Xyella, dopo il decreto emergenze la Puglia è nel caos

Da più parti si chiedono chiarimenti e provvedimenti pratici contro la batteriosi. Oggi manifestazione Agrinsieme a Lecce, mentre i sindaci salentini si dicono pronti alle dimissioni per protesta

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Xylella, Coldiretti e i sindaci salentini chiedono la convocazione del Comitato consultivo permanente sull'infezione
Fonte foto: © Matteo Giusti - AgroNotizie

In Puglia si sta diffondendo una sensazione sempre più netta: il governo sull’olivicoltura e in particolare sulla piaga della Xylella fastidiosa non ha centrato l'obiettivo. Non solo il decreto legge per le emergenze in agricoltura, approvato il 7 marzo scorso, è largamente insufficiente, ma addirittura c’è il fondato sospetto che siano quantomeno difficilmente utilizzabili i 100 milioni di euro del Fondo sviluppo e coesione promessi per le misure di taglio di piante infette e piantumazione di nuovi oliveti con cultivar resistenti nel Salento, nel cuore della zona infetta, quella non soggetta alle misure di contenimento.
Intanto, leggendo la Delibera del 28 novembre 2018 del Comitato interministeriale per la programmazione economica, si scopre che sui primi 30 milioni di euro del Fsc destinati al Mipaaft per l'emergenza Xylella in Salento, solo 15 di questi sono destinati al ripristino della produttività degli oliveti.
 

Lecce, oggi manifestazione di Agrinsieme

Non a caso oggi si tiene a Lecce, davanti agli uffici della Regione Puglia del capoluogo salentino, una nuova manifestazione, questa volta promossa da Agrinsieme, per sottolineare l’insufficienza del decreto emergenze. “Non possiamo e non vogliamo fermarci". È lo slogan di Confagricoltura, Cia, Copagri, Confcooperative e Legacoop delle province di Lecce, Brindisi e Taranto, all'indomani della riunione dei sindaci salentini in Provincia.

Dalle 8 di questa mattina si manifesta e si raccolgono firme, proprio davanti all'ingresso degli uffici regionali dove sostano i trattori, carichi di legna di ulivo, proveniente dal taglio di esemplari colpiti dal batterio.
"Abbiamo dichiarato lo stato di agitazione dell'intera categoria - dicono le associazioni in una nota congiunta - e stigmatizziamo il ritardo negli interventi da parte della Unione europea, del Governo italiano e della Regione Puglia. La mobilitazione ed il presidio del territorio proseguiranno ad oltranza, sino a quando le rivendicazioni del mondo agricolo saranno accolte".
 

Una Commissione parlamentare d'inchiesta?

Intanto a Roma, dove in Parlamento non è ancora giunta all’ordine del giorno la discussione del decreto del governo sulle emergenze in agricoltura, al Senato della Repubblica nel pomeriggio di oggi si tiene l’avvio della discussione in commissione Agricoltura della proposta di istituzione di una Commissione d'inchiesta sull'emergenza Xylella Fastidiosa in Puglia.
Un ritorno al passato, che l'11 marzo sera ha fatto dire al nuovo presidente di Confagricoltura Puglia, Luca Lazzàro, rivolto ai parlamentari pugliesi: “Non è più tempo d'inchieste. Già la commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati ha svolto le sue indagini, giungendo alla conclusione che non ci sia altra soluzione che l'eradicazione degli ulivi. Questa iniziativa rischia di aggravare ulteriormente la situazione.
Pregherei invece tutti i componenti del Parlamento, e in particolare i nostri rappresentanti pugliesi, di impegnarsi in sede di conversione del decreto sulle emergenze agricole, varato la settimana scorsa in Consiglio dei ministri, perché venga modificato nella parte relativa alla Xylella e accolga le richieste chiare che vengono dal territorio salentino, in queste ore in fermento".

