Aggiornamento al 6 febbraio 2024:

L'evento FuturPera è stato rimandato a novembre 2025, leggi la notizia in questo articolo


La fiera FuturPera - Salone Internazionale della Pera è stata posticipata dal 29-30 novembre 2023 al 6-7 marzo 2024 da Ferrara Expo, in accordo con i partner Consorzio UnaPera, Consorzio per la Tutela della Pera dell'Emilia Romagna Igp, Centro Studi Cso e Organismo Interprofessionale della Pera (Oi Pera).

 

La decisione di posticipare la fiera

Una decisione complessa ma necessaria per dare al settore qualche mese di tempo per serrare le fila, come spiega Andrea Moretti, presidente di Ferrara Expo: "Rimandare FuturPera significa per il nostro ente fiera andare incontro il più possibile a tutta la filiera, a partire dalle aziende agricole duramente colpite dai fenomeni atmosferici di maggio e dalle forti grandinate di luglio che hanno visto più che dimezzata e in qualche caso azzerata la produzione di pere in tutta l'Emilia Romagna. Questo ha generato una crisi senza precedenti che ci ha portati a decidere per questo posticipo".

 

"Sono ottimista perché credo che sia nell'interesse di tutti dare un futuro certo a un'eccellenza agricola emiliano romagnola così importante per l'economia agricola. E come Ferrara Expo il 6 e 7 marzo 2024 saremo presenti con il nostro Salone, proprio per raccontare il nuovo futuro di rilancio della pericoltura" conclude il presidente di Ferrara Expo.

 

Quindi cambiano le date ma rimane immutata la formula di FuturPera: due giorni che vedono una ricca e articolata parte espositiva con le aziende di tutta la filiera: dal vivaismo alla logistica fino alla distribuzione e una parte convegnistica con il World Pear Forum organizzato con il contributo di Cso Italy.

 

La situazione dal punto di vista dei produttori

"Riteniamo non vi siano le condizioni necessarie per ritrovarsi a FuturPera alla fine di novembre" così Mauro Grossi, presidente del Consorzio di Tutela della Pera dell'Emilia Romagna Igp, Adriano Aldrovandi, presidente di UnaPera e Thomas Brandstaetter, presidente di Oi Pera riassumono in un comunicato diffuso alla vigilia dell'evento il loro punto di vista sulla situazione che attanaglia il comparto pericolo italiano e, più in particolare, quello emiliano romagnolo.

 

Le organizzazioni riportano che sul fronte produttivo e commerciale si sta consumando la campagna più difficile di sempre. Ma giungono anche segnali positivi grazie alla nascita dell'Associazione di Organizzazioni di Produttori (Aop) UnaPera, allo sviluppo dell'Igp e alla ricerca messa in campo anche grazie all'Organismo Interprofessionale i produttori della Regione, per quanto è nelle loro possibilità, stanno reagendo per arginare l'emergenza e programmare un rilancio.

 

La perdita di oltre 5mila ettari di coltivazione in pochi anni a seguito della mancanza di reddito è stata di stimolo per compattare gran parte del mondo pericolo all'interno della nuova Aop.

 

L'aggregazione, poi, ha permesso di dare nuovo slancio alla ricerca di soluzioni agronomiche adeguate alle modificate condizioni colturali e di rilanciare l'uso dell'70% della produzione a seguito delle calamità climatiche accorse fra primavera ed estate - senza un piano di aiuti per far fronte al contingente, i pericoltori non possono resistere e dare corpo al piano di rilancio, già in cantiere grazie alle provvidenze dell'Organizzazione Comune del Mercato (Ocm) e al supporto della Regione Emilia Romagna con il Psr.

 

Senza interventi immediati, il primo comparto della frutticoltura dell'Emilia Romagna, che coinvolge circa 5mila imprese agricole e dà lavoro a un indotto da 15mila addetti, è destinato alla resa, coinvolgendo tutta la pericoltura nazionale, visto che è ancora la regione di riferimento per questo settore.

 

Nel loro comunicato UnaPera, Consorzio per la Tutela della Pera dell'Emilia Romagna Igp e Oi Pera denunciano che da diversi mesi si parla di un piano di ristori ma, fino ad ora, nulla si è concretizzato e, oramai, per i produttori è scaduto il tempo per capire cosa fare la prossima stagione.

 

"Senza un disegno per oggi non ha senso ritrovarsi a FuturPera per pensare a cosa fare nei prossimi anni, poiché mancano i presupposti su cui ragionare. Meglio attendere qualche mese, possibili occasioni non mancano, nella speranza che le istituzioni riescano a sbloccare la situazione. Per ora è più proficuo concentrarsi sulla gestione di questa difficile campagna" concludono i tre presidenti.