L'agricoltura è un settore che mette a dura prova la schiena, le braccia e, più in generale, le articolazioni e i muscoli. Lavorare in campagna significa spesso sollevare da terra pesi rilevanti, basti pensare alla raccolta delle angurie e di molti ortaggi, ma anche allo spostamento di cassette o sacchi. E poi ci sono tutte quelle operazioni che obbligano a stare con testa e braccia in alto, come la potatura, con un affaticamento costante di collo, spalle e dorso.
Agricoltori e braccianti convivono così con dolori muscolari e articolari che, nel tempo, possono trasformarsi in vere e proprie malattie professionali, con effetti diretti sull'operatività in campo e sulla qualità della vita. È in questo contesto che si stanno facendo strada gli esoscheletri.
Un esoscheletro è un dispositivo indossabile pensato per sostenere il corpo durante alcuni movimenti, scaricando parte dello sforzo su strutture meccaniche esterne. L'idea non è di avere un sistema che lavora al posto della persona, ma di ridurre il sovraccarico biomeccanico che si accumula durante gesti ripetitivi, posture incongrue o movimentazioni frequenti.
Gli esoscheletri in agricoltura
In agricoltura, oggi, l'attenzione si concentra soprattutto su due grandi famiglie. Gli esoscheletri passivi non hanno motori né batterie: sfruttano molle, leve e sistemi elastici per restituire supporto in modo continuo, risultando in genere più leggeri, semplici e gestibili in ambienti dinamici come campi e frutteti. Inoltre sono molto più economici e facili da manutenere.
Gli esoscheletri attivi, invece, impiegano attuatori e sensori per fornire una spinta "assistita": possono essere più efficaci in alcuni compiti, ma aumentano complessità, peso, manutenzione e costi, aspetti non banali per un'azienda agricola.
Inail: prototipi "collaborativi" e trasferimento tecnologico
Un esempio italiano arriva dall'attività di ricerca dell'Inail che, in occasione di Divinazione Expo Agricoltura e Pesca organizzato a Ortigia (Siracusa) durante il G7 Agricoltura, ha presentato alcune soluzioni sviluppate per migliorare la sicurezza sul lavoro nel comparto: esoscheletri collaborativi pensati per prevenire infortuni e disturbi muscolo-scheletrici, con particolare attenzione a schiena, spalle e gomito, distretti spesso messi sotto stress in agricoltura e in altri settori ad alto indice infortunistico.

L'esoscheletro presentato da Inail al G7 Agricoltura di Ortigia
(Fonte foto: Inail)
Luigi Monica del Dipartimento Innovazioni Tecnologiche dell'Inail spiega come l'esoscheletro dedicato alla schiena nasce per mitigare il sovraccarico biomeccanico legato a sollevamento, traino e spinta. Invece, quando il lavoro impone posture incongrue con le braccia sopra le spalle, l'esoscheletro può sostenere l'operatore e ridurre lo stress su muscoli e articolazioni, con l'obiettivo di abbassare nel tempo la probabilità di sviluppare un disturbo cronico.
Applicazioni in olivicoltura, viticoltura e serra
In Liguria è stato avviato un progetto che ha al centro un'attività molto stancante per gli operatori: la potatura e l'abbacchiatura degli olivi. Attività ripetitive che costringono l'agricoltore con braccia e testa rivolti verso l'alto e che spesso sono svolte in condizioni non semplici, tra pendenze, terrazzamenti e posture scorrette. Il sistema sviluppato, che lavora come una steadycam per le riprese video, scarica il peso dell'abbacchiatore sul bacino e quindi riduce sensibilmente l'affaticamento delle braccia.
Esoscheletri passivi in olivicoltura
Un altro esempio riguarda il settore vitivinicolo e in particolar modo la vendemmia in Piemonte. In questo contesto la ditta Homberger ha testato l'uso dei suoi esoscheletri passivi nell'attività di scaricamento delle cassette di uva presso la Cantina Sociale Produttori del Barbaresco. Un'attività intensa che grazie agli esoscheletri è stata meno faticosa del solito.
Esoscheletri passivi usati nell'attività di scaricamento delle cassette di uva
Un altro esempio è rappresentato da quanto avviene nelle serre in Olanda, dove gli esoscheletri passivi sono utilizzati per rendere meno gravoso il lavoro di sollevare e trasportare cassette di orticole e di piantine per il trapianto.
Esoscheletri passivi usati nelle serre in Olanda
Aspetti positivi e limiti reali degli esoscheletri
Il primo vantaggio legato all'impiego di esoscheletri è la riduzione dell'affaticamento a fine giornata, che può tradursi in maggiore continuità operativa, meno dolore e, nel lungo periodo, minore rischio di disturbi muscolo-scheletrici. C'è poi un elemento spesso sottovalutato: lavorare meno affaticati significa anche restare più lucidi, e quindi potenzialmente ridurre errori e incidenti, soprattutto nelle fasi concitate come raccolte intense o potature prolungate.
Dall'altra parte restano criticità che non si possono ignorare. Il costo, soprattutto per le soluzioni più complesse, è una barriera elevata, in particolare per le aziende piccole. La vestibilità e il comfort sono poi determinanti: se un dispositivo stringe, limita i movimenti o crea fastidi, finirà per restare appeso in magazzino. Infine, in agricoltura conta la versatilità, perché la stessa persona passa in poche ore dal sollevamento al taglio, dalla potatura allo spostamento di materiali, e non sempre un solo esoscheletro riesce a seguire questa varietà senza compromessi.
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