Si consolida il deficit strutturale della bilancia commerciale cerealicola italiana, che nei primi sette mesi del 2023 ha registrato un saldo valutario netto negativo per oltre 2.249,8 milioni di euro, rispetto ai 2.001,8 milioni dello stesso periodo 2022.

 

Il peggioramento è dovuto alla crescita più che proporzionale del valore dell'import (5,73 miliardi nel 2023 rispetto ai 5,36 del 2022), rispetto a quello dell'export (3,48 miliardi contro i 3,36 dello stesso periodo 2022).

 

In termini quantitativi crescono le quantità importate di cereali in granella, complessivamente per 890mila tonnellate (+11,4%), in particolare dovuto al grano duro (+572mila tonnellate, pari a 202,5 milioni di euro) ed in misura minore al grano tenero (+184mila tonnellate), oltre che al mais (+170mila tonnellate). Calano gli arrivi di riso (-50mila tonnellate, pari al -20%). Tendenza positiva per le farine proteiche vegetali (+3,7%) e per quelle dei semi e frutti oleosi (+2,5%).

 

Sul fronte delle esportazioni, risulta in aumento il valore delle vendite all'estero di riso (+93,2 milioni di euro) e delle paste alimentari (+91,3 milioni), oltre a prodotti trasformati (+25 milioni) e della farina di grano tenero (+4,9 milioni). Cala l'export di cereali in granella (-189mila tonnellate e -140 milioni di euro nei valori), mentre risultano infine in aumento le quantità esportate di semola di grano duro (+5,4%) e mangimi a base di cereali (+1,1%).