Rasentano la perfezione

AgroNotizie ha intervistato Paolo Viglione, responsabile tecnico per le prove sperimentali su vite di Sagea, centro di saggio con sede nell’Albese. Le prove sperimentali di campo confermano l’eccellenza degli antiperonosporici di Syngenta della linea Pergado, a base di mandipropamid

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Le prove in campo su Pergado Z e Pergado D

Un’annataccia per la peronospora. Forse non dappertutto, forse non in egual misura. Ma dove ha picchiato ha picchiato duro. L’andamento stagionale ha causato problemi nel Nord-Ovest soprattutto a cavallo di metà giugno: Agronotizie ha intervistato Paolo Viglione, responsabile tecnico per le prove sperimentali su vite del centro di saggio Sagea, il quale ha operato alcune prove sperimentali in vigna testando l’efficacia di diversi prodotti della linea antiperonosporica di Syngenta.
 
Una domanda semplice per iniziare: perché qui, nel Roero?
 
“Come centro di saggio abbiamo sviluppato alcune prove sperimentali per conto di Syngenta, qui nell’azienda Negro di Monteu Roero. Siamo quindi nel cuore dell’area di produzione di vini pregiati come per esempio l’Arneis, vitigno su cui abbiamo scelto di pianificare le tesi sperimentali”
 
Quale era il focus delle prove e quali protocolli sperimentali avete seguito?
 
“Abbiamo messo a confronto differenti ipotesi. Come linea di base, su tutte le tesi siamo partiti con dei trattamenti con ditiocarbammati seguiti da due applicazioni di Ridomil Gold, a base di m-matalaxyl e mancozeb. Poi, dalla fase di pre-fioritura fino a quella di allegagione avanzata, cioè verso la fine di giugno, sono stati effettuati trattamenti differenziati sulle diverse tesi. In particolare, sono stati messi a confronto due nuovi prodotti a base di mandipropamid, ovvero Pergado Z e Pergado D, ovvero le miscele in cui a mandipropamid sono stati aggiunti rispettivamente zoxamide e ditianon. La parte finale dei programmi è stata poi basata su prodotti di copertura, soprattutto rameici”.
 
Dal punto di vista delle infezioni, la prova è risultata significativa?
 
“La prova si può dire ben riuscita, dal momento che il non trattato è risultato alla fine praticamente distrutto dalla patologia. Soprattutto, le infezioni si sono concentrate nel periodo in cui sono state differenziate le tesi in campo. Le piogge che hanno scatenato gli attacchi più importanti sono state infatti concentrate fra il 16 e il 18 di giugno, con quasi 50 millimetri di pioggia, ma la variabile più significativa è stata la bagnatura fogliare, la quale si è prolungata praticamente per quattro giorni consecutivi. Ciò a causato attacchi di peronospora larvata su grappolo, con una diffusione della malattia pressoché totale nei non trattati, i quali hanno mostrato una severità d’infezione che spaziava dal 60 all’80% a seconda delle parcelle test”.
 
Circa il numero dei trattamenti quanti ne sono stati necessari?
 
“Complessivamente sono stati effettuati dieci trattamenti a distanza di circa 9-10 giorni a seconda delle previsioni meteo e dell’accrescimento della vegetazione. Considerando l’andamento generale della malattia nell’area del Nord-Ovest, direi che è un buon risultato, specialmente considerando le percentuali di efficacia che si sono fissate intorno al 98-99% nelle due tesi a confronto”.
 
Quindi differenze davvero ridotte fra i due nuovi prodotti della linea Pergado…
 
“Minime differenze, ma minime, cioè apprezzabili solo durante un rilievo effettuato con finalità sperimentali e quindi non significative dal punto di vista statistico-agronomico, si sono evidenziate a favore di Pergado Z, ma solo di un punto percentuale. In pratica del tutto ininfluente dal punto di vista del raccolto. Sicuramente, vista la forte presenza di peronospora larvata, zoxamide offriva elevate garanzie anche per la sua persistenza d’azione. Ditianon è un eccellente prodotto di copertura verso il quale c’è però un po’ di diffidenza quanto a selettività per la vite. Nella prova non si sono invece rilevati problemi a carico della vegetazione. Se l’applicazione viene effettuata in modo corretto, con una distribuzione omogenea del prodotto, di problemi infatti non ve ne sono. Ovvio che se l’irrorazione causa la formazione di gocce e di accumuli su qualche acino, alcuni formulati in commercio hanno mostrato la formazione di piccole suberificazioni, le quali non sono però tali da causare un danno concreto alla produzione. La miscela di Syngenta a base di mandipropamid e ditianon in questa prova ha mostrato invece una selettività totale verso la coltura”.