Campania, tre idee per blindare il San Marzano Dop

Le proposte di Cia Salerno: un catasto per i terreni vocati alla coltivazione del pomodoro, un data base per aiutare la Gdo a discernere tra veri e falsi pelati San Marzano, una Oi dedicata alla denominazione di origine

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Tra le proposte di Cia Salerno vi è la creazione di un organismo interprofessionale per il Pomodoro San Marzano Dop
Fonte foto: © The Paris Frog - Fotolia

In Campania la Cia Salerno formula tre proposte per difendere il Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese e Nocerino Dop: un catasto ad hoc per i terreni idonei alla coltivazione del pomodoro a denominazione di origine, un database internazionale per la tracciabilità del prodotto trasformato che è poi quello col marchio comunitario, un’organizzazione interprofessionale agricola per mettere insieme tutta la filiera del San Marzano. E lo fa mediante l’azione della neo costituita Consulta agroalimentare che ha il compito di tenere unite le diverse istanze del territorio.
 
Elaborare e presentare proposte tecniche, scientifiche, normative ed economiche in grado di tutelare e valorizzare il settore agricolo della Valle del fiume Sarno, a cominciare dall’oro rosso della Dop del pomodoro San Marzano. Questo il compito della neonata Consulta agroalimentare promossa dalla Cia di Salerno cui hanno già aderito decine di imprese, sindaci del territorio e rappresentanti della società civile consapevoli del valore non solo economico ma anche culturale che in questa area del salernitano esercita il lavoro legato alla terra.

Un catasto per la tutela dei territori destinati alla produzione Dop, un database internazionale per la tracciabilità degli inscatolati e, subito, la creazione di un Organizzazione interprofessionale per mettere insieme tutti gli attori della filiera. Queste le proposte condivise dalla Consulta agroalimentare della Valle del Sarno, e fatte proprie da Cia Salerno.
 

Il database internazionale del San Marzano Dop

Per rafforzare la lotta ai prodotti contraffatti e ingannevoli, Cia Salerno propone di istituire nelle Camere di commercio campane, alla Camera di commercio di Roma quale sezione decentrata di quella di Parigi, un registro pubblico della produzione trasformata ottenuta e presente sul mercato internazionale in modo da offrire alla grande distribuzione la possibilità di accedere immediatamente alla tracciabilità dei prodotti e averne certezza di autenticità.
 

Perché è importante il catasto dei terreni

“Da circa due mesi abbiamo avviato un fitto programma di incontri con il territorio – afferma Donato Fasulo, presidente Cia Salerno – e così abbiamo raccolto dagli imprenditori che vivono sul territorio suggerimenti nati proprio dall’esigenza di combattere l’erosione di un patrimonio non riproducibile e, in questo modo, di aumentare produttività e valore aggiunto”. 
 
 “I margini di miglioramento della produzione sono altissimi - conclude Fasulo -. Basti considerare che dei 16mila ettari riconosciuti come area di coltivazione del San Marzano solo 250 sono attualmente utilizzati per la produzione di San Marzano Dop per una produzione di 100mila quintali di trasformato. Si può e si deve crescere. Bisogna puntare sempre di più sulla qualità e per questo pensiamo sia necessario utilizzare il Programma di sviluppo rurale per concordare una strategia che punti ad aumentare produzione e valore aggiunto del San Marzano Dop”.
 

Un Oi per il Pomodoro San Marzano

Sulla terza proposta, l’organismo interprofessionale per il Pomodoro San Marzano Dop, dice la sua Alessandro Mastrocinque, presidente di Cia Campania e vicepresidente nazionale di Cia “In questo senso avanziamo infine la richiesta di creare delle Organizzazioni interprofessionali, oggetto di recente del tavolo interministeriale promosso dal ministero dell’Agricoltura come modello attraverso cui favorire la trasformazione dei Distretti in forme di governance in grado di coinvolgere tutte le rappresentanze, sia della parte agricola sia delle industrie trasformatrici. Per la Cia è indispensabile rafforzare le Oi per garantire una più equa distribuzione del valore aggiunto”.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Cia Campania

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Tag: agroalimentare tracciabilita filiera disciplinari aggregazione marchi di tutela

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