Viticoltura di precisione, quando i dati non sono mai abbastanza

Nell'ambito del progetto PVSensing si stanno testando degli innovativi sensori per il monitoraggio dei vigneti. L'obiettivo è quello di sviluppare dei Sistemi di supporto alle decisioni che aiutino gli agricoltori a difendere meglio le viti da peronospora

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Uno degli innovativi sensori del progetto PVSensing
Fonte foto: PVSensing

La difesa delle viti dalle malattie fungine è una delle sfide principali dei viticoltori, specialmente se in regime di biologico e specialmente se si trovano nel Nord-Est. In soccorso degli agricoltori arriva la tecnologia con diverse soluzioni oggi sul mercato per il supporto alle decisioni.

Software che sfruttando i dati meteorologici e le informazioni sulla pianta creano modelli di sviluppo dei patogeni suggerendo all'agricoltore quando entrare in campo per i trattamenti. I Dss (Decision support system) cercano infatti di valutare il rischio di infezione da peronospora o da oidio segnalando poi al viticoltore le diverse classi di rischio, solitamente: alto, medio e basso.

Ma all'azienda vitivinicola Terre Grosse di Zenson di Piave (Tv), questi dati non bastavano. "Non tenevano sufficientemente conto delle specificità del vigneto, per questo abbiamo deciso di studiare e sviluppare nuove tipologie di sensori, testandoli prima nel nostro vigneto e dando poi vita al progetto PVSensing", spiega ad AgroNotizie Denise Vicino, viticoltrice con un dottorato in fisica, che collabora alla gestione dell'azienda di famiglia.

Terre Grosse è stata premiata nella categoria Nuove frontiere nell'ambito del premio per l'innovazione di Confagricoltura, grazie allo sviluppo, in sinergia con l'azienda Cet Electronics, di nuovi sensori e di un algoritmo in grado di fornire predizioni sui rischi di attacchi da peronospora. Un modello realizzato grazie al mantenimento di parcelle non trattate e ai numerosi dati raccolti sulle infezioni.

La sperimentazione si è poi ampliata nel progetto PVsensing, finanziato con fondi del Psr Veneto, che vede la partecipazione di undici aziende agricole, con capofila la Cantina sociale Montelliana e dei Colli Asolani, ma anche di Confagricoltura Veneto, Università di Padova e Crea di Conegliano.
 

 

Nuovi sensori per la viticoltura di precisione

Nel contesto del Progetto PVSensing è stato sviluppato un sistema sensore-algoritmo per la misurazione degli indici di volume e superficie fogliare. Il sistema prevede una telecamera posizionata in campo che cattura immagini del vigneto. Un algoritmo di riconoscimento delle immagini sviluppato da Cet Electronics permette di 'scontornare' il profilo tridimensionale della chioma della vite. In questo modo è stato possibile ricavare il volume fogliare e in via indiretta anche l'indice di superficie fogliare.

"Il sistema si è rivelato molto accurato nel misurare il volume della chioma e nello stimare l'indice di superficie sfogliare", spiega Denise, la cui azienda agricola è in regime di biologico. "Per chi fa bio è fondamentale tenere sotto controllo l'accrescimento fogliare per scongiurare il rischio che nuove foglie possano essere attaccate da Plasmopara viticola, l'agente patogeno della peronospora, non essendo coperte dai prodotti".
 

Dal suolo alla rugiada per una viticoltura di precisione

Un altro fronte su cui si sta lavorando in PVsensing, a partire dalle prime esperienze nell'azienda Terre Grosse, è quello di comprendere meglio l'evoluzione del patogeno. P. viticola è infatti un fungo dalla biologia piuttosto complessa che sverna nel terreno sotto forma di oospora. Quando in primavera le condizioni ambientali lo permettono questa germina e, complici pioggia e vento, raggiunge le foglie di vite, dando inizio all'infezione primaria.

"Tutti i modelli previsionali che abbiamo avuto modo di testare prendono in considerazione i dati dalla capannina meteo per determinare il rischio di attivazione delle oospore nel terreno", spiega Denise. "Tuttavia c'è una certa differenza tra le condizioni ambientali rilevate dalla capannina, che si trova solitamente ad un paio di metri di altezza, rispetto a quelle reali al suolo, dove diversi fattori influenzano la germinazione, come ad esempio la composizione del terreno e la presenza di erba, che determinano la durata delle bagnature".
 
Il sensore al suolo del progetto PVSensing
Il sensore al suolo del progetto PVSensing

Per questo nelle aziende partner del progetto PVSensing è stato introdotto un nuovo sistema di misurazione della temperatura e soprattutto dell'umidità del suolo che rende ancora più preciso il sistema previsionale.

Ma in azienda non deve passare inosservata neppure la rugiada. Le normali stazioni meteorologiche hanno infatti un sensore di bagnatura fogliare che è in grado di rilevare quando sulle foglie si forma un film di acqua. Condizione perfetta per la peronospora che è così in grado di 'nuotare' e penetrare nei tessuti della pianta attraverso gli stomi. Cet Electronics ha sviluppato un sensore in grado di rilevare anche il gocciolamento causato dalla rugiada.

Durante le giornate particolarmente umide l'accumulo notturno di rugiada sulle foglie può essere infatti così abbondante da provocare una perdita di gocce d'acqua. "Si tratta di un dato importante perché lo sgocciolamento causa il dilavamento dalle foglie dei prodotti di copertura", spiega Denise. "Inoltre le gocce di acqua passando da foglie infette a foglie sane costituiscono un fattore di propagazione dell'infezione di cui tenere conto".

La fase di sperimentazione dovrebbe concludersi quest'anno e a partire dalla prossima stagione vitivinicola le undici aziende aderenti al Gruppo operativo PVSensing dovrebbero mettere in campo una difesa dei vigneti seguendo le indicazioni offerte dal nuovo Dss. "Nonostante i risultati già molto buoni sul potere predittivo del modello previsionale, evidenziati dalle prime raccolte dati in campo, sarà questo il banco di prova definitivo per testare l'effettiva efficacia del modello", conclude Denise. E valutare se le informazioni aggiuntive raccolte in vigna siano determinanti per mettere in campo una difesa più efficace rispetto a quella offerta dai Dss oggi sul mercato.

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