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Biodegradazione, la soluzione per lo smaltimento dei reflui fitoiatrici

Il Pan prevede che la miscela rimanente in botte non utilizzata e le acque di lavaggio delle irroratrici siano raccolte e affidate a terzi per lo smaltimento. Una alternativa è la biodegradazione, come quella che avviene in Bayer Phytobac

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

Info aziende
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Installazione di Bayer Phytobac a cura di Mybatec. Il sistema è composto da un serbatoio e da letti di biodegradazione
Fonte foto: Mybatec

Prosegue su AgroNotizie la rubrica dedicata a migliorare la conoscenza delle pratiche di uso sicuro e sostenibile degli agrofarmaci, obiettivo dell'iniziativa Bayer AgriCampus.
 
Bayer AgriCampus è una iniziativa per migliorare le pratiche di uso sicuro e sostenibile degli agrofarmaci
Bayer AgriCampus è una iniziativa per migliorare le pratiche di uso sicuro e sostenibile degli agrofarmaci

Ad ogni pioggia abbondante l'acqua che cade sul terreno penetra nel suolo e raggiunge la falda. La stessa falda da cui aziende agricole, industrie e servizi idrici comunali attingono per irrigare i campi, alimentare i processi produttivi e servire le abitazioni private. E' di fondamentale importanza dunque preservare incontaminata questa risorsa comune.

Le aziende agricole potrebbero essere responsabili di contaminazioni della falda se non smaltissero correttamente le acque di lavaggio delle attrezzature oppure la miscela avanzata in botte dopo i trattamenti. A dispetto di quanto si possa pensare l'area in cui si trovano maggiori concentrazioni di prodotti fitosanitari non è quella dei campi, ma quella delle piazzole in cui si prepara la miscela fitoiatrica e in cui si lavano le attrezzature. Piazzole che, se non impermeabili, lasciano percolare l'acqua contaminata nel terreno e in falda (il cosiddetto inquinamento puntiforme).

Smaltire nella maniera non corretta le acque di lavaggio delle attrezzature e i residui dei trattamenti non solo è sanzionabile a norma di legge (come previsto dal Pan), ma rappresenta anche una pratica scorretta che può nuocere alla salute dell'ambiente e delle persone che vivono all'interno delle aziende agricole. Le acque utilizzate per il lavaggio delle macchine e la miscela rimanente in botte devono essere stoccate e smaltite correttamente affidandosi ad aziende terze oppure gestite attraverso processi di biodegradazione.
 

Acque di lavaggio e rimanenze in botte, come smaltirle?

Facciamo un passo indietro. Qual è il modo corretto di smaltire le rimanenze in botte o le acque di lavaggio delle irroratrici? L'allegato VI al Pan (Manipolazione e stoccaggio dei prodotti fitosanitari, trattamento dei relativi imballaggi e delle rimanenze) spiega al punto VI.4 e VI.5 come intervenire.

La miscela fitoiatrica residua in botte o frutto del lavaggio della botte stessa può, previa diluizione, essere distribuita sulle colture per le quali il prodotto in uso è autorizzato. Oppure essere stoccata in azienda per essere successivamente conferita ad operatori iscritti all'Albo nazionale gestori rifiuti. Non bisogna dunque assolutamente svuotare la botte in un corso d'acqua o sul terreno. L'inquinamento puntiforme contribuisce infatti per più del 50% all'inquinamento delle acque da prodotti fitosanitari (dati Topps Prowadis).

Per quanto riguarda il lavaggio esterno dell'irroratrice questo può avvenire direttamente in campo, a patto che siano rispettate certe condizioni, oppure in un'area dedicata, impermeabile e attrezzata per raccogliere le acque contaminate che devono essere conferite per il successivo smaltimento.

Il Pan prescrive dunque che la miscela fitoiatrica residua o le acque di lavaggio vengano affidate ad un soggetto terzo. Esiste però un'alternativa, la biodegradazione attraverso un biobed.
 

La soluzione: la biodegradazione degli agrofarmaci

Quando un agrofarmaco entra in contatto con il terreno inizia un processo di biodegradazione ad opera dei microrganismi presenti nel suolo. Questo principio è stato sfruttato da Bayer per sviluppare Phytobac, un biobed in grado di gestire in azienda, in maniera sicura ed efficiente, le acque reflue derivanti dai lavaggi di macchinari agricoli.

Phytobac è composto da un serbatoio che contiene i reflui fitoiatrici raccolti dalla piazzola di lavaggio. Una pompa distribuisce l'acqua contaminata su delle vasche stagne contenenti un substrato fatto di terra e paglia (chiamato biomix) all'interno del quale avvengono i processi di biodegradazione. I raggi solari e il vento fanno evaporare l'acqua, mentre le molecole vengono 'demolite' dai microrganismi nel terreno.

Il funzionamento di Bayer Phytobac
Il funzionamento di Bayer Phytobac
(Fonte foto: Mybatec)

Dei sensori rilevano il tasso di umidità nelle vasche contenenti il biomix e quando questa scende sotto una certa soglia attivano la pompa del serbatoio. In questo modo si potenzia la capacità di evapotraspirazione del substrato degradante e l'attività dei microrganismi. L'acqua che finisce sul fondo delle vasche viene poi raccolta e ripompata nel serbatoio per ricominciare il ciclo.

