Xylella, urgono correzioni di tiro nei monitoraggi tra gli olivi

Dopo la scoperta del focolaio di Monopoli, a chiederlo è Copagri Puglia, che sottolinea come sia necessario saggiare anche alberi non sintomatici. Per due anni utilizzato il test Elisa, poco affidabile

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Secondo l'organizzazione agricola è il momento di affinare le tecniche di monitoraggi per contenere realmente la batteriosi
Fonte foto: © sabino.parente - Adobe Stock

Si amplia il focolaio di piante di olivo infette da Xylella fastidiosa ritrovate in agro di Monopoli, in provincia di Bari, in zona cuscinetto, ma localizzate in adiacenza della zona indenne: la conta sale a ben 60 esemplari. E Copagri Puglia attacca pesantemente l'operato dell'assessorato Agricoltura della Regione Puglia, ritenuto "Assolutamente inadeguato rispetto alle esigenze di un'efficace lotta al batterio".

"Se è certamente positivo un immediato intervento di svellimento delle piante in questione e l'accertamento della presenza o meno di altre piante infette in zona, non possono passare sotto silenzio i gravi ritardi nel praticare tecniche di rilevamento adeguate all'identificazione precoce dell'infezione e azioni efficaci di contenimento dell'insetto vettore, unici modi per avere qualche possibilità di fermare il batterio" dichiara il presidente di Copagri Puglia, Tommaso Battista.

Da molto tempo è ormai chiaro come l'identificazione di piante asintomatiche durante i monitoraggi costituisca un'efficace operazione per cercare la Xylella nelle piantagioni di olivo e prevenirne la diffusione. E proprio su tanto recentemente AgroNotizie aveva raccolto la testimonianza dell'ex direttore dell'Arif Domenico Ragno.

Mentre su metodiche innovative di contenimento del vettore aveva parlato Francesco Porcelli, a partire da uno studio su inondazioni di Zelus, insetto antagonista della Cicalina sputacchina, e pure sentito da AgroNotizie.

"Nonostante ciò si continua a inseguire il batterio con prelievi di campioni sulle piante sintomatiche. L'episodio di Monopoli ne è un'ulteriore riprova, in quanto, come avvenuto a Locorotondo, le maglie su cui vegetano piante malate erano già state ispezionate nei precedenti monitoraggi senza trovare traccia dei sintomi oggi presenti" afferma Battista.

Per Copagri Puglia, inoltre, un altro elemento distorsivo dei monitoraggi è stato l'utilizzo del test Elisa, noto per dare numerosi casi di falsi negativi nella ricerca della Xylella fastidiosa e pertanto "scarsamente affidabile - spiega Battista – e che già da due anni i tecnici sconsigliavano di usare". Ora il test è stato vietato dal nuovo Regolamento di esecuzione (Ue) 2020/1201 della Commissione del 14 agosto 2020 e sostituito- come previsto dall'articolo 2 - dalle analisi molecolari: "Considerate già da tempo più efficaci e più attendibili" sottolinea Battista.

Pertanto da Copagri non si manifesta sorpresa per il ritrovamento del focolaio di Monopoli e si avverte: "Se non si interviene immediatamente in maniera radicale è facile prevedere che nel prossimo futuro situazioni come questa non faranno che ripetersi, così come le inutili proteste e polemiche". E alla Regione Puglia non resta altro da fare che ridiscutere quanto messo in campo contro la Xylella e "individuare professionalità, mezzi adeguati per cercare di non ripetere gli errori del passato".

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: unione europea Xylella fastidiosa monitoraggi

Temi caldi: Emergenza Xylella fastidiosa

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