Limone di Siracusa Igp, produzione stabile nonostante il maltempo

E' la stima diramata dal Consorzio di tutela che, a partire da 6mila ettari investiti, punta a raggiungere oltre il 30% della produzione nazionale, perché oggi solo il 7% dell'areale produttivo è soggetto a marchiatura

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Entro il 30 settembre i limonicoltori dell'areale Igp possono iscriversi all'ente di tutela per la prossima campagna produttiva
Fonte foto: © Consorzio tutela Limone di Siracusa Igp

Ultime settimane per aderire al Consorzio di tutela del Limone di Siracusa Igp, il cui termine per i produttori agricoli è fissato al 30 settembre. Giusto in tempo per l'inizio della nuova campagna, le cui sorti sembravano minacciate dalle grandinate della scorsa primavera; in più punti dell'areale è scattato l'allarme mal secco, ma pare che la produzione attesa non subirà variazioni al ribasso significative, stando a quanto scritto in una nota stampa del Consorzio per la tutela diramata lo scorso 3 settembre.
E domani, 7 settembre, si riunisce il Comitato scientifico dell'ente di tutela: studierà nuove soluzioni per aggredire i mercati con un agrume che potenzialmente rappresenta un terzo della produzione nazionale di limoni.

"La produzione di verdello di quest'estate è stata limitata, è possibile trovarne ancora un po' proprio sui mercati in questi giorni - dichiara Michele Salvatore Lonzi, presidente del Consorzio - mentre per quanto riguarda il primofiore si potrebbe stimare un calo su base annua di circa il 20%, ma è una stima aleatoria perché le grandinate della scorsa stagione non hanno colpito tutto l'areale di produzione, ma solo alcuni punti, e con diversa intensità, quindi si dovrà attendere l'inizio della campagna per verificare se potranno esserci delle compensazioni fra le varie zone che compongono i nostri 6mila ettari di superficie coltivati a limone".

Il Consorzio, che lo scorso 13 luglio ha tagliato il traguardo dei diciotto anni di attività, ha aggregato quasi 7mila tonnellate di prodotto fresco certificato nel 2017, mentre i dati per l'anno corrente, aggiornati a maggio 2018, contano già 5.900 tonnellate. Numeri in crescita costante dal 2011, e impennatisi in particolar modo negli ultimi due anni per via del sensibile aumento della domanda di prodotto certificato da parte della grande distribuzione italiana.

Secondo Gianluca Agati, direttore del Consorzio, "il margine di crescita è ancora immenso: certifichiamo ancora circa il 7% di tutti i limoni prodotti nell'areale, parliamo di una superficie che esprime oltre un terzo di tutta la produzione italiana. Sulle principali piazze europee il claim vincente è ancora biologico, non Igp, ma è proprio nell'Igp che risiede il grande valore aggiunto del Limone di Siracusa. Il nostro limone col bollino è sempre interamente commestibile, buccia compresa, a prescindere dal metodo di coltivazione, biologico o integrato. Il Consorzio ritiene dunque utile intraprendere ora delle azioni promozionali di dimensione internazionale dirette al consumatore europeo ed extraeuropeo".

Performance al raddoppio per il Limone di Siracusa Igp destinato alla trasformazione, che nella campagna in corso ha registrato un aumento di oltre il 100% di domanda su base annua, con oltre trenta aziende autorizzate all'utilizzo della denominazione protetta.
"Sono numeri importanti, oltre che incoraggianti - aggiunge Lonzi - che ci hanno indotto a riconsiderare il peso di questa categoria tanto a lungo impropriamente definita di scarto, quando possiede invece le medesime qualità di quei frutti che conquistano un posto in prima fila al reparto ortofrutticoli della grande distribuzione solo perché privi di difetti estetici".

Il Comitato scientifico del Consorzio, presieduto da Vincenzo Vacante, si riunirà domani, 7 settembre, proprio al fine di elaborare e proporre al Consorzio un insieme di soluzioni finalizzate a intercettare gli orientamenti in atto da parte dei mercati e di incardinarle all'interno di regole chiare così da tutelare tutta la filiera, da chi produce, a chi trasforma, a chi consuma.

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