Bonifiche Ferraresi inaugura il suo nuovo centro in Toscana

Nei giorni scorsi la cerimonia alla presenza dei vertici del gruppo e delle rappresentanze politiche ed economiche della zona. La struttura sarà il cuore della più grande azienda della Valdichiana con produzione di ortaggi, officinali, legumi e prossimamente miele

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La leopoldina ristrutturata del nuovo centro 'I Granai' di Bonifiche Ferraresi a Cortona (Ar)
Fonte foto: Ad Hoc Communication

Bonifiche Ferraresi, la più grande azienda agricola italiana per Sau con circa 6.500 ettari di terreni di proprietà in Italia, ha inaugurato nei giorni scorsi a Cortona, in provincia di Arezzo, 'I Granai', il suo nuovo centro produttivo e direzionale in Valdichiana.

Il centro nasce dalla ristrutturazione della prima delle leopoldine, le tipiche case coloniche fatte costruire dal Granducato di Toscana tra il 1700 e il 1800, di proprietà di Bonifiche Ferraresi.

Un lavoro di ristrutturazione durato diciotto mesi, che ha visto il totale recupero dello stabile attraverso la creazione di locali da destinare agli uffici dell'azienda al primo piano della casa colonica, la realizzazione del nuovo polo di ricerca e lavorazione delle piante officinali e la creazione di uno spazio di accoglienza e degustazione dei prodotti dell'azienda.

Una cerimonia a cui hanno partecipato il governatore della regione Enrico Rossi, il sindaco di Cortona Francesca Basanieri, il sindaco di Castiglion Fiorentino Mario Agnelli, il sindaco di Chiusi Juri Bettollini, oltre alla presidente di Bonifiche Ferraresi Spa Rossella Locatelli e l'amministratore delegato Federico Vecchioni e altre personalità del mondo dell'impresa, dell'associazionismo non solo locale.

Il restauro della leopoldina si inserisce in modo complementare all'interno del più ampio progetto di conversione e diversificazione dell'azienda di Cortona. Un percorso, iniziato tre anni fa con un investimento di circa 9 milioni di euro, che ha visto la trasformazione di quella che era una tradizionale azienda agricola cerealicola in un moderno centro agroindustriale che produce oltre venti colture differenti.

La prima delle opere che ha reso possibile la trasformazione è stata la creazione di una importante rete irrigua totalmente finanziata dalla società. L'infrastruttura ha reso l'azienda irrigua consentendo così la reintroduzione di coltivazioni della tradizione toscana ad alto valore aggiunto che non potevano altrimenti essere prodotte a causa della carenza idrica della zona.

"Quando penso che l'immobile in cui ci troviamo oggi rappresentava fino a un anno fa un monumento a una tradizione agricola ormai scomparsa e che oggi è uno dei centri nevralgici di un importante gruppo agroindustriale, non posso che ritenere quanto il rilancio della più grande azienda agricola della Valdichiana rappresenti non solo un atto economico ma uno straordinario volano di benessere sociale, ambientale e culturale" ha dichiarato l'amministratore delegato Federico Vecchioni.

In particolare, se Jolanda di Savoia rappresenta il centro per la produzione di tutta la filiera risicola di Bonifiche Ferraresi, e Bonifiche Sarde rappresenta la più grande azienda biologica italiana con circa mille ettari dedicati, Cortona con i suoi 1.500 ettari, è oggi il centro per la produzione di erbe officinali, dei legumi, delle orticole e dell'olivicoltura intensiva.

Per quanto riguarda le erbe officinali, Bonifiche Ferraresi può vantare una superficie dedicata a Cortona di circa venti ettari, su un suo complessivo di oltre cinquanta ettari, un laboratorio di circa 300 metri quadrati per l'analisi qualitativa del prodotto e un centro lavorazioni e imbustamento delle tisane situati all'interno della nuova sede de 'I Granai'.

Una filiera controllata direttamente, totalmente tracciata dal genoma allo scaffale, che ha permesso a Bonifiche Ferraresi di arrivare nella grande distribuzione con una linea di tisane 100% made in Italy.

Ma in espansione ci sono anche le ortive, i legumi secchi da granella e l'olivicoltura con quantitativi anche raddoppiati.

Molto significativo è anche il processo di potenziamento della filiera dei legumi con la reintroduzione di colture della tradizione toscana quali ceci, fagioli, piselli, lenticchie. A tal proposito, in un solo anno, l'azienda è passata da cinquanta ettari a 190 ettari coltivati a legumi secchi, prodotti tipici che stanno facendo registrare ottime performance per quanto riguarda i volumi di vendite nel circuito dei supermercati.

Il forte incremento della quantità e della qualità dei prodotti è certamente riconducibile alla metodologia di lavoro di Bonifiche Ferraresi, l'agricoltura di precisione, con analisi costanti dei terreni, monitoraggio delle colture attraverso droni e satelliti e la pianificazione di ogni aspetto delle lavorazioni in campo.

E non è tutto. Nel 2019 partirà anche la produzione diretta di miele che verrà distribuito con marchio aziendale. Allo scopo verranno realizzati cento ettari di prati polifiti caratterizzati dalla presenza della facelia, una pianta rustica e dalle grandi potenzialità nettarifere ideale per la produzione di miele.

Come ha concluso Vecchioni, questo nuovo progetto aziendale dimostra quanto oggi l'agroindustria è uno dei settori più dinamici della nostra economia. A dimostrazione di questo, a Cortona l'occupazione è passata in circa tre anni da una decina di lavoratori a oltre cinquanta di oggi, e continueranno a crescere.

E sul piano lavorativo Bonifiche Ferraresi punta anche sulla formazione, ed è tra i partner dei principali progetti di formazione a livello nazionale e regionale, come dimostra il corso post diploma Farmer 4.0 avviato dall'Its Eat di Grosseto con la collaborazione dell'Istituto Vegni di Cortona che vede tecnici agronomi aziendali integrati nel corpo docenti e già alcuni alunni impegnati in periodi di tirocinio nelle sedi del gruppo.

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