Era atteso sotto l'albero ma è arrivato all'appuntamento con qualche giorno di ritardo.

Il decreto interministeriale 'Attuativo del regime di sostegno alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni' o Conto termico, firmato il 28 dicembre scorso dai ministri dello Sviluppo economico, Corrado Passera, delle Politiche agricole, Mario Catania e dell'Ambiente, Corrado Clini, è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale 1/2013 - il 2 gennaio scorso.

Sempre del 28 dicembre è l'approvazione del nuovo regime sui Certificati bianchi o Titoli di efficienza energetica - Tte definito nel decreto interministeriale approvato dai ministri Clini e Passera.
Il decreto fissa nuovi target nazionali per il quadriennio 2013-2016 in termini di risparmio energetico per le aziende di distribuzione dell'energia elettrica e del gas con più di 50mila clienti.


Rinnovabili termiche

Nelle intenzioni del legislatore, gli obiettivi del conto termico sono due: il nuovo sistema di incentivazione dovrebbe dare impulso alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili quali biomassa, pompe di calore, pannelli scalda-acqua, condizionamento a energia solare e accelerare i progetti di riqualificazione energetica degli edifici.

Beneficiari degli incentivi previsti nel decreto che ammontano a 900 milioni di euro di cui 700 destinati al privato e la restante parte al pubblico, sono in particolare le amministrazioni pubbliche e i soggetti esclusi dalle detrazioni fiscali del 55 e 50 per cento perchè non soggetti ad Irpef o Irap.
Il contributo previsto si ferma alla soglia del 40 per cento dell'investimento totale; tale rimborso sarà erogato a carico del Gestore dei servizi energetici - Gse in rate semestrali per due o cinque anni.

Guardando in particolare al comparto agricolo, sono previsti finanziamenti per interventi che, attraverso l'utilizzo di fonti rinnovabili da biomasse, aumentino l'efficienza energetica termica ma anche per la sostituzione di vecchi impianti di riscaldamento con stufe, termo-camini o caldaie alimentati a biomasse. Sono compresi gli impianti a servizio delle serre e dei fabbricati rurali se alimentati prevalentemente a carbone o gasolio e con potenza fino a 500 kW.
Tutto ciò va ad aggiungersi a quanto già avevamo segnalato in seguito alla conferenza unificata dello scorso 6 dicembre e che viene ora confermato da decreto. Ovvero, l'innalzamento del limite della soglia di potenza a 1.000 kW con un budget dedicato che trova un tetto massimo a quota 30 milioni di euro; l'incentivazione all'installazione anche di impianti nuovi in fabbricati rurali di proprietà di aziende agricole; la sostituzione nelle aree non metanizzate degli impianti a Gpl solo se il nuovo impianto a biomasse è caratterizzato da emissioni ridotte rispetto ai massimi livelli previsti.

"Considero particolarmente significativa la firma di questo provvedimento per le sue ricadute positive anche sulle aziende agricole e sull'agroalimentare italiano in generale" ha commentato il ministro Catania, che ha proseguito sottolineando come "l'inserimento delle serre e dei fabbricati rurali realizza un pieno riconoscimento del settore primario nella produzione di energie rinnovabili".