G20 Agricoltura, obiettivo: crescita sostenibile

"Servono innovazione e conoscenza". E' questo il messaggio finale del summit, nel corso del quale sono stati trattati numerosi argomenti come la Xylella, l'embargo russo e i rapporti commerciali con il Giappone

Matteo Bernardelli di Matteo Bernardelli

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I partecipanti al G20 sono consapevoli che redditività e valore aggiunto contribuiscono al futuro stesso dell'agricoltura e che permettono di rivitalizzare il settore
Fonte foto: © Mike Mareen - Fotolia

L'innovazione in agricoltura come strumento per aumentare la produttività del settore e rispondere in maniera efficace ai temi pressanti della fame e della malnutrizione. Ma rigorosamente con l'obiettivo di una crescita sostenibile.

Passa da questi temi il messaggio finale del G20 dell'Agricoltura, che si è appena concluso a Niigata, in Giappone, nella Prefettura a Nord Ovest di Tokyo. Per l'Italia era presente il ministero delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, che ha incontrato a margine del summit il ministro dell'Agricoltura del Giappone, Takamori Yoshikawa, e il viceministro russo dell'Agricoltura, Sergey Levin.

Il comunicato finale del G20 dice infatti che "innovazione e conoscenza saranno sempre più fondamentali per la sostenibilità della crescita nel campo della resa alimentare", con l'agricoltura che può ancora esprimere un "enorme potenziale a livello globale", grazie appunto alle tecniche più ricercate di produzione del cibo.

Tuttavia, migliorare l'efficienza produttiva non passa solamente attraverso l'incremento quantitativo, ma anche attraverso azioni finalizzate a ridurre gli sprechi alimentari. Anche questo è un modo, per i partecipanti del G20 dell'Agricoltura, per dare risposte a quegli 821 milioni di persone nel mondo che non hanno cibo sufficiente per sfamarsi e condurre una vita salutare.

La dichiarazione finale dei venti "big" della terra passa anche attraverso l'impegno di garantire alle donne uguale accesso in agricoltura e un "commercio aperto, prevedibile e trasparente, fondamentale per creare catene di valore nell'agroalimentare".

I partecipanti al G20 sono ben consapevoli che redditività e valore aggiunto contribuiscono al futuro stesso dell'agricoltura e che permettono di rivitalizzare il settore agricolo, magari anche attraverso il turismo e le produzioni locali, come si rammenta nel documento finale.
Accanto agli obiettivi della lotta alla fame del mondo, alla sostenibilità e al contrasto dei cambiamenti climatici, vera emergenza in larga parte del pianeta, il G20 non dimentica gli aspetti della salute animale e vegetale e la lotta alla resistenza antimicrobica.


Il vertice Italia-Giappone

Alla vigilia del G20 di Niigata, il ministro Gian Marco Centinaio ha incontrato il collega nipponico, Takamori Yoshikawa, in un bilaterale teso a rafforzare i rapporti commerciali fra i due paesi. Il Giappone rappresenta, infatti, il sesto partner commerciale per l'Italia fuori dai confini Ue e già dal 2017 le esportazioni agroalimentari italiane verso il paese del Sol Levante hanno raggiunto un valore di 1,4 miliardi di euro, con una crescita del 42% in un anno.

"I rapporti commerciali tra i nostri paesi nel settore agroalimentare continuano a registrare anno dopo anno dati sempre più significativi, le nostre imprese sono molto interessate al mercato giapponese. È importante rafforzare tale foro multilaterale rendendo sempre più concrete ed operative le decisioni congiunte di fronte alle sfide che deve fronteggiare l'agricoltura per essere sostenibile", ha dichiarato Centinaio nel corso dell'incontro con Takamori Yoshikawa.

Centinaio, secondo quanto riportato dal Mipaaft, ha posto l'attenzione su due comparti produttivi: ortofrutta e carne. Per quanto concerne il primo, ha espresso la volontà di pervenire a un'intesa nei tempi più brevi possibili per quanto riguarda le trattative sul protocollo dei kiwi. Per le arance ha sottolineato l'impegno a puntare soprattutto su modalità semplificate per i controlli sulle spedizioni per via aerea.
Soddisfazione è stata espressa da Centinaio per la ripresa delle esportazioni di prodotti italiani a base di carne bovina realizzati con materia prima nazionale, tra cui la bresaola. "I nostri operatori vorrebbero esportare bresaola anche da stabilimenti dove si lavora materia prima proveniente da paesi non autorizzati dalle vostre autorità", ha affermato il ministro.


Allentare l'embargo russo

Nell'incontro con il viceministro russo dell'Agricoltura, Sergey Levin, il ministro Centinaio si è augurato un allentamento dell'embargo "sui prodotti agroalimentari europei, che riduce di molto il nostro potenziale in campo agricolo. Rilevanti imprese italiane stanno effettuando investimenti in Russia, nei settori zootecnico, delle carni, della pasta e dell'industria dolciaria. Mi auguro che anche imprenditori del suo paese decidano di investire nel nostro, cogliendo le straordinarie opportunità che offre l'Italia in campo agroalimentare e del turismo".

Entro fine anno Centinaio ha espresso la volontà di organizzare una nuova riunione del gruppo di lavoro che coinvolge Italia e Russia. "Fra gli argomenti che ritengo di utilità per entrambe le parti - ha detto Centinaio - vorrei menzionare il settore biologico e la cooperazione nella ricerca/in campo scientifico che può essere assicurata per parte nostra dal Crea".

Tra i desideri del Mipaaft anche la volontà di "rilanciare le trattative per finalizzare il Memorandum di collaborazione in campo fitosanitario, la tutela delle Indicazioni geografiche e la lotta alla contraffazione e intensificare, infine, gli scambi commerciali grazie alla forte complementarietà fra i nostri sistemi agroalimentari".


Lotta alla Xylella

Nel corso della missione diplomatica e commerciale capitanata dal commissario all'Agricoltura Ue, Phil Hogan, c'è spazio anche per affrontare l'emergenza Xylella con il presidente di Italia Olivicola, Gennaro Sicolo"Ho riscontrato attenzione e forte volontà a risolvere il problema", ha commentato.
Il sostegno economico dell'Unione europea per la ricostruzione dell'olivicoltura salentina, la nomina di un italiano alla direzione del Consiglio oleicolo internazionale, l'apertura di una corsia preferenziale per l'olio extravergine d'oliva italiano sul mercato giapponese.

Mentre in ambito commerciale, Sicolo insieme col ministro Centinaio e l'ambasciatore italiano in Giappone, Giorgio Starace, ha concordato di "richiedere al ministero dell'Agricoltura nipponico di avviare una modifica legislativa per equiparare, anche in Giappone, i parametri dell'extravergine al sistema internazionale, e l'opportunità di intraprendere un percorso di promozione per portare sui mercati giapponesi l'olio extravergine d'oliva italiano dei produttori, simbolo di qualità e benessere".

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