa merci Bari, frumento duro nazionale

Il 24 marzo 2020 alla Borsa merci di Bari, il prezzo del grano duro fino nazionale - peso specifico 79 chilogrammi ogni 100 litri e proteine minime 13% - ha confermato per la terza volta i 298 euro alla tonnellata sui minimi ed i 303 euro sui massimi, valori raggiunti nella seduta del 3 marzo scorso, quando era giunto il primo stop ai prezzi dopo cinque sedute di rialzi. Dal 28 gennaio scorso fino alla seduta del 25 febbraio il pastificabile di produzione italiana ha guadagnato ben 17 euro alla tonnellata.

In precedenza, il cereale era rimasto stabile per sei sedute consecutive sui valori di 280-285 a partire dal 26 novembre. Il grano duro nazionale sulla Borsa merci di Bari si attesta ora ad un valore superiore di 37 euro alla tonnellata rispetto alla seduta del 27 agosto scorso. Dal 30 luglio 2019 l'aumento registrato su questa piazza è di 39 euro.

Il grano duro biologico buono mercantile è stabile, confermandosi a 380 euro alla tonnellata sui minimi e 385 sui massimi, dopo aver perso 3 euro nella seduta del 3 marzo e accusando, rispetto all'ultima seduta del 2019, un calo complessivo di 23 euro.
 

Borsa merci Bari, cereali esteri

Il grano duro Spagnolo, con proteine al 13%, è alla sua trentatreesima quotazione: e prende bene il vento che spira dagli Usa e cresce di ben 6 euro sulla scorsa seduta, arrivando a toccare i 299 euro alla tonnellata sui minimi e i 303 sui massimi, registrando un guadagno complessivo - insieme alle ultime quattro sedute positive precedenti - di 15 euro sui massimi. Rispetto al 3 settembre 2019, il cereale iberico ha guadagnato 35 euro alla tonnellata sui massimi.

Il grano duro Canadese di prima qualità, con proteine minime al 15% risente invece meno dell’onda rialzista proveniente dagli Usa ed ha subito un aumento di un solo euro a tonnellata, attestandosi a 304 euro sui minimi e 306 sui massimi.

Da fine gennaio, e con gli ultimi cinque aumenti, il grano Canadese ha guadagnato 16 euro. Infatti, il Canadese era rimasto fermo sui 288-290 fino al 28 gennaio. Il Canadese di prima qualità, risulta ora cresciuto complessivamente di 52 euro alla tonnellata dal 10 settembre 2019, quando era attestato a 252-254.
 

Prezzi all'origine: tutte le piazze del Mezzogiorno d'Italia

Bari
All'origine Ismea ha rilevato a Bari il 23 marzo 2020 il prezzo del frumento duro fino nazionale alle condizioni di "franco azienda" a 297 euro alla tonnellata sui minimi e 302 sui massimi, stabile sull'ultima rilevazione del 16 marzo. Il cereale ha guadagnato dal 26 agosto 2019 - quando stazionava a 257-262 euro a tonnellata - ben 40 euro, sia sui minimi che sui massimi.

Matera
A Matera, alle condizioni di "franco azienda" Ismea rileva il grano duro fino nazionale il 23 marzo a 275 euro alla tonnellata sui valori minimi e 295 sui massimi. Tali prezzi risultano stabili sull'ultima rilevazione del 16 marzo. Rispetto al 29 luglio 2019 - quando il cereale pastificabile era attestato a 243 euro alla tonnellata sui minimi e 246 sui massimi, l'incremento del prezzo è stato di 49 euro alla tonnellata sui massimi e di 32 euro a tonnellata sui minimi.

Foggia
A Foggia alle condizioni di "franco azienda", Ismea ha rilevato il 18 marzo 2020 il grano duro fino nazionale a 290 euro alla tonnellata sui valori minimi e 295 sui massimi, stabile sull’11 marzo. Allo stato la piazza di Foggia guadagna complessivamente 7 euro sui massimi valori che erano stati raggiunti in questa mietitura il 30 ottobre scorso, 283 - 288, e mantenuti fino al 6 novembre. I prezzi attuali risultano comunque maggiori rispetto al 28 agosto di 40 euro a tonnellata. Il cereale pastificabile su questa piazza, secondo Ismea, ha guadagnato 50 euro a tonnellata sui prezzi del 31 luglio 2019.

Napoli
A Napoli i prezzi del grano duro pastificabile alle condizioni "franco magazzino arrivo" rilevati da Ismea il 17 marzo risultano stabili sui valori registrati nella settimana precedente, confermando così i 305 euro sui minimi e i 312 sui massimi. A Napoli dal 20 agosto 2019, quando il cereale era rilevato a 270-272 euro, al 25 febbraio scorso, i prezzi sono lievitati di 35 euro sui minimi e 40 euro sui massimi.

Campobasso
A Campobasso il 16 marzo Ismea ha rilevato il prezzo del grano duro fino alle condizioni "franco azienda" a 236,80 euro alla tonnellata sui minimi e 244,40 sui massimi, registrando valori stabili sui minimi e in crescita sui massimi di 0,40 euro alla tonnellate sulla rilevazione del 9 marzo. Tali prezzi appaiono maggiori di euro 0,30 sui minimi rispetto al 29 luglio - quando Ismea rilevava 236,50 euro la tonnellata - ed in rialzo di euro 2,90 sui massimi raggiunti in quella data, pari a 241,50.

Sicilia
Le piazze di Palermo e Catania - per i prezzi del grano duro - fino a ieri non risultano tra le rilevazioni attive di Ismea. L’ultima rilevazione dell’istituto nota ad AgroNotize risale al 10 marzo 2020 alle condizioni "franco azienda" ed era pari a 270 euro alla tonnellata sui minimi e 275 sui massimi, valori stabili sul 3 marzo. Con gli ultimi valori rilevati in ordine di tempo le due piazze siciliane presentano prezzi maggiori di 60 euro a tonnellata sulle rilevazioni dell'istituto effettuate il 20 agosto 2019.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: cerealicoltura import/export biologico prezzi mercati

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