Vino, quando la degustazione si fa verticale

Un tris di rossi di diverse annate. Anzi no, un tris di vini di diverse gradazioni. Con Trywine le bottiglie si impilano l'una sull'altra. La storia di Otri del Salento

Giulia Romualdi di Giulia Romualdi

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L'azienda dà un consiglio, ma di fatto è il cliente a scegliere il tris di vini che più preferisce
Fonte foto: Otri del Salento

E' un po' come giocare con i Lego®, ma al posto dei caratteristici mattoncini colorati ci sono delle bottiglie di vino sovrapponibili l'una sull'altra, come a formare un'alta torre.
Tre sezioni di bottiglia impilabili da 250 millilitri ciascuna, la quantità contenuta in due calici, che nell'insieme vanno a formare una bottiglia da 75 centilitri.

Tre, il numero perfetto, ma di fatto queste mini bottiglie di vetro potrebbero essere impilate all'infinito: un singolare packaging modulare chiamato Trywine.

Ad avere l'idea è stato Ivan Conte, un giovane salentino stanco di vedere sprechi in enoteche, bar e ristoranti e soprattutto desideroso di offrire ai clienti un prodotto sempre fresco e di qualità.
"Grazie alla passione per il paracadutismo civile ho dovuto viaggiare tanto - racconta Ivan di Otri del Salento, azienda di San Pancrazio Salentino (Br) - e per mantenermi ho dovuto lavorare in vari ristoranti in giro per il mondo. Diventato poi manager di un avviato ristorante, ho iniziato ad accorgermi che molto spesso c'era tanto e troppo spreco di vino: si apriva una bottiglia per poi dare al cliente un solo calice, di conseguenza ai gestori dei locali rimaneva più di mezza bottiglia aperta e ci andavano a perdere. In più molto spesso si dava al cliente un prodotto non del tutto fresco in quanto la bottiglia non era stata aperta in concomitanza con la richiesta".

Così, con le bottiglie Trywine, che come anticipato come quantità corrispondono a due calici, Ivan è riuscito nel duplice intento: ridurre gli sprechi e dare al cliente ciò che realmente vuole. "Se per esempio due persone sono a cena fuori e una preferisce un Primitivo e l'altra un Negramaro, non devono per forza prendere due bottiglie diverse da 75 centilitri, ma semplicemente un calice di Primitivo e uno di Negramaro contenuti in due nostre distinte bottiglie da 250 millilitri".

Il vino contenuto in queste bottiglie è prodotto direttamente da Otri del Salento che, accanto ad Ivan che si occupa di marketing, commercio e dell'esportazione a livello globale, è composta da suo zio Tonino Manieri e dal loro socio Giuseppe Sanasi. Mentre il primo si occupa della parte produttiva del vino, il secondo è responsabile della parte amministrativa e contabile.

Vino Oltre - Premio eccellenza
Vino Oltre, Premio eccellenza
(Fonte foto: Otri del Salento)

Voi prima di tutto avete un'azienda vinicola chiamata Otri del Salento…
"Siamo una famiglia storica di produttori di uva. Fino a quando non sono tornato io dall'estero c'era l'idea di produrre l'uva e venderla agli altri acquirenti. Quando sono tornato nel 2015 - racconta Ivan - ho iniziato a dire 'basta' e così abbiamo iniziato a lavorare direttamente le uve prodotte, a vinificare e a imbottigliare".

Da quel momento si è creata una filiera completa in tutte le sua parti. Dalla produzione alla lavorazione, passando per l'analisi e l'imbottigliamento, tutto avviene nell'azienda della provincia di Brindisi dove un ruolo fondamentale viene svolto dall'enologo Vito Oddo, un ragazzo di Trapani che Ivan considera "una pedina importantissima e di rilievo nella nostra azienda".

Le bottiglie impilabili contengono infatti solo i vini prodotti dall'azienda.
"Non facciamo tante linee di vino, le nostre bottiglie sono limitate" afferma Ivan. "Facciamo un Primitivo barricato, un Primitivo appassito, un bianco molto caratteristico perché lo produciamo in Sicilia e un rosato. I vini contenuti nelle bottiglie sono di medio-alta qualità". "Realizziamo dei tris di rossi per annata, gradazione o tipologia di vino. Per esempio un tris che proponiamo è formato da un Primitivo, un Salice salentino riserva e un altro Primitivo di 16 gradi e mezzo che è un vino più dolce, da meditazione".

Otri del Salento propone e offre la possibilità di una degustazione cosiddetta verticale che si basa su un crescendo di gradazione, colore, vitigno e invecchiamento, ma di fatto è il consumatore a scegliere e a dar vita al tris che più preferisce.

"Noi vendiamo i tre cartoni all'acquirente che a sua volta li mette a disposizione del cliente permettendogli così di scegliere la composizione del tris. Diamo un suggerimento di come potrebbe venire la verticale, diamo un consiglio, però ognuno poi sceglie i vini a piacimento, senza esser legato a vincoli".

