Vintec®, il fungicida biologico contro il mal dell'esca

La soluzione di Belchim Crop Protection, nata grazie alla collaborazione con BiPA e Fondazione Edmund Mach, è registrata sulla vite, sia per il pieno campo che in vivaio

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La malattia può avere un decorso acuto, dove si assiste ad una rapida perdita del turgore fogliare e un disseccamento successivo della pianta

Negli ultimi tempi abbiamo sentito molto parlare del mal dell'esca, una malattia vascolare della vite che appare con sempre maggiore frequenza in molte aree viticole italiane. Sono infatti sempre più numerosi gli agricoltori che osservano sintomi di questa pericolosa malattia nei propri vigneti.
I responsabili sono un complesso di funghi patogeni vascolari (principalmente Phaeoacremonium aleophilum e Phaemoniella chlamydospora) che possono infettare la pianta principalmente in due modi: in vivaio nelle diverse fasi di preparazione delle barbatelle o in vigneto entrando dalle ferite di potatura.

I sintomi esterni del mal dell'esca sono caratterizzati dalla classica "tigratura" fogliare, mentre a carico del legno si notano le ostruzioni dei vasi xilematici che imbruniscono longitudinalmente. In casi di condizioni climatiche particolari (primavere molto piovose seguite da periodi caldi e secchi), la malattia può avere un decorso acuto (colpo apoplettico), dove si assiste ad una rapida perdita del turgore fogliare e un disseccamento successivo della pianta.


Vintec®, la soluzione di Belchim Crop Protection

Grazie alla collaborazione con BiPA e Fondazione Edmund Mach nasce Vintec®, fungicida biologico a base del fungo Trichoderma atroviride SC1 registrato sulla vite, sia per il pieno campo che in vivaio.
Data l'elevata concentrazione del Trichoderma all'interno del formulato (1x1013UFC/kg), la dose consigliata in etichetta è in ragione di 200 g/ha in campo e 200 g/hl in vivaio.

Ciò che rende Vintec® unico è l'origine della sua sostanza attiva. Ad oggi, infatti, tutti i prodotti a base di Trichoderma presenti sul mercato contengono ceppi originariamente isolati da suolo. Trichoderma atroviride SC1 è stato invece isolato da legno di nocciolo in nord Italia, da parte dei ricercatori della Fondazione Edmund Mach di San Michele all'Adige.

Per questa sua caratteristica presenta una velocità di sviluppo e colonizzazione delle ferite di gran lunga superiore agli altri Trichoderma sul mercato che hanno origine tellurica. La sua applicazione sul legno della vite in campo o della barbatella lo porta infatti nell'ambiente dove si è selezionato naturalmente.
 
Legno della vite


I punti di forza di Vintec®

  • rapida e profonda colonizzazione delle ferite da potatura;
  • non lascia residui;
  • la soluzione può essere preparata immediatamente prima dell'utilizzo, non necessita di preparazione particolare. Non è necessario utilizzare acqua tiepida, né mantenere il prodotto in soluzione per alcune ore prima dell'utilizzo;
  • l'azienda raccomanda di trattare le ferite di potatura prima possibile, ma grazie all'elevatissima compatibilità di Vintec® con l'ecosistema legno non è necessario trattare nelle prime ore dopo la potatura. Vintec® è in grado di insediarsi con successo sulla ferita in qualsiasi momento;
  • valido strumento in agricoltura biologica e integrata;
  • sicuro per l'operatore: non è tossico e non prevede tempi di rientro;
  • si applica con qualsiasi tipo di attrezzatura, anche con un normale atomizzatore. Si può pertanto utilizzare in vigneti di qualsiasi dimensione;
  • il suo meccanismo d'azione può essere difficilmente superato da popolazioni di patogeni resistenti. Può essere quindi inserito nelle strategie anti-resistenza.