È aperto nel Lazio il bando per richiedere i pagamenti agroambientali previsti dalla sottomisura 10.1 del Psr per il 2022.

 

L'obiettivo generale è quello di promuovere lo sviluppo sostenibile delle zone rurali incentivando l'introduzione di metodi di produzione agricola estensivi e compatibili con la tutela e con il miglioramento dell'ambiente, del paesaggio e delle sue caratteristiche, delle risorse naturali, del suolo, dell'acqua e della biodiversità.

 

Nel dettaglio il bando offre contributi per:

  • l'inerbimento degli impianti arborei;
  • l'adozione di vegetazione di copertura annuale sulle superfici a seminativo;
  • la conversione dei seminativi in prati, prati pascoli e pascoli;
  • la conservazione della sostanza organica del suolo;
  • le tecniche di agricoltura conservativa;
  • le coltivazioni a perdere;
  • la conservazione in azienda delle risorse genetiche vegetali;
  • la conservazione in azienda, in situ o ex situ, delle risorse genetiche animali.

Al bando possono partecipare come beneficiari tutti gli agricoltori singoli e associati del Lazio.

 

Possono partecipare anche altri soggetti o enti che gestiscono il territorio, ma solo per i contributi per la conservazione delle risorse genetiche animali e vegetali.

 

Per poter accedere ai contributi sono previste delle superfici minime che sono di almeno:

  • 1 ettaro per l'inerbimento degli impianti arborei;
  • 2 ettari per l'adozione di vegetazione di copertura annuale sulle superfici a seminativo;
  • 2 ettari per la conversione dei seminativi in prati, prati pascoli e pascoli;
  • 2 ettari per la conservazione della sostanza organica del suolo (e in questo caso deve riguardare tutta la superficie agricola utilizzata, Sau, aziendale);
  • 2 ettari per le tecniche di agricoltura conservativa;
  • 0,5 ettari per le coltivazioni a perdere.

Anche i contributi variano da intervento a intervento e sono di:

  • 100 euro ad ettaro per l'inerbimento degli impianti arborei;
  • 150 euro ad ettaro per l'adozione di vegetazione di copertura annuale sulle superfici a seminativo;
  • 300 euro ad ettaro per la conversione dei seminativi in prati, prati-pascoli e pascoli;
  • 200 euro ad ettaro per la conservazione della sostanza organica del suolo, in caso di coltivazioni erbacee e di 250 euro ad ettaro per le colture arboree (diminuite di 50 euro ad ettaro se in zona di protezione nitrati);
  • 180 euro ad ettaro per le tecniche di agricoltura conservativa (diminuite di 50 euro ad ettaro se in zona di protezione nitrati) per i cereali, le leguminose, le proteaginose e le oleaginose e di 300 euro ad ettaro per il mais, le colture industriali e le officinali indipendentemente dall'essere o no in zona vulnerabile ai nitrati;
  • 210 euro ad ettaro per le coltivazioni a perdere.

Per la conservazione delle risorse genetiche vegetali a rischio di erosione o di estinzione sono previsti:

  • 250 euro ad ettaro per cereali e seminativi;
  • 500 euro ad ettaro per le ortive;
  • 700 euro ad ettaro per le colture arboree;
  • 70 euro a pianta per piante adulte isolate.

Per la conservazione delle risorse genetiche animali a rischio di estinzione sono invece previsti 250 euro ad unità di bestiame adulto (Uba).

 

Le domande, assieme alla documentazione richiesta, devono essere inviate ad Agea entro il 16 maggio 2022.

 

Per tutti i dettagli si rimanda alla pagina ufficiale del bando con tutti gli allegati e la modulistica.