Coronavirus, a Sud fioccano le disdette sull'agroalimentare

E le organizzazioni agricole allungano la lista delle richieste di sostegno verso il Governo e le giunte regionali

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Arance, quelle Siciliane in partenza per la Cina si ritrovano di nuovo a terra
Fonte foto: © jillchen - Fotolia

Il diffondersi di Covid-19 - il coronavirus che ha imposto al Governo sempre più pesanti misure di quarantena - inizia ad avere riflessi importanti sull’economia agricola e agroalimentare del Mezzogiorno d’Italia. E si moltiplicano gli appelli delle organizzazioni agricole verso il Governo per nuove misure e azioni di sostegno e verso i governi regionali, affinché siano partecipi della loro attivazione e capaci di lanciarne altre a livello territoriale.
 

Il rallentamento della fase commerciale

“Lo scenario nelle ultime due settimane si è progressivamente aggravato, a causa del diffondersi della malattia in Puglia e le decisioni degli Stati europei e degli Usa di chiudere sostanzialmente le porte all’Italia" denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia, che stigmatizza: "Le speculazioni in atto in alcuni Paesi dove vengono addirittura chieste insensate certificazioni sanitarie virus free su vini e cibi, ma ci sono state anche assurde disdette per forniture alimentari provenienti dall’Italia”.

“L’emergenza coronavirus con le difficoltà produttive, logistiche e commerciali ed i pesanti danni di immagine – afferma Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria - sta mettendo a rischio l’intera filiera agroalimentare, dai campi agli scaffali, fino alla ristorazione. In questi giorni  sto ricevendo telefonate e sto avendo diversi incontri con imprenditori che sono letteralmente rovinati. Dal vino all’ortofrutta, dalla carne al lattiero caseario, dalla floricoltura fino al comparto agrituristico: l’agricoltura e l’agroalimentare Made in Calabria rischiano di subire le conseguenze di questa situazione”.

Il presidente di Confagricoltura Sicilia, Ettore Pottino, nel corso del vertice convocato ieri l’altro dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, per fare il punto sulla grave situazione venutasi a creare all’indomani della diffusione dell’epidemia sul territorio nazionale, ha detto: “I primi danni si sono registrati per due comparti abbastanza significativi e rappresentativi dell’agricoltura siciliana: agriturismo ed ortofrutticolo. Per questi ultimi l’allarme creato oltre confine ha provocato una serie di disdette degli ordinativi, lasciando a terra quasi tutta la merce destinata all’export.” In particolare per Pottino "Risulta poi carta straccia tutta la documentazione prodotta dalle aziende agrumicole siciliane per avviare l’export di arance rosse Igp nella Repubblica popolare cinese”.
 

Le richieste delle organizzazioni agricole

Più difficile immaginare uno strumentario per affrontare questa crisi commerciale, che ha tutto il sapore, vista da Sud, di un "effetto Terra dei fuochi" su scala globale, e che investe tutte le realtà territoriali d’Italia. Se il presidente di Coldiretti Puglia, Muraglia, plaude alla decisione della ministra Teresa Bellanova, di anticipare gli aiuti del primo pilastro della Pac, resta il nodo dei tempi nei pagamenti e attuale la sollecitazione del presidente di Confagricoltura Campania, Fabrizio Marzano, verso Regione Campania, a farsi parte attiva verso Agea ente pagatore.

Il presidente di Coldiretti Calabria, Aceto, chiede alla Regione Calabria di “attivare interventi di sostegno, oltre a convocare, con urgenza, un tavolo di crisi con le categorie produttive, attraverso il quale monitorare l’evolversi della situazione e contrastare le speculazioni che, inevitabilmente, si vengono a creare in momenti come questi" evidenzia Aceto. Coldiretti Calabria chiede al governo regionale, per altro ancora in formazione, e senza a ancora neppure l’assessore all’Agricoltura, misure per rinegoziare i mutui, con l’assistenza di Ismea, ma anche misure nazionali qualisgravi fiscali e contributivi con il rinvio dei pagamenti e la sospensione della capitalizzazione degli interessi non pagati da perte del sistema bancario “per un periodo di 24/48 mesi”, ed anche l’attivazione di “ammortizzatori sociali” per i lavoratori agricoli.

Sempre in tema di possibili provvedimenti di soccorso del Governo, per il presidente di Confagricoltura Sicilia, Pottino, “L’agriturismo è un segmento dell’offerta turistica siciliana e quindi deve rientrare a pieno titolo all’interno del pacchetto di misure a sostegno del settore turistico che il governo nazionale si appresta a varare”.

Confagricoltura Sicilia chiede anche un freno “all’eccessiva liberalizzazione dei mercati, che rischia di affondare le aziende unitamente al calo degli ordini. Ma c’è un altro tema, quello delle azioni di promozione all'estero in corso: “Una moratoria comunitaria – sottolinea Pottino – sarebbe inoltre necessaria per tutti quegli investimenti in corso d’opera che non è possibile portare a termine a causa dell’emergenza sanitaria. Tra questi rientrano sicuramente le misure di promozione del vino verso i paesi extra Ue ed in particolare verso la Cina e gli Stati Uniti".

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: agroalimentare ortofrutta import/export organizzazioni agricole agriturismo

Temi caldi: Coronavirus

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