Olio, al Sirena d'oro i migliori extravergini d'Italia

Il concorso, rivolto a Dop e Igp, ha premiato Toscana, Sardegna e Puglia. La proclamazione è stata l'occasione per fare il punto su un settore che, pur tra mille difficoltà, si prepara alla vetrina di Expo

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Un momento della proclamazione dei vincitori del concorso Sirena d'oro, presso la Camera dei Deputati
Fonte foto: © Alessandro Vespa - Agronotizie

Annunciati a Roma i vincitori della XIII edizione del Sirena d’oro, il concorso promosso dalla città di Sorrento (con la collaborazione di FederDop Olio e Unaprol) riservato ai soli oli extravergine Dop e Igp. Si aggiudicano il trofeo 2015 l’Igp Toscano, la Dop Sardegna e la Dop Terra di Bari.

La proclamazione è avvenuta a Roma, nella sala Stampa della Camera dei Deputati, nel corso di una conferenza alla quale hanno preso parte i deputati Colomba Mongiello e Paolo Russo, componenti della XIII Commissione Agricoltura, il sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo, il presidente di FederDop Olio Daniele Salvagno e il direttore generale di Unaprol Pietro Sandali.

Nove gli oli sul podio a rappresentare le tre categorie del concorso: fruttati leggeri, fruttati medi e fruttati intensi.
La Sirena d’oro tra i fruttati leggeri è stata vinta dall’Oliviera Sant’Andrea con l’Igp Toscano. Sirena d’argento all’azienda agricola Marfuga, con la Dop Umbria Colli Assisi-Spoleto, e Sirena di Bronzo al Frantoio Pruneti con la Dop Chianti Classico.
Nella categoria fruttati medi si è aggiudicata la Sirena d’oro la cooperativa Olivicoltori Valle del Cedrino con la Dop Sardegna. L’azienda agricola Pietrabianca, con la Dop Cilento, ha vinto la Sirena d’Argento. L’azienda agricola Le Tre Colonne, con la Dop Terra di Bari (Bitonto), ha ottenuto la Sirena di Bronzo.
E’ della Dop Terra di Bari (Bitonto) la Sirena d’oro nella categoria fruttati intensi, vinta dall’azienda agricola De Carlo. La Sirena di Argento e la Sirena di Bronzo sono state conquistate da due aziende della Dop Monti Iblei (Monte Lauro): rispettivamente l’azienda agricola Terraliva e la cooperativa agricola Agrestis.
Assegnate inoltre le Gran Menzioni alle aziende giunte al quarto e quinto posto in ciascuna categoria.

"Nell'anno dell'Expo promuovere le eccellenze che tengono alto il made in Italy nel mondo rappresenta una missione ancor più importante – ha detto durante la conferenza stampa Paolo Russo, componente della XIII commissione Agricoltura della Camera dei daputati -  L'olio, vanto nazionale sui mercati internazionali, è frutto di una tradizione agricola che tramanda qualità ed esperienza. A Sorrento il merito di aver compreso, con il premio Sirena d'oro, la valenza di coniugare la valorizzazione dei prodotti e dei luoghi in un mix esclusivo ed inimitabile. Sono queste le iniziative da mettere in campo, sono questi i modelli da esportare e da mostrare. La politica, intanto, lavori sempre di più nella direzione della tutela dei prodotti di qualità italiani con norme e provvedimenti che ne migliorino la competitività e che li difendano da criminali fenomeni di plagio e contraffazione".

Sul lavoro che la politica sta facendo si è espressa anche Colomba Mongiello, vice presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla contraffazione: “La fama dell’olio extra vergine made in Italy la si deve anche all’intuizione di imprese olivicole che hanno adottato il territorio come leva competitiva e di differenziazione del prodotto italiano sul mercato. Un impegno che il Parlamento ha voluto difendere e valorizzare con la legge “salva olio” – ha dichiarato - Il nostro compito non è solo reprimere le frodi, ma dobbiamo sostenere la filiera olivicola, in questa drammatica congiuntura negativa, con interventi mirati di supporto all’innovazione produttiva ed alla commercializzazione. Ecco il motivo della risoluzione parlamentare firmata insieme ad altri 46 parlamentari di ogni schieramento politico che impegna il Governo a stanziare nei prossimi tre anni 90 milioni di euro per il settore. Si tratta di interventi finalizzati a sostenere l’export di questo nobile prodotto in tutto il mondo”.

