Nel 2021 compirà 73 anni, ma è ben lungi dall'aver raggiunto l'età pensionabile. Trattasi di folpet, lanciato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1948 e ancora oggi standard di riferimento nella lotta ai patogeni della vite, uno su tutti la peronospora.

Caratterizzato da eccellente efficacia su Plasmopara viticola, mostra buoni livelli di controllo o comunque di effetti collaterali su diverse altre patologie, come oidio, black rot e botrite. Non a caso, utilizzandolo contro la peronospora in particolari momenti dell'anno, permette anche di arrotondare il risultato sulle altre tre malattie. Fra tali azioni secondarie si possono infine annoverare gli effetti di contenimento su alcuni organismi non patogeni, come Aspergillus e Penicillium, produttori di micotossine.

Favorevole appare inoltre il suo profilo tossicologico, se si considerano i suoi valori di Adi (Acceptable daily intake), di ARfD (Acute reference dose) e di Aoel (Acceptable operator exposure level). Molto alta anche la sua LD50, stabilita superiore a 10mila milligrammi per chilo di peso corporeo. In pratica, atossico.

Già in passato si è trattato il tema della supposta cancerogenicità, addossata alla molecola da quando Iarc la posizionò in Lista 2B, quella dei "possibili cancerogeni". In tale lista finiscono le sostanze, o gli agenti fisici e biologici, che abbiano mostrato una qualche evidenza di cancerogenicità su cavie in laboratorio, senza però che vi siano evidenze di tali effetti nell'uomo. Folpet dovette essere somministrato a un grammo per chilo per un intero anno affinché in qualche ratto si sviluppassero dei tumori. In una persona di 60 chili equivarrebbe a 60 grammi di folpet ingeriti al giorno, per un anno.

In pratica, alle cavie era stata somministrata giornalmente una dose che un essere umano non incontra nemmeno in diverse centinaia di migliaia di anni. Per lo meno alle attuali concentrazioni che folpet mostra come residui, quasi esclusivamente nel vino. Non a caso, l’Epa americana ha sempre confermato nel tempo i propri pareri positivi su questa molecola, ribadendone la sicurezza per l’Uomo.
 

Folpet: una molecola, molti vantaggi

Alta appare la lipofilia di folpet, con un logKow superiore a tre. Tradotto: è mille volte più solubile nelle materie grasse che nell'acqua. Ciò conferisce alla sostanza attiva una grande resistenza al dilavamento, prolungandone l'efficacia, mentre in termini ambientali rende praticamente nulla la sua diffusione verso le acque, superficiali e non. Sospendendo i trattamenti nei tempi previsti dalle etichette si è quindi sicuri di rispettare ampiamente anche gli Lmr.

Quanto a modo d'azione, folpet appartiene alla famiglia delle tioftalimmidi ed è attivo per contatto soprattutto sugli Oomiceti. In qualità di molecola "multisito" è stato inserito dal Frac nel gruppo M4, rappresentando uno strumento alquanto prezioso non solo per l'elevata efficacia, bensì anche per la lotta agli ormai noti fenomeni di resistenza.

Grazie a tali importanti benefici tecnici, folpet si presta quindi ottimamente alla composizione di miscele con altri antiperonosporici dotati di attività citotropica o sistemica, come per esempio, dimetomorf, cymoxanil, fosetil alluminio e metalaxil-m.
 

La gamma di Ascenza Italia

Sei sono le soluzioni tecniche proposte dalla Casa portoghese. Due di queste, Folpec 50 SC e Folpec 80 WG Advance, contenenti folpet rispettivamente al 50 e all'80%. La sostanza attiva è presente però anche in miscele a due o a tre vie. Nel primo caso sono disponibili Actlet F, in cui folpet è miscelato con metalaxil-m, e Almada F. nel quale a metalaxil-m subentra dimetomorf. 

Due i partner di folpet nelle miscele a tre vie, ovvero Almada Trio e Actlet Evo. Nel primo sono presenti fosetil alluminio e dimetomorf, mentre nel secondo cimoxanil e melataxil-m. Una tripla barriera difficilmente superabile dalla peronospora. 

Da quando la vite entra nella "regola dei tre dieci" fino a dopo la fioritura, la gamma "folpet" di Ascenza Italia può quindi essere usata in alternanza o in sequenza, assicurando la massima protezione del vigneto, nonché la piena sostenibilità di lungo periodo dei programmi stessi di difesa.