Grano duro, Divella e Consorzio agrario Centro Sud siglano contratto di filiera

Cofirmataria la Coldiretti Puglia. Fissato un prezzo minimo da 280 euro a tonnellata per un cereale di qualità da 14,5% di tenore in proteine. Prevista una premialità molto spinta per una materia prima di qualità superiore

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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L'accordo prevede compensazioni nel caso il mercato superi i valori minimi stabiliti
Fonte foto: © denio109 - Fotolia

E' stato siglato oggi, 30 novembre 2017, a Foggia, il contratto di filiera tra il pastificio Divella di Rutigliano (Bari), secondo produttore italiano di pasta secca, Coldiretti Puglia ed il Consorzio agrario del Centro Sud. Grazie a quest'ultimo è stato fissato un prezzo del grano duro remunerativo per gli agricoltori e sono state gettate le basi per un percorso di qualità che porti sulle tavole degli italiani la pasta 100% made in Puglia.
 
L'accordo prevede l'acquisto di una prima partita di 30mila tonnellate di grano duro dalle province di Foggia e Bari al prezzo base di 280 euro alla tonnellata, per una materia prima di qualità, che dovrà avere un tenore di proteine minimo del 14,5%. L'obiettivo è di assicurare un tenore medio delle proteine sul raccolto intorno al 16% e l'accordo prevede un complesso meccanismo di premialità per percentuali di proteine superiori che può portare il prezzo massimo fino a 360 euro alla tonnellata. Se l'andamento di mercato dovesse far lievitare i prezzi oltre i 280 euro alla tonnellata, comunque Divella riconoscerà valori più alti in linea con i mercuriali.

Ma al momento il mercato di Foggia langue: i prezzi all'ingrosso di ieri, 29 novembre 2017, alla Borsa merci della Camera di commercio del capoluogo della Capitanata si sono riproposti stabili anche per il grano duro fino nazionale (minimo 12,5% di proteine), che ha riconfermato la quotazione sui massimi a 227 euro la tonnellata - ferma ormai dal 4 ottobre scorso, mentre il 22 novembre 2017 era toccato a Ismea rilevare il prezzo medio all'origine su Foggia per la stessa materia prima a 217,50 euro alla tonnellata: fermo dal 25 ottobre scorso.

"L'origine del grano è divenuta elemento obbligatorio sulle etichette di pane e pasta" commenta con soddisfazione il presidente della Coldiretti Foggia Giuseppe De Filippo, che ha aggiunto: "Fare pasta con grano 100% italiano evidentemente si può, come ampiamente testimoniato dalla concreta volontà espressa dal gruppo Divella e dalla proliferazione di marchi che fanno pasta con grano 100% italiano.
Parliamo di un percorso iniziato nei primi anni della crisi sotto la spinta dell'iniziativa del progetto di Filiera agricola italiana che si è esteso ad alcune catene della grande distribuzione, ai marchi più prestigiosi quali Ghigi, Valle del grano Jolly Sgambaro, Granoro, Armando, fino all'annuncio del marchio napoletano Voiello del Gruppo Barilla che ora vende solo pasta fatta da grano italiano al 100% di varietà aureo"
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Nella sola provincia di Foggia la superficie coltivata a frumento duro è pari a 240mila ettari e una produzione media di grano duro di 7 milioni e 200mila quintali. Divella nella campagna 2016-2017 aveva già concluso decine di contratti di filiera sul grano duro in tutto il Centro-Sud Italia per 25mila ettari, con un prezzo minimo in collina per 270 euro alla tonnellata e 280 euro in pianura.
 
"L'accordo con Divella è partito in fase sperimentale già nella scorsa campagna cerealicola - aggiunge il direttore della Coldiretti Puglia Angelo Corsetti - e il prezzo riconosciuto ha raggiunto in media i 300 euro alla tonnellata, in controtendenza con l'andamento del mercato in assoluto ribasso. Al contempo gli agricoltori, tecnicamente sostenuti, hanno garantito un livello qualitativo elevato, a dimostrazione che fare grano di qualità in Puglia è una certezza".

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