Latte, Martina: “Ci vorrà tempo ma la filiera sarà riorganizzata”

Videointerviste di AgroNotizie: a due mesi dalla fine del regime delle quote latte il settore guarda al futuro con preoccupazione e speranza

Barbara Righini di Barbara Righini

Questo articolo è stato pubblicato oltre 4 anni fa

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A Expo, in occasione della Giornata del latte il 29 maggio, è stato fatto il punto sul settore
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Allevatori da tutta Italia, rappresentanti istituzionali della filiera del latte e molti turisti e curiosi: il sito di Expo il 29 maggio scorso è stato invaso dal popolo del latte nel giorno della festa di questo alimento. Con l'occasione si è fatto il punto a due mesi dalla liberalizzazione del settore nell'Ue con l'abolizione delle quote latte dopo più di 30 anni.

Era atteso – racconta Cesare Baldrighi, presidente del Consorzio tutela del Grana Padanoma tutto ciò sta venendo in un contesto non favorevole. Ci troviamo con prezzo basso, aumento dell'offerta e diminuzione della domanda. Questo sta mettendo seriamente in crisi il settore in tutta la Comunità europea e anche quello degli allevatori italiani”.

Noi reagiamo con progetti di filiera, garantendo il nostro latte, ma la situazione non è semplice – testimonia Claudio Monferino, allevatore e socio della Centrale del latte di Alessandria e Asti - Nell'est europeo i costi sono inferiori ai nostri, sia per produzione che per imposte. I nostri standard di benessere degli animali sono ottimi, questo porta aggravi dei costi ma quando è riconosciuto veniamo premiati”.


La situazione
Secondo un'analisi della Coldiretti dall'inizio della crisi economica una stalla su 5 è stata chiusa, sono circa 36mila quelle sopravvissute, che nel 2014 hanno prodotto 110 milioni di quintali di latte; sono invece 86 milioni i quintali importati. La liberalizzazione del mercato il primo aprile scorso potrebbe portare a pesanti squilibri e a un aggravarsi della crisi del settore.
Circa la metà del latte prodotto in Italia viene utilizzato per produrre formaggi Dop o viene venduto come latte fresco. Il resto deve ora scontrarsi con realtà, soprattutto situate nell'Est Europa, che possono permettersi di vendere a prezzi di molto inferiori. Secondo gli ultimi dati Clal, organismo che si occupa specificamente del mercato del latte, quelli di aprile 2015, se in Italia siamo su una media di 0,35 euro al litro per il latte crudo in stalla, in Lettonia si pagano 0,22 euro al litro, in Polonia 0,29, in Lituania 0,20.

La risposta del ministro Martina
Puntiamo a far crescere i consumi interni – ha detto il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, intervenuto al padiglione di Coldiretti durante la presentazione dell'accordo di partnership siglato fra Granarolo S.p.a. e Coldiretti per raggiungere la quota del 12,65% del capitale della Centrale del Latte di Brescia - attraverso una campagna di comunicazione sulle qualità nutritive del latte fresco e con operazioni mirate di promozione dei prodotti Dop e Igp nella grande distribuzione. Per quanto riguarda poi l'export, i grandi formaggi Dop italiani saranno protagonisti del Piano di internazionalizzazione del Made in Italy che stiamo portando avanti con il ministero dello Sviluppo economico”.
Il ministro ha ammesso che occorrerà tempo per risolvere gli “innegabili problemi degli allevatori”, ma con il Decreto per l'agricoltura il Governo sta tentando di fare la sua parte: “Tra giugno e luglio – ha detto ancora Martina - si perfezioneranno gli aspetti tecnici del 'logo' latte. Saranno mesi fondamentali per riorganizzare nel complesso il settore lattiero caseario e dargli più strumenti per competere". 

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Fonte: Agronotizie

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Tag: latte expo 2015

Temi caldi: latte

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