Il nostro obiettivo – ha spiegato Mongiello – è quello di ridare fiducia agli operatori, riaccendere l’economia dei territori, incentivare la produzione di oli di qualità,  che quest’anno ha raggiunto i minimi storici, e fare gioco di squadra per contribuire a vincere la sfida dell’internazionalizzazione”.

Nonostante la pessima annata, segnata profondamente dagli anomali fenomeni atmosferici del 2014, in aggiunta ad altri eventi straordinari come le malattie e gli attacchi parassitari che hanno aggredito le piante di olivo, sono state ben 109 le aziende iscritte al concorso, in rappresentanza di 33 diverse aree di produzione Dop e Igp. Il concorso, d’altra parte, non poteva essere sospeso proprio nell’anno dell’Expo

Il Premio Sirena d’oro – ha riferito Daniele Salvagno, presidente di FederDop Olio – rappresenta l’unico concorso in Italia rivolto esclusivamente alla produzione Dop e Igp a livello nazionale. È una vetrina che evidenzia la grandi e diverse ricchezze delle Dop Italiane anche in un’annata particolarmente difficile per l’olivicoltura italiana. L’opportunità del prossimo Expo 2015 che rappresenterà la vetrina mondiale delle eccellenze della tradizione agroalimentare e gastronomica di ogni Paese è l’occasione giusta per far conoscere i grandi pregi delle nostre Dop al fine di creare ulteriori opportunità legate alla conoscenza e soprattutto alla commercializzazione del prodotto”.

Dop e Igp – ha chiosato Pietro Sandali, direttore generale di Unaprol– rappresentano la punta di diamante di un’offerta che, in occasione di Expo 2015, mette in vetrina mondiale l’eccellenza dei territori italiani. Quest’offerta, insieme alle oltre 350 cultivar censite, alle 43 designazioni di origine riconosciute, ai circa 176mila ettari investiti a biologico, costituisce con il 100% italiano e l’offerta di oli extra vergine monovarietali un poker d’assi in grado di soddisfare la domanda del consumatore mondiale”.      

Nonostante le vendite di oli Dop e Igp abbiano segnato nel 2014 un +7% sull’anno precedente, ha spiegato Sandali, serve più informazione per evitare che l’extra vergine a denominazione di origine rimanga “schiacciato tra l’effetto marmellata, che confonde sullo scaffale prezzi e qualità diversi, e l'effetto civetta perché lo utilizza come richiamo per gli acquisti”.

Nel 2014, attraverso il canale della Gdo sono stati venduti 154 milioni di litri di olio extra vergine di oliva per un valore di 634 milioni di euro.  2,9 milioni di litri di oli hanno riguardato gli acquisti di oli Dop/Igp, per un valore di 31 milioni di euro. A spingere i consumi sono state le vendite degli oli a denominazione nel Nord Italia dove spicca, ancora una volta, la Lombardia con quasi 778 mila litri venduti per un fatturato di circa 9 milioni di euro.
Per quanto riguarda i prezzi di vendita l’olio Dop è quello che riesce a spuntare quotazioni più alte soprattutto al Nord e in particolare in Trentino. Nonostante questi traguardi l’osservatorio economico di Unaprol osserva che nel 2014 il 66% dei volumi di extra vergine, compreso i Dop e Igp, è stato venduto in promozione.

La sfida del prossimo futuro sui mercati internazionali sarà quella di agganciare la ripresa economica orientando le scelte di acquisto dei consumatori verso oli certificati che possono fregiarsi del riconoscimento comunitario di origine. 

Le aziende vincitrici del Sirena d’oro saranno premiate il prossimo 30 aprile, a Sorrento, in occasione della manifestazione “I Valori del territorio”.

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