Toscana: ortofrutta e olio, calo di produzione ma tiene la qualità

Pioggia e grandine fanno registrare danni del 20% per verdura e frutta, e un aumento della cascola delle olive già ridotte dai danni dovuti al freddo di fine inverno

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Grandine, la Toscana colpita a macchia di leopardo
Fonte foto: Matteo Giusti - Agronotizie

E' una fine estate bizzarra se non bizzosa quella che sta interessando la Toscana, con precipitazioni intense e grandinate, seguite da giornate calde oltre i 30°C e nottate fresche, quasi fredde.

Un clima che soprattutto a causa dei temporali e della grandine sta creando problemi al comparto ortofrutticolo. A pagarne le conseguenze peggiori le ortive da pieno campo, come zucchini e insalate, in parte andate distrutte soprattutto con perdite anche del 20% della produzione.

E anche i pomodori da industria ancora da raccogliere devono fare i conti con l'insorgenza di malattie fungine, favorite dall'acqua e dal caldo umido.

Danni a livello di produzione si registrano anche sulla frutta, in particolare pesche e pere, anche se le alte temperature e le escursioni termiche giornaliere possono contribuire positivamente alla maturazione e alla qualità organolettica, come ha detto Antonio Tonioni, presidente della sezione di Prodotto ortofrutta della Confagricoltura regionale.

Un calo produttivo che probabilmente porterà ad un aumento dei prezzi che però, come ha dichiarato Tonioni non compenserà gli agricoltori, ormai costantemente alle prese con le bizzarrie del tempo, oltre a tutto il resto.

Cali di produzione sono attesi anche per l'olio, con perdite stimate intorno al 30% della produzione a causa del freddo e delle nevicate di febbraio-marzo, che hanno portato a disseccamenti diffusi sulle piante.

Su fronte della qualità invece ci sono buone aspettative, visto che la mosca dell'olivo quest'anno non si è quasi fatta vedere.

Ma ora pioggia e grandine minacciano una cascola delle olive, sane e salde, e un ulteriore aumento delle perdite.

Una situazione a cui, secondo Confagricoltura Toscana, bisogna iniziare a far fronte con una nuova impostazione dell'olivicoltura regionale, guardando a varietà resistenti e a nuove tipologie di impianti, anche intensivi.

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