Manifestazione oggi a Bari con 150 trattori mobilitati dai Gilet arancioni, che raggruppano Agci, Associazione frantoiani di Puglia, Cia, Confagricoltura, Confcooperative, Copagri, Italia olivicola, Legacoop, Movimento nazionale agricoltura, Unapol, Confederazione italiana liberi agricoltori, con concentramento in piazza della Prefettura. Alla manifestazione hanno aderito anche Cgil, Cisl e Uil, l’Ordine degli agronomi, il Collegio regionale dei periti agrari e l'Anci.

“La Puglia olivicola – spiega il coordinamento dei Gilet arancioni in una nota diffusa sabato scorso – è stata dimenticata dalle istituzioni e messa in ginocchio da gelate, Xylella e da un Programma di sviluppo rurale fermo”.
“E’ arrivato il momento delle azioni e dei fatti concreti
- sottolinea - le parole e le promesse, ormai, non bastano più. Gli agricoltori pugliesi sono arrabbiati e pretendono risposte concrete”.

La protesta è nata nei primi giorni del 2019 per il mancato inserimento negli ultimi atti di fine anno del governo della deroga al piano assicurativo nazionale volta a consentire la risarcibilità di colture assicurabili in deroga, ovvero mediante il ricorso al Fondo di solidarietà nazionale, disciplinato dal Decreto legislativo 102/2004 e successive modifiche ed integrazioni.

Le gelate del 2018, intervenute a fine febbraio primi di marzo, avevano determinato la Regione Puglia a chiedere la deroga alla non risarcibilità delle colture assicurabili e non assicurate ed a contare i danni con un ritardo dovuto proprio all’anomalia di stagione: bisognava attendere la ripresa vegetativa degli olivi ben oltre i 60 giorni di legge previsti per il tempestivo accertamento dei danni, proprio per poter verificare se e come le gelate avevano colpito gli oliveti. Un conto salato quello di Burian: 160 milioni di euro, per il quale si era peraltro già mobilitata Italia olivicola.
 

Centinaio respinge le accuse

“L’agricoltura pugliese e la tutela del reddito degli agricoltori sono tra le nostre priorità. Per questo, ci tengo a chiarire che il Mipaaft sulle questione delle gelate in Puglia è intervenuto in sanatoria poiché per effettuare la declaratoria sulla legge 102 occorreva la delibera della Regione di delimitazione dei territori colpiti da avversità entro 60 giorni dal manifestarsi dell’evento, più eventuali 30 giorni in caso di straordinarietà. La Regione Puglia non ha effettuato le deliberazioni nei termini perciò stiamo intervenendo per sanare errori di altriafferma il ministro per le Politiche agricole Gian Marco Centinaio, replicano alle accuse del coordinamento Gilet arancioni.

Sulla deroga e sulla sanatoria inoltre Centinaio ammette: "Abbiamo, inoltre, presentato un emendamento da inserire nel decreto Morandi ed è stato l’unico ad essere tolto. Nella stabilità e nella finanziaria è stato sempre dichiarato inammissibile per materia. In tutti i decreti legge, il dignità, proroga termini e semplificazioni, abbiamo inserito la norma nella fase di predisposizione dell'articolato e nella fase emendativa di conversione in legge ma è stata sempre espunta perché considerata priva dei requisiti di necessità e urgenza".

"Lo inseriremo in tutti i provvedimenti perché siamo al corrente della situazione, ma protestare contro il Mipaaft dimostra poca attenzione e conoscenza dei fatti nonché un infondato pregiudizio"
 conclude il ministro.
 

L’assessore di Gioia: "Nessun ritardo da parte di Regione Puglia"

"La mancata declaratoria dello stato di calamità per le gelate di febbraio e marzo 2018 non è responsabilità della Regione Puglia. Spiace che il ministro Centinaio abbia scelto la via della polemica per giustificare a migliaia di olivicoltori pugliesi l'impossibilità di emanare il decreto di declaratoria dello stato di calamità ai sensi della legge 102 del 2004". Così l'assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo di Gioia.