Altro aspetto che caratterizza le bottiglie sovrapponibili è il vetro, un vetro definito speciale.
"Non è un vetro che riescono a fare tutte le vetrerie, ma bensì una sola vetreria in Italia che è Vetri speciali Spa di Trento". La rientranza che hanno le bottiglie, il cosiddetto fondo concavo, è infatti più marcata rispetto ad una bottiglia tradizionale. "Mentre la maggior parte delle bottiglie ha un fondo concavo di 3-4 centimetri al massimo, le nostre bottiglie - spiega il giovane salentino - hanno un fondo concavo di 4,7 centimetri perché questa vetreria ha investito molto sui propri macchinari".
Proprio grazie a ciò le bottiglie si incastrano le une sulle altre alla perfezione. "Il vetro inoltre è speciale perché una nostra bottiglia da 250 millilitri pesa quanto una bottiglia grande da 750 millilitri vuota, quindi è bella pesante".

E il prezzo di una bottiglia quant'è?
"Varia da vino a vino, però in generale il consumatore finale la paga intorno ai 7 euro. C'è una qualità/prezzo assurda visto che con 7 euro il cliente si porta a casa due calici di vini importanti, mentre un calice di vino in un locale costa dai 4 ai 5 euro. Di conseguenza il prezzo di una verticale di tre bottiglie è poco più di 20 euro".

La degustazione diventa verticale con Trywine
La degustazione diventa verticale con Trywine
(Fonte foto: Otri del Salento)


Un'innovazione nell'innovazione

Ivan Conte ci tiene a precisare che con la sua idea non ha fatto altro che "rinnovare l'impilabilità". "Io ho creato il modo di fare una sola bottiglia impilabile all'infinito". Dopodiché Ivan ha chiesto ed ottenuto la protezione della sua idea mediante un brevetto dell'Unione europea e successivamente ha avuto anche le licenze per l'Asia e per l'America.

Qual è stata la reazione del consumatore davanti a questo singolare packaging?
"In tutto il mondo la reazione è stata 'Wow!'" afferma orgoglioso Ivan. "Dall'America alla Cina e al Giappone il mercato ha risposto molto velocemente e molto molto bene. In Italia invece la reazione è stata buona ma c'è voluto il suo tempo perché i consumatori italiani sono fatti in un certo modo".

Mentre nel resto del mondo già negli anni scorsi "si vendeva e tutt'oggi si vende tanto", in Italia la svolta c'è stata lo scorso anno quando "a giugno al Vinitaly abbiamo vinto il Premio eccellenza d'Italia. Da quel giorno vari artisti e cantanti hanno iniziato a scegliere i nostri vini, a farsi foto e così il nostro prodotto ha preso piede anche nella penisola".

Nonostante i principali clienti di Otri del Salento continuino ad essere i mercati esteri come Cina, Giappone e America, "dazi permettendo" come osserva Ivan, tra i clienti c'è anche la ristorazione stellata italiana.

Gli affari come stanno andando?
"Per fortuna bene, sperando che questa situazione di emergenza causata dal coronavirus si risolva quanto prima, anche perché come detto io lavoro tantissimo con l'Asia. Solo il mercato di quel continente mi fa 500mila bottiglie l'anno: numeri piuttosto importanti".

Best of show Salice Salentino - Mundus vini
Best of show Salice Salentino - Mundus vini
(Fonte foto: Otri del Salento)

E' difficile oggi fare innovazione? Riuscire a differenziarsi dalle altre aziende dello stesso settore in Italia?
"E' molto difficile, difficilissimo, anche perché quando si va a creare un'innovazione si crea sulla carta ma poi realmente non si sa la fattibilità di un progetto: se realmente può piacere, può essere creato e se alla fine il mercato risponderà. E' molto dispendioso e faticoso, tantissimo. Considera che io ho brevettato nel 2015, ma per realizzare la bottiglia ci sono voluti due anni di sviluppo: l'ho creata nel 2017 e l'ho inserita sul mercato nel 2018, due anni fa".

Ma nonostante la fatica e i lunghi tempi per raggiungere il risultato odierno, Ivan Conte ha ancora molti obiettivi da realizzare. "Per il futuro ho molti progetti in cantiere, tantissimi" afferma. "Sono partito con il motto 'Innovazione e qualità', amo fare vini di qualità perché per me è un'arte, è poesia in bottiglia: il vino non è una semplice bevanda. Ho le idee molto chiare sul futuro dell'azienda: lanceremo una linea esclusiva fatta in botti molto particolari. Da due anni stiamo studiando il cosiddetto sistema Solera, ovvero la pratica di passare il liquore da una barrique all'altra, barrique che sono di tipi di legno diversi. Mentre oggi questo sistema è perfetto e buonissimo per quanto riguarda i rum e i distillati, noi lo stiamo sperimentando con i vini. Tra due anni questi ultimi saranno pronti e lanceremo questa prima linea a livello mondiale".

Nel frattempo Otri del Salento con Ivan in prima persona continua a farsi conoscere al pubblico partecipando alle fiere di settore.

 
Racconti, esperienze e realtà di chi, nella propria azienda agricola, ha riscoperto la tradizione unendola all'innovazione.
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Leggi tutte le altre testimonianze nella rubrica AgroInnovatori: le loro storie

 


Otri del Salento
Via Pietro Nenni, 41
72026 San Pancrazio Salentino (Br)
Salento - Italy
Cel Ivan Conte: +39 324 6132157
Cel Tonino Manieri: +39 338 3638181
E-mail: info@otridelsalento.it

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