Vinitaly, la riscossa dei vini del Sud

Da Bari a Palermo, si prepara il rilancio della vitivinicoltura meridionale: giovani, aggregazione e promozione i fattori vincenti

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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La grande vetrina del vino: Vinitaly 2016 si è tenuto dal 10 al 13 aprile a Verona
Fonte foto: © Cristiano Spadoni - AgroNotizie

Le Regioni meridionali tornate dalla cinquantesima edizione del Vinitaly di Verona cantano vittoria e programmano gli interventi futuri per la vitivinicoltura del Sud Italia. A cominciare dalla necessità di innestare nelle imprese vitivinicole le giovani generazioni, senza contare la necessità di aggregare e fare sistema ed una efficace rappresentazione dell’inscindibile binomio vino-territorio, momento irrinunciabile di promozione del prodotto.
 
Nella terza giornata del Vinitaly il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano e l'assessore alle Risorse agroalimentari, Leonardo Di Gioia, hanno incontrato 50 giovani imprenditori. Nel corso dell'incontro è emerso come nel 2015 le esportazioni dei vini pugliesi siano cresciute del 6%. Un bilancio positivo, ma migliorabile ancora di molto, secondo quanto affermato dai giovani imprenditori.
“I giovani – ha dichiarato l'assessore Di Gioia - rappresentano una risorsa importante per il presente ed il futuro della nostra Regione, sono parte attiva ai quali trasferire cultura e tradizioni. L'agricoltura non deve essere un ripiego, ma ispirazione e futuro importante su cui investire per raccontare la nostra terra”.
 
Fra i partecipanti dell'incontro il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, il quale ha evidenziato come la Puglia, prima Regione enologica del Sud, abbia “centrato importanti risultati con i 7,5 milioni di ettolitri di vino prodotti e gli 88 mila ettari investiti a vigneto ritagliandosi “uno spazio importante nel panorama enologico nazionale”.

“Ci sono ancora grandi margini di crescita – ha concluso Cantele - sia in termini di produzione di qualità che di esportazione di prodotto all’estero. In quest’ottica è necessaria una promozione dell’immagine del sistema vitivinicolo di Puglia sui mercati nazionali ed internazionali, usufruendo delle risorse mezze a disposizione dal Programma di sviluppo rurale”.
 
Se la Puglia pone l'enfasi sui giovani, la Sicilia, secondo attore enologico del Sud, sottolinea la necessità di attuare politiche di filiera.
“La Regione Siciliana è stata senza dubbio tra i protagonisti della 50° edizione del Vinitaly. Un risultato che ha ridato orgoglio ai nostri produttori: adesso è arrivato il momento di mettere a sistema questo successo”.  A dirlo è l’assessore regionale all’Agricoltura della Regione Sicilia, Antonello Cracolici che, al ritorno da Verona, ha fatto il punto in una conferenza stampa convocato nella sede dell’Istituto regionale del vino e dell’olio sui risultati raggiunti dalla Regione Siciliana in occasione del Vinitaly.
 
“Rispetto alle edizioni precedenti abbiamo dimezzato i costi, inoltre bastava girare tra i produttori per raccogliere l’enorme gradimento per questa edizione – continua Cracolici - A dati positivi come questi va aggiunta la crescita delle quantità complessive di bottiglie prodotte nei sistemi di qualità siciliani”.
 
In due anni la Doc Sicilia è cresciuta del 50%, passando dalle 16mila bottiglie del 2013 alle 24mila del 2015. Complessivamente, per Dop e Igp sono state 217 mila le bottiglie prodotte nel 2015, +8% rispetto al 2014. Nel 2013 la produzione era di 165 mila bottiglie.

“Tutti segnali importanti che comunque non devono illuderci – ammonisce Cracolici, che sottolinea - siamo ancora lontani dalle nostre vere potenzialità, ma abbiamo ottenuto gli strumenti giusti per fare il salto di qualità. Servono scelte forti ed una visione comune tra istituzioni e aziende, per trasformare l’organizzazione del nostro sistema produttivo". 

"Il successo del vino siciliano è un successo giovane che deve consolidarsi: le organizzazioni di produttori devono puntare su formazione e innovazione
- conclude Cracolici - Serve un disegno condiviso di promozione ed internazionalizzazione del nostro vino che parta dai nostri punti di forza come i 25 mila ettari di vigneto in biologico che rappresentano un primato europeo: il vino bio è il futuro. Mentre sui nostri vitigni autoctoni va costruita una strategia di promozione sempre più legata ai territori”.
 
La Basilicata punta molto sulla promozione e ha fatto centro proprio a questo Vinitaly. Quasi 3000 le presenze registrate tra operatori qualificati, buyer e visitatori appassionati di vino, enogastronomia e turismo nelle tre giornate al padiglione allestito da Regione Basilicata. Per i 23 espositori vitivinicoli lucani nei 320 metri quadrati a disposizione ha voluto dire una media di 200 contatti di potenziali acquirenti presso lo stand.

Tre i convegni organizzati insieme ad Alsia e Università della Basilicata, circa 300 persone presso lo stand durante la visita del viceministro Andrea Olivero, più di 1500 finger food distribuiti alle degustazioni di prodotti lucani dall’Unione Cuochi Lucani, più di 3000 visualizzazioni delle dirette streaming sul sito basilicatainfiera.com e rilanciate attraverso i social. L’hashtag della narrazione #BereBasilicata tra i trending topic su Twitter nella seconda giornata con più di 1300 tweet.
 
“Questi numeri attestano che lavorando in anticipo sui tempi per organizzare la partecipazione al Vinitaly - dice l’assessore lucano all’Agricoltura Luca Braia - siamo riusciti con questo nuovo format partecipativo a mettere al centro la comunicazione la qualità del nostro vino e della Basilicata come sistema d’eccellenza, grazie ad un allestimento di grande effetto ed eleganza ed alla scelta vincente di una postazione strategica in fiera".

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