L'80% delle molecole contenute negli agrofarmaci si lega al substrato al primo passaggio e l'acqua che evapora non ne contiene traccia. Si tratta dunque di un sistema chiuso e isolato dall'ambiente, che permette di smaltire in azienda e in sicurezza i reflui fitoiatrici.


 
"Ogni impianto viene dimensionato sulle reali necessità dell'azienda. Dieci ettari a vigna generano più reflui rispetto a dieci a frumento. E d'altro canto un impianto nelle regioni del Sud riesce a smaltire più miscela rispetto ad uno nel Nord, dove il clima è più freddo", spiega Alessandro Spaudo, product manager di Mybatec, la società che in Italia sviluppa, produce, commercializza e installa Bayer Phytobac.

La fase di irrigazione del substrato
La fase di irrigazione del substrato
(
Fonte foto: Mybatec)

Una volta dimensionato l'impianto si procede all'installazione del Phytobac e al riempimento delle vasche di biodegradazione con terra prelevata direttamente dal campo dell'azienda agricola e paglia che aiuta ad arieggiare il substrato e fa da matrice organica. Nessuno terreno 'speciale' dunque. La biodegradazione è infatti un processo che avviene naturalmente e la terra dell'azienda agricola è quella più indicata perché contiene i microrganismi abituati a 'demolire' gli agrofarmaci utilizzati in azienda.


I vantaggi di installare un Phytobac in azienda

Ma perché è conveniente installare Bayer Phytobac in azienda? Ecco cinque motivi:
  • Economico. Smaltendo autonomamente i reflui fitoiatrici l'azienda agricola non ha necessità di ricorrere a ditte esterne, risparmiando in questo modo risorse importanti. Inoltre un corretto smaltimento tutela l'azienda agricola da eventuali sanzioni (previste dal Pan).
  • Conveniente. I costi di installazione sono finanziabili dalle regioni e dalle province autonome attraverso i contributi del Piano di sviluppo rurale. In particolare attraverso le misure 4 e 6. Sono poi previsti contributi per quanto riguarda Ocm vino e ortofrutta, nelle misure ambientali.
  • Ecosostenibile. Evitando che le acque contaminate finiscano nel terreno l'agricoltore tutela l'integrità dell'ambiente, evitando l'inquinamento puntiforme, ma anche la salute sua e delle persone che gli stanno accanto.
  • Facile. Phytobac non richiede attività particolari di manutenzione. L'unica cosa da fare è tagliare l'erba che cresce sul substrato quando raggiunge un'altezza eccessiva e una volta all'anno rigirare il biomix per arieggiarlo, aggiungendo nuova paglia.
  • Spendibile. Oggi il consumatore è sempre più attento al concetto di sostenibilità delle produzioni. Utilizzare il principio della biodegradazione degli agrofarmaci può essere sfruttato per promuovere i prodotti dell'azienda e dimostrare attenzione verso l'ambiente.


Bayer Phytobac: la parola all'agricoltore

"Producendo confetture e frutta secca siamo sempre stati attenti al tema dei residui che nei processi di concentrazione possono rappresentare un problema", racconta Alberto Levi, titolare dell'azienda agricola Mugnano, 90 ettari coltivati a prugna da essiccazione e ciliegio acido per confetture. "Ci siamo però resi conto che nonostante usassimo gli agrofarmaci in modo corretto portavamo in azienda le irroratrici e concentravamo le acque contaminate dove lavorano e vivono i nostri operai. Una situazione a cui abbiamo posto rimedio installando Bayer Phytobac".

Costruito a inizio 2018, l'impianto ha soddisfatto le aspettative del titolare. "Quello che ho apprezzato di più è la semplicità di utilizzo dell'impianto", continua Levi. "Da quando è stato installato non abbiamo dovuto fare nulla se non tagliare un paio di volte l'erba che cresce sul substrato".


 

Uso consapevole degli agrofarmaci: anche #iocitengo

Smaltire in maniera corretta le acque di lavaggio delle irroratrici e le rimanenze delle botti è un dovere di ogni agricoltore, come prescrive il Pan. Ma si tratta di una accortezza che va prima di tutto a vantaggio dell'agricoltore, oltre che dell'ambiente.

Bayer crede fermamente nell'utilità della biodegradazione e ha investito nello sviluppo di Phytobac, di cui promuove l'adozione tra gli agricoltori. Un impegno ben sintetizzato dall'hashtag #iocitengo, scelto da Bayer per il progetto AgriCampus. Una iniziativa lanciata per promuovere l'uso consapevole degli agrofarmaci.
 

 
Bayer AgriCampus è un'iniziativa lanciata da Bayer Crop Science Italia con l'obiettivo di promuovere l'uso consapevole degli agrofarmaci.
Image Line è partner e su AgroNotizie ha creato una rubrica per ospitare i contributi provenienti da Bayer e dai partner di AgriCampus.
Consigli tecnici che se seguiti si traducono in vantaggi sia per l'agricoltore che per l'ambiente e i consumatori. Perché per tutti gli attori della filiera vale l'hashtag #iocitengo

Appuntamento a novembre per la nuova puntata di Bayer AgriCampus dedicata alla tecnologia EasyFlow per la manipolazione sicura degli agrofarmaci