Sistri, Confai: "Agromeccanici dimenticati"

Il presidente di Confai, Leonardo Bolis, commenta l'esclusione dagli emendamenti approvati nel disegno di legge di conversione del decreto-legge 31 agosto 2013: "Sfuma la semplificazione tanto attesa"

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Leonardo Bolis, presidente di Confai

"Il Sistri dimentica le imprese agromeccaniche dalle disposizioni relative al comparto agricolo. E la semplificazione tanto attesa sfuma per il segmento del contoterzismo agricolo".

E' la denuncia di Confai, nel rendere noto che negli emendamenti approvati nel disegno di legge di conversione del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101 (recante disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni) le imprese agromeccaniche sono inspiegabilmente trascurate.

Non riusciamo a capire come sia possibile che tali emendamenti, principalmente di fonte governativa, non menzionino affatto le imprese agromeccaniche – dichiara il presidente della Confederazione degli agromeccanici e agricoltori italiani, Leonardo Bolis –. Vogliamo pensare ad una semplice dimenticanza, alla quale occorre però porre prontamente rimedio al fine di non creare intollerabili disparità all’interno del comparto”.

Le modifiche al testo del disegno di legge di conversione mirano a migliorare i meccanismi previsti a suo tempo dal Sistri, il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti nato nel 2009 su iniziativa del ministero dell’Ambiente. I nuovi emendamenti approvati dalla Camera dei Deputati e ora passati all’esame del Senato escludono dall’obbligo di iscrizione all’Albo nazionale dei gestori ambientali gli imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del Codice civile, produttori iniziali di rifiuti, per il trasporto dei propri rifiuti effettuato all'interno del territorio provinciale o regionale dove ha sede l'impresa.

La modifica alla norma - dichiara Sandro Cappellini, coordinatore nazionale di Confai – denota un lodevole sforzo di semplificazione, ma non può essere adottata trascurando il fondamentale apporto delle imprese che erogano servizi di coltivazione in conto terzi, realtà indispensabili per la moderna agricoltura professionale”.
Confidiamo che una pronta interlocuzione con il Parlamento e il Governo consenta di sanare la questione – osserva Enzo Cattaneo, segretario di presidenza di Confai –. Nel contempo  avanzeremo alcune osservazioni aggiuntive su equità e sburocratizzazione nel contesto del dibattito sulla Legge di stabilità e sulle sue conseguenze per tutte le componenti del settore agricolo”.

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