La manovra correttiva ai conti dello Stato è stata approvata dal Senato con il ricorso al voto di fiducia. E ora ci si chiede cosa cambia per l'agricoltura. O meglio, cosa non cambia...Non ci sarà l'attesa proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali (in scadenza il 31 luglio) per le zone svantaggiate. Non ci sarà la reintroduzione del “bonus gasolio” con il quale si sarebbe dovuta dare una mano alle colture in serra. Non ci saranno risorse per il settore bieticolo saccarifero che avrebbero dovuto coprire impegni già assunti per la passata campagna. Nessuno snellimento all'opprimente burocrazia che frena lo sviluppo delle aziende esistenti e ostacola ogni nuova iniziativa. Ad essere soddisfatto (e solo in parte) è solo il settore della pesca marittima che ha ottenuto l'introduzione di alcuni ammortizzatori sociali per far fronte alla crisi del settore. Ne parliamo perché anche la pesca marittima rientra fra le competenze del ministero di via XX Settembre, al pari dell'agricoltura. Grande soddisfazione poi in casa della Lega Nord, che ha portato a casa la proroga al 31 dicembre del pagamento delle multe latte. Un provvedimento del quale si è discusso a lungo (si veda anche Agronotizie), che va a beneficio di circa un migliaio di allevatori ancora alla prese con le multe, ma che ha sollevato le ire di tutti gli altri 40mila che invece con le quote si sono messi in regola.

 

Rischio infrazione

La motivazione sostenuta per giustificare il rinvio è tutta nelle  risultanze della relazione presentata ad aprile dal Comando carabinieri dello stesso Mipaaf sul calcolo del tenore in materia grassa del latte. Calcolo che celerebbe alcuni errori il cui controllo impone il rinvio delle scadenze nel pagamento delle rate. Rinvio che alla fine è stato ottenuto a dispetto di quanto dichiarato dal ministro Giancarlo Galan secondo il quale non ci sono state “irregolari indicazioni tali da incidere sul calcolo del prelievo.” Contrario alla proroga anche il Commissario Ue Dacian Ciolos, secondo il quale c'è una situazione di infrazione dell'Italia che potrebbe essere sanzionata dall'autorità comunitaria. Ma da questa ci salverà l'aver stabilito che per le multe in scadenza non si tratta di una sospensione, ma di una proroga al 31 dicembre. Mancherebbero i tempi tecnici per avviare la procedura di infrazione e anche Bruxelles aspetterà, verosimilmente, la scadenza di fine anno per decidere che fare del “caso” Italia. Non ci multeranno, forse, ma la nostra credibilità ne esce sconfitta...