In Campania continua a tenere banco l'emergenza brucellosi: il nuovo Programma Obbligatorio di Eradicazione delle Malattie Infettive delle Specie Bovina e Bufalina in Regione Campania è assediato dai ricorsi amministrativi contro gli abbattimenti promossi dai singoli allevatori e dal ricorso al Tar de L'Altra Agricoltura che chiede la sospensione e l'annullamento del Programma, perché consentirebbe l'abbattimento di bufale sane.

 

Un'affermazione che è stata smentita durante la conferenza stampa del 3 maggio scorso, convocata da Regione Campania in collaborazione con l'Istituto zooprofilattico sperimentale per il Mezzogiorno e il mondo della Sanità campana e della quale AgroNotizie ha ampiamente dato conto.


Il protrarsi dello stato di agitazione tra gli allevatori e il dubbio che la Sanità in Campania non sia in grado di attuare il Programma sono stati oggetto del question time alla Camera dei Deputati il 18 maggio scorso, quando Filippo Gallinella, presidente della Commissione Agricoltura, ha chiesto per la seconda volta al ministro della Salute, Roberto Speranza, il commissariamento della Regione Campania, che da anni non riesce a risanare gli allevamenti del Casertano.

 

Secca la risposta del ministro Speranza, che ha ricordato invece i successi proprio di Regione Campania nella profilassi di Stato e nella eradicazione della brucellosi bovina e bufalina nelle province di Benevento, Avellino e Napoli. Speranza ha tra l'altro ammesso che "Nella provincia di Caserta dobbiamo ancora concentrare gli sforzi". E nel sottolineare la validità del del Programma campano ha affermato "Il Piano prevede indennizzi, continueremo a porre in essere ogni sforzo per i territori colpiti dall'epidemia".

 

Gallinella, a margine del question time tenutosi a Montecitorio l'altro ieri, ha dichiarato: "Tra gli allevatori di bufale noi dobbiamo tutelare quelli virtuosi, ossia la stragrande maggioranza, dando loro strumenti e incentivi in maniera intelligente. Proprio come con la peste suina africana nel Nord Italia, è necessario nominare un commissario ad hoc come richiesto da me nel giugno 2021 al ministro della Salute, Roberto Speranza".

 

Per il presidente della Commissione Agricoltura "Ci sono tante azioni da mettere in campo e non può essere lasciato tutto al seppur eccellente lavoro dei veterinari, i quali hanno un raggio limitato e devono essere sostenuti dallo Stato".


"Per addivenire a una risoluzione concreta - ha aggiunto Gallinella - è necessario un approccio multidisciplinare, nominando un commissario che sia magari un esponente delle forze armate e che sappia superare ogni tipo di ingerenza o pressione, rimanendo slegato da dinamiche territoriali, il più laico possibile, che collabori con le autorità locali e fondi il suo operato sulle conoscenze dell'attuale task force che, però, ha poteri e margini di intervento limitati".

 

La task force fu varata alcuni anni fa con un decreto da Vincenzo De Luca, presidente della Giunta Regionale campana, allo scopo di affiancare alle Asl di Caserta e Salerno la struttura tecnico scientifica dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale per il Mezzogiorno di Portici. Ma il direttore generale dell'Istituto, Antonio Limone, non ebbe mai poteri di coordinamento del lavoro della Asl di Caserta.

 

"L'emergenza brucellosi, infatti, è in capo alla Regione Campania e rimane da anni irrisolta - ha detto ancora Gallinella -. Credere di poter imbrigliare nelle maglie della burocrazia il contrasto ai patogeni significa condannarsi alla sconfitta. Per questo è necessario un controllo di rango superiore".

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Gallinella argomenta che occorre come commissario una figura forte, con un approccio multidisciplinare, in grado di dialogare con il territorio (foto di archivio) Fonte foto: © Malgorzata Kistryn - Adobe Stock