Romulan: equilibrio tra chiome e frutti

Il regolatore di crescita di Chemia, a base di paclobutrazolo, armonizza lo sviluppo delle pomacee, delle drupacee e della vite

Contenuto promosso da Chemia
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Romulan, per colture frutticole e vite (Foto di archivio)
Fonte foto: © Sesa - Fotolia

Vegetare o produrre: questo il dilemma. Meglio quindi che le due ipotesi siano fra loro equilibrate, evitando che sbilanciamenti vegetativi possano sottrarre energia alle produzioni finali. Ciò è tanto più vero in arboricoltura e viticoltura, ove frutti e grappoli devono contare su un’ottima massa fogliare, senza però che questa diventi così florida da competere con essi mortificandone lo sviluppo.

In tal senso Chemia propone Romulan, un regolatore di crescita che offre uno spiccato comportamento sistemico che gli permette di diffondere uniformemente nei tessuti bersaglio delle colture. A base di paclobutrazolo, contenuto in Romulan in ragione di 250 grammi per litro, il regolatore è formulato come pratica sospensione concentrata di facile dosaggio e ottima solubilità e miscibilità, evitando come unica precauzione i fungicidi della famiglia dei triazoli.

In campo, Romulan agisce riducendo nelle piante la sintesi delle gibberelline, a loro volta responsabili della crescita vegetativa. La vigoria delle colture trattate viene quindi modulata riducendo la lunghezza degli internodi dei nuovi germogli, come pure la formazione precoce di germogli laterali.
 

Romulan in campo

In frutticoltura il prodotto di Chemia si può applicare su melo e pero, nonché su pesco, nettarine e susino. In queste colture induce un adeguato contenimento della taglia, influenzando favorevolmente la formazione di nuove gemme a fiore. Come risultato, le colture sono messe in grado di produrre frutti adeguati per numero e qualità. I benefici dell’uso di Romulan si esprimono anche in termini di risparmi, dato che il contenimento delle chiome consente di ridurre il numero delle potature.

Su drupacee i trattamenti possono essere effettuati per fertirrigazione. In tal caso l'assorbimento del prodotto avviene attraverso le radici, diffondendo poi tramite la linfa ascendente fino ad esplicare i propri effetti nelle gemme e nei germogli. Le applicazioni al terreno si possono iniziare a partire dallo stadio di gemme invernali fino allo stadio di bottoni rosa, alla dose di 0,8 L/ha e avendo cura di distribuire per ogni albero un volume di 250-500 millilitri di acqua, adeguatamente calibrati in base al numero dei gocciolatoi di ogni albero. Per ottimizzare l’assorbimento del prodotto è bene un’irrigazione preliminare del terreno, al fine di formare un iniziale umettamento sotto i gocciolatoi stessi.

Su pomacee, i medesimi effetti si possono ottenere tramite applicazioni fogliari. In tal senso Romulan si applica alla dose di 200 ml/ha avendo cura di utilizzare volumi d'acqua di 500-1000 L/ha al fine di garantire la massima omogeneità di distribuzione. Possibili fino a quattro trattamenti l'anno, intervallati ogni 7 giorni. Il primo va posizionato durante lo sviluppo del frutto, proseguendo poi dall'allegagione e sospendendo i trattamenti almeno 60 giorni prima della raccolta.

Ancora applicazioni fogliari su vite, coltura sulla quale Romulan si impiega al fine di ridurre la lunghezza dei germogli e per scongiurare la caduta dei fiori. I trattamenti vanno infatti effettuati in pre fioritura, ovvero circa due settimane prima dell'inizio della stessa. La dose di impiego è compresa fra 0,2 e 0,25 L/ha, impiegando volumi d'acqua di 150-200 L/ha. Grazie alla sua miscibilità, l'applicazione di Romulan può essere effettuata in abbinamento con gli usuali trattamenti contro peronospora e oidio, avendo cura però, come detto, di non miscelarlo con fungicidi della famiglia dei triazoli.

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