"In verità la Regione, con le delibere di luglio e settembre – sottolinea l'assessore -, ha chiesto la deroga agli articoli di legge che impedivano l'accesso ai benefici per le colture previste nel Piano assicurativo, tra cui l'olivicoltura, attuando una modalità già ampiamente usata negli anni. Quella delle deroghe, infatti, è prassi in presenza di eventi la cui portata è tale da essere quasi catastrofica. Una modalità attuata dal ministero e recepita anche dal Parlamento in una casistica culminata, per esempio, con provvedimenti concessi nel 2017 per terremoto e gelate. Tutto questo oggi sembra irrealizzabile. Si adducono problemi legislativi che mai avevano avuto dignità o problemi procedimentali ampiamente superati negli scorsi anni".

Di Gioia, con riferimento agli emendamenti alla legge di bilancio presentati e poi respinti afferma: "Ringrazio i parlamentari di maggioranza e minoranza per aver proposto univoci emendamenti da cui si evince chiaramente che la necessità è quella di derogare al piano assicurativo nazionale e di aver con ciò essi stessi chiarito che non esiste alcun problema di ritardi da sanare".
 
"Ora sarebbe necessario continuare uno sforzo corale – prosegue di Gioia - per trovare l'idoneo provvedimento in grado di accogliere questa soluzione legislativa per rendere giustizia ad un comparto vitale della Puglia che chiede solo di essere trattato alla pari di altri in un momento in cui, agli eventi negativi della Xylella, si sommano quelli devastanti dei cambiamenti climatici".
 

La dichiarazione del presidente della Regione Puglia

"La Regione Puglia sostiene tutti gli olivicoltori pugliesi che chiedono aiuto al Governo nazionale per fare fronte ai danni gravissimi che le gelate dell'anno scorso hanno provocato alla produzione olivicola più che dimezzando il raccolto, le giornate di lavoro, gli introiti e il potenziale produttivo futuro" ha dichiarato sabato scorso il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che ha tra l'altro aggiunto: "La delusione per la mancata approvazione da parte del Parlamento delle norme promosse dal ministro Centinaio - che ci è parso egli stesso deluso dalla mancata approvazione della legge - è cocente e dolorosa".

"In questo senso appare apprezzabile il segnale lanciato da Centinaio
- ha concluso Emiliano - che ha richiamato il solido rapporto con la Regione Puglia e prefigurato una soluzione condivisa che porti rapidamente ad un decreto legge urgente che consenta la dichiarazione dello stato di calamità per le gelate del 2018 e per la rapida emanazione del decreto anti Xylella".
 

La replica dei Gilet arancioni

“Caro ministro, abbiamo letto il suo comunicato relativo alla nostra protesta. Vogliamo subito tranquillizzarla: non ce l’abbiamo solo col suo ministero, verso cui non nutriamo alcun pregiudizio. Ce l’abbiamo con la Regione Puglia, col Governo e con tutti coloro che avrebbero potuto invertire la tendenza dell’agricoltura pugliese e che fino ad ora non l’hanno fatto" inizia così la nota di riposta del Coordinamento dei Gilet arancioni al ministro Centinaio.

"Abbiamo assistito ad un ping pong di responsabilità - continua la nota - lei accusa la Regione, la Regione accusa il ministero. Lei pensa che agli agricoltori interessi qualcosa di questo dibattito? Agli agricoltori stanchi, frustati da anni di scarsa attenzione, interessano i fatti concreti".

"Fatti concreti, che per il caso gelate si traducono almeno con la declaratoria dello stato di calamità naturale, che ancora non c’è - sottolinea la nota dei Gilet arancioni - Abbiamo molto apprezzato lo stanziamento di 100 milioni di euro per la Xylella, ed il suo piglio decisionista e a favore della scienza. Ma manca ancora un piano serio per combattere il batterio. Quando verrà fuori? Quando potremo avere una legge speciale per eradicare gli alberi malati senza passare dalle sceneggiate di santoni e senatori del M5S? Quando sarà dichiarato lo stato di emergenza per la nostra Regione? Noi dal giorno 7, in qualsiasi momento, l’aspettiamo a Bari, dove legittimamente manifesteremo il nostro dissenso per ottenere quanto ci spetta”.