Matermacc: il 2015 si chiude alla grande, il 2016 inizia ancora meglio

Fatturato in crescita, nuove macchine e importanti investimenti: per la casa costruttrice termina un anno di importanti cambiamenti e se ne apre uno di grandi promesse

Michela Lugli di Michela Lugli

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Il management durante l'incontro di dicembre presso la sede Matermacc
Fonte foto: Agronotizie

Matemacc saluta il 2015 con un incremento di fatturato pari a 8-10 punti percentuali sull'anno precedente e rilancia con un piano di investimenti che dovrebbe portare a raddoppiare fatturato e produzione.

"Si è trattato di un anno particolarmente impegnativo sul fronte del mercato, rivelandosi molto difficile per i ritardi dei Piani di Sviluppo agricoli comunitari in tutta Europa, per le situazioni geo-politiche in Russia e Ucraina, nostri mercati di riferimento, ma anche per gli importanti cambiamenti organizzativi e di strategia industriale introdotti senza nulla poter concedere a distrazioni sul fronte dello sviluppo del business e del fatturato", ha spiegato il nuovo amministratore delegato Massimo Zubelli
 
 Massimo Zubelli, nuovo amministratore delegato Matermacc

L'ingresso della casa di San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone, nel Gruppo Foton Lovol è avvenuto lo scorso giugno quando, dopo aver acquistato a gennaio il pacchetto di controllo, il colosso cinese ha acquisito il 100 per cento della proprietà sancendo il definitivo passaggio da un modello di gestione "famigliare" a uno manageriale.

"Passaggio - ha spiegato Zubelli - avvenuto salvaguardando e in alcuni casi valorizzando tutte le professionalità e le eccellenze che qui abbiamo trovato e che ha previsto l'inserimento di nuove figure in ambito tecnico rigorosamente reperite in loco".

Da oriente un nuovo approccio
Il modello di business sviluppato da Foton Lovol per l’Italia si propone, e così è stato presentato in occasione di Expo lo scorso settembre, come un modello di eccellenza.
 
Conferenza in occasione di Expo 2015

Forse per la prima volta, un’azienda cinese investe prima in engeneering e poi in un piano di acquisizioni che hanno come obiettivo il forte presidio di un'area produttiva.

Non si tratta di una mera operazione finanziaria da mercato azionario ma, in questo caso, dopo una prima esplorazione del territorio è stato dato il via a un investimento sulla reatà territoriale e non alla sola acquisizione di competenze.

"Fornitori e produzione - ha spiegato Zubelli nel corso di un evento presso la sede Matermacc dello scorso dicembre - non sono stati toccati. Abbiamo ricevuto supporto dalle banche anche a livello nazionale che ci hanno aperto canali di accesso a linee di credito per fare investimenti e per internazionalizzare l’azienda".

Rafforzare la produzione e allargare la gamma prodotto
Il piano di investimento, autorizzato dalla casa madre cinese in seguito a una attenta analisi del settore ma soprattutto visti i risultati aziendali di Matermacc, è partito a metà dicembre e prevede l’ampliamento industriale della casa costruttrice.
 
L'attuale stabilimento Matermacc a San Vito del Tagliamento, in provincia di Pordenone

Si parte dalla razionalizzazione del layout e delle tecniche di produzione.
"Una nuova linea produttiva realizzata entro la fine di gennaio consentirà di triplicare la produzione di distributori, elemento cuore delle seminatrici" ha spiegato Andrea Bedosti, presidente di Matermacc, durante l'evento di dicembre.

Parallelamente, partirà un’attività di razionalizzazione delle linee di montaggio che prenderà forma entro la fine della prossima estate.

Per lo step successivo, ha spiegato Bedosti, "ci siamo già assicurati 55 mila metri quadrati di terreno industrialein rosso nella foto sotto - che raddoppiano la superficie utile aziendale per un’ulteriore espansione finalizzata alla produzione di macchine seminatrici non pneumatiche, di macchine con grandi larghezze di lavoro e di altre attrezzature che prevediamo di sviluppare internamente rafforzando l’ufficio tecnico”.
 
Nuova organizzazione Matermacc. In rosso il terreno acquistato di 55 mila metri quadrati

L'investimento richiesto per l'acquisto del terreno è stato di 2 milioni di euro mentre i lavori inizieranno nel 2016 per arrivare a regime in circa due anni. 

Attualmente Matermacc, nata nei primi anni '80, produce 1200 pezzi all'anno esportati in tutto il mondo e conta 85 addetti, 15 appena assunti, destinati a crescere visti i progetti di espansione cui si aggiungono operazioni di ammodernamento della sede esistente.

Essere parte di un tutto
Tre le principali ragioni che nel 2015 hanno fatto di Lovol Arbos il motore dell’internazionalizzazione per il Gruppo Lovol: l’integrazione di Matermacc, il lancio ad Agritechnica della nuova serie Arbos e la recente acquisizione di Goldoni", ha spiegato Shen Yang, presidente Lovol Arbos Group e neo amministratore delegato Goldoni Spa raccontando la visione unitaria di un Gruppo all’interno del quale ciascun pezzo con la propria individualità ha un ruolo da protagonista.

Essere buoni cittadini impegnati in una profonda integrazione nel territorio è l’impegno assunto dai tre presidenti Foton Lovol nel corso di una visita in Italia nel mese di marzo 2015. La strada da seguire è una via di collegamento tra due culture fatta di tappe orientate alla creazione di una rete interconnessa tra Cina, mondo, Europa e, naturalmente, Italia.
 
Stella polare è la “strategia dell’innovazione culturale” che si regge sui tre famosi pilastri presentati da Bedosti in occasione di Agrtitechnica: sviluppo di prodotto, dei mercati e l’attività di Matermacc.

In merito a quest'ultima, è in cantiere da aprile 2015 un prototipo di seminatrice a due file per la semina su sodo destinata al nord della Cina che contiene un brevetto nato dall'intuizione di applicare alla stessa un tubo di Venturi. La macchina, dopo quattro diversi prototipi e nove mesi di lavoro, è in produzione dal mese di gennaio.
 
Progetto seminatrice a due file Matermacc

Il progetto è importante perchè trasforma Matermacc nel messaggero di un modello agronomico, scontato per l'Europa ma avanguardistico per la Cina, e si lega ad altri progetti quali l’introduzione in queste aree del concetto di minima lavorazione, lo studio del concetto di una mietitrebbia multifunzionale e di una nuova macchina che verrà promossa nel 2016.

La struttura legale del Gruppo si configura, quindi, come una holding industriale di partecipazioni con funzioni di supporto centralizzate e tre società partecipate rappresentate da Matermacc, Goldoni e Lovol Arbos engineering specializzata in progettazione per il Gruppo e fuori dal Gruppo. 
"In questo schema - spiega Bedosti - l’unità italiana che si avvia ad avere circa 400 dipendenti è la testa di ponte di Foton Lovol in Europa".

"Il 2016
- conclude - non sarà un anno facile: l’agricoltura europea continua ad avere difficoltà. Si aprono però, opportunità in Russia e Ucraina dove le condizioni stanno migliorando ma, soprattutto, possiamo contare sull’appoggio della casa madre e sul fatto di essere all’interno di un disegno strategico a lungo termine".

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