Quanto è sostenibile il vino che bevi? Te lo dice l'etichetta

Presentato al Vinitaly Viva Sustainable Wine: il primo esempio di "gioco di squadra" tra ministero dell'Ambiente, aziende, centri di ricerca, università ed enti certificatori per tracciare la sostenibilità della filiera, dal campo al bicchiere

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La nuova etichetta di Viva Sustainable Wine traccerà la performance ambientale della filiera vitivinicola

Taglia il traguardo il progetto Viva: sono state presentate al Vinitaly 2014 le bottiglie che ”indossano” la nuova etichetta rilasciata dal ministero dell'Ambiente che traccia la performance ambientale della filiera vitivinicola.

Si rafforza così l’obiettivo di crescita della competitività del vino sostenibile made in Italy. Il progetto Viva Sustainable Wine, avviato dal ministero dell’Ambiente nel luglio 2011, promuove la valutazione dell’impatto sull’ambiente del comparto vitivinicolo italiano, dal nord al sud del Paese, dalle piccole alle grandi imprese. I risultati della fase pilota sono stati presentati con un brindisi al Vinitaly 2014, il 9 aprile alle ore 11.30 presso lo stand Tasca d’Almerita (Padiglione 2, Stand n° 105G-115H).

Questo progetto che oggi giunge ad un primo qualificante risultato – ha dichiarato Corrado Clini, direttore generale del ministero – è finalizzato a creare un modello produttivo che rispetti l’ambiente attraverso uno dei primi programmi concreti di sviluppo sostenibile, con l’obiettivo di conservare e tutelare la qualità e la produzione di vini italiani, e insieme preservare il territorio ed offrire opportunità di valorizzazione e di competitività dei prodotti italiani d’eccellenza sul mercato internazionale”.
 
I risultati di Viva Sustainable Wine sono stati presentati al Vinitaly

Viva permette di tracciare la sostenibilità della filiera vite-vino, attraverso uno strumento di trasparenza che, per primo nel panorama internazionale del vino, fornisce al consumatore tutti i dati di sostenibilità validati da un ente terzo certificatore e garantiti dal ministero dell’Ambiente. L’evento è stato anche l’occasione per la cerimonia di consegna alle aziende dei certificati di validazione dell’analisi.

Grazie all’individuazione di quattro indicatori (Aria, Acqua, Territorio e Vigneto), accompagnati dai relativi disciplinari, le aziende hanno potuto misurare l’impatto della loro produzione in termini di sostenibilità ed intraprendere in tal modo, su base volontaria, un percorso di miglioramento. I dati ottenuti, validati da parte di un ente terzo indipendente e riconosciuto, sono accessibili grazie all’etichetta del ministero che rimanda con il suo QRcode ad una pagina web dedicata che contiene descrizione approfondita del prodotto, valori numerici e i grafici.

L’etichetta offre dunque al consumatore uno strumento di trasparenza sulla performance ambientale dell’azienda produttrice del vino, e rende conto sia dei risultati attuali che del percorso compiuto dall’azienda nel tempo. Le aziende per la prima volta avranno degli indicatori standardizzati, validati e riconosciuti su cui lavorare per migliorare la loro performance e dimostrare di essere sempre di più rispettose dell’ambiente.

Viva è già anche disponibile come applicazione per tutti i sistemi mobile. Il progetto intende infine definire le linee guida per una produzione sostenibile, sviluppare un codice che permetta una certificazione per le aziende che le adottano, formare tecnici per lo sviluppo di protocolli di sostenibilità nel settore e sensibilizzare il consumatore sul mercato interno e internazionale. Il progetto si propone dunque di avere valore internazionale ed pronto per essere utilizzato da tutte le aziende piccole, medie e grandi del settore vinicolo.

L’aver creato anche un simbolo da apporre nei confezionamenti delle bottiglie di vino che si chiama Viva – ha sottolineato Lamberto Vallarino Gancia, presidente di Federvinidà l’opportunità al consumatore di essere coinvolto in questo importante progetto ed apre l’opportunità a tutte le imprese del mondo del vino di essersene partecipi per migliorare i processi produttivi dal campo al bicchiere per sensibilizzare il consumatore a rispettare l’ambiente”.

La sperimentazione del ministero ha coinvolto nove aziende del settore, scelte sulla base di criteri geografici e di prodotto – Castello Monte Vibiano Vecchio, F.lli Gancia & C, Marchesi Antinori, Masi Agricola, Mastroberardino, Michele Chiarlo, Planeta, Tasca d’Almerita e Venica&Venica – che potranno “marchiare” uno o più dei loro prodotti con il brand “Viva”. Hanno partecipato anchee tre enti di ricerca (Agroinnova, Centro di Competenza dell’Università di Torino; il Centro di Ricerca Opera per l’agricoltura sostenibile dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; il Centro di Ricerca sulle Biomasse dell’Università degli Studi di Perugia).
Il progetto è ora in fase di espansione, hanno già aderito a Viva: Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano, Principi di Porcia, Vicobarone, Vinosia, Donnachiara, Cantine Riunite & CIV, Arnaldo Caprai, La Gioiosa. 

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