Mais, in tempi brevi ci sarà un Piano di settore

Questo l'obiettivo del tavolo tecnico permanente che ha tra le priorità quella di far uscire il comparto nazionale dalla crisi. Il punto nel corso della Giornata del mais 2019 organizzata dal Crea

Barbara Righini di Barbara Righini

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Il tavolo tecnico permanente sul mais è già operativo, ma a breve verrà istituzionalizzato con decreto
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Qualcosa si muove nel settore maidicolo italiano e, a breve, si potrebbe già avere un Piano di settore. Il tavolo tecnico permanente sul mais verrà a breve istituzionalizzato con decreto, così come i quattro gruppi di lavoro, ma di fatto è già operativo e fra settembre e dicembre 2018 si sono già tenute diverse riunioni.

Il tavolo è stato presentato da Alberto Manzo dell'ufficio Pqai 2 Sviluppo imprese e cooperazione del Mipaaft, durante la Giornata del mais 2019 che si è svolta il 25 gennaio scorso a Bergamo. Manzo ha spiegato su che tematiche i gruppi (Ricerca e innovazione, Mercati e contratti di filiera, Assistenza tecnica, Coordinamento ministero/regioni) si stanno muovendo e come intendono operare.
Lo scopo del tavolo è produrre appunto un Piano di settore in tempi ragionevoli, che sarà approvato poi dalla Conferenza Stato-Regioni.

Fanno parte del tavolo diverse università, il Crea, associazioni di settore, organizzazioni agricole, le regioni che vedono parte del territorio impegnato a mais, stoccatori e trasformatori, tutta la filiera è quindi coinvolta. "Noi - ha detto Manzo durante l'incontro - agiamo come una startup, poi saranno le regioni, attraverso i Psr, a dover adottare le politiche necessarie per realizzare gli obiettivi che il piano di settore per il mais si sarà dato".
Tre le priorità su cui si sta lavorando per fare uscire dalla crisi la maidicoltura italiana: aggiornamento della rete nazionale di confronto varietale, analisi delle potenzialità delle biotecnologie, potenziamento dell'agrotecnica e dei percorsi produttivi.

In tema di qualità della granella, intesa non solo come qualità sanitaria, caratteristica su cui puntare per poter arrivare alla valorizzazione del mais italiano, anche tramite certificazioni, si è parlato durante la prima sessione dei lavori della Giornata del mais 2019, che ogni anno il Crea di Bergamo organizza a gennaio. Quest'anno si è parlato in particolare di trinciato di mais con diversi focus: Giorgio Borreani, Disafa, Unito, ha puntato l'attenzione sulla qualità microbiologica e sanitaria degli insilati, Assosementi, con Giorgio Colombo, ha illustrato la direzione per quanto riguarda breeding e innovazione nel segmento ibridi di mais da trinciato mentre Michela Alfieri, Crea Cerealicoltura e colture industriali si è concentrata proprio sulla qualità, intesa in senso più ampio, da un punto di vista di proprietà nutritive del trinciato e che, con spettroscopia Nir, può essere monitorata, a costi contenuti, direttamente in campo. Da tenere sotto controllo come parametri amido, digeribilità e fibra. Cesare Soldi, presidente Ami, Associazione italiana maiscoltori, ha puntato l'attenzione sulla valorizzare il trinciato di mais.
 

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Fonte: Agronotizie

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