 

I dubbi sui 100 milioni dell'Fsc

Sempre l’11 marzo, il senatore Dario Stefàno, già assessore all’Agricoltura in Puglia sotto la giunta Vendola, durante un’affollata riunione di sindaci delle province di Lecce, Taranto e Brindisi, che minacciano di dimettersi in massa, se il decreto non sarà modificato, dando risorse e norme utili alla rinascita del Salerno, aveva avvertito “Il decreto non parla affatto di Xylella: zero misure urgenti per avviare procedure di eradicazione, zero misure per agevolare il reimpianto".
E ancora: “Dobbiamo chiedere che le risorse siano destinate al reimpianto e al ristoro per i danni subiti. Ma non quelle derivanti dal Fondo sociale europeo, che qualcuno ha promesso agli agricoltori, ma che sappiamo tutti non essere spendibili per azioni di questo tipo”. Nella dichiarazione di Stefàno sembra esserci però un errore: poiché i denari sono stati sì promessi, e in parte stanziati e non ancora utilizzati, ma sul Fondo sviluppo e coesione.
 

Confagricoltura: "Fare presto chiarezza sui fondi utilizzabili"

Su tale delicato argomento, in tarda serata di ieri, giunge una lunga dichiarazione del presidente regionale di Confagricoltura, Lazzàro: “Chiediamo che in sede di conversione del decreto emergenze, si faccia chiarezza sui fondi a disposizione per la lotta alla Xylella. Al momento il Salento può contare soltanto sui 30 milioni stanziati per decreto ministeriale, ma non ancora finalizzati nell'utilizzo. Non abbiamo invece notizie dei restanti 70 milioni, sul montante complessivo promesso come primo intervento”. Lazzàro si riferisce chiaramente ai 30 milioni dell’Fsc già assegnati dal Cipe con delibera del 28 novembre 2018 al ministero delle Politiche agricole, e poi ripresi nel Decreto ministeriale Centinaio, che illustra il piano degli interventi. Per altro, la delibera del Cipe, pubblicata in Gazzetta ufficiale lo scorso 11 febbraio, presenta una prima ripartizione delle risorse:
  1. ricerca e sperimentazione: 3 milioni di euro
  2. ripristino della potenzialità produttiva degli oliveti: 15 milioni di euro
  3. prevenzione della diffusione della Xylella e contrasto al vettore: 4 milioni di euro
  4. rilancio dell’economia nelle aree danneggiate: 5 milioni di euro
  5. comunicazione: 1 milione di euro
  6. investimenti a supporto di attività ispettive, monitoraggio e diagnostica: 1 milione di euro
  7. potenziamento del servizio fitosanitario: 1 milione di euro
Ma ancora oggi nulla è dato sapere degli altri 70 milioni ancora da assegnare: promessi sull’ Fsc con destinazione Mipaaft per finanziare il piano di interventi sulla Xylella in Salento.
E non è tutto: “È necessario capire da dove verranno attinti questi soldi e come potranno essere usati – sottolinea il presidente di Confagricoltura Puglia - E' il momento di fare chiarezza. Dopo di che, l'utilizzo di questi 100 milioni complessivi dovrà essere oggetto di un protocollo d'intesa in sede di Conferenza Stato Regioni. Lo ripetiamo: non c'è tempo da perdere. Bisogna procedere con velocità, sapendo bene quali sono le necessità e quali gli strumenti a disposizione".
 

Coldiretti: "Il decreto scatola vuota"

I 70 sindaci della provincia di Lecce presenti alla riunione convocata dal presidente dell'ente lunedì 11 marzo hanno invocato il tavolo istituzionale su Xylella, richiesto più volte e con forza da Coldiretti Puglia dal 2014 ad oggi.
"L'assessore regionale all'Agricoltura non ha mai convocato il Comitato consultivo permanente per la prevenzione, il controllo e la eradicazione del batterio da quarantena Xylella fastidiosa, istituito con delibera di Giunta regionale nel lontano novembre 2014. Sono passati oltre quattro anni in cui è stato dato spazio, invece, ad una inconsistente e dannosa task force, fucina di messaggi controproducenti all'attività di contenimento del batterio", ha denunciato il presidente di Coldiretti Lecce, Gianni Cantele, al presidio davanti al Palazzo della provincia, in occasione della riunione dei sindaci del Salento.

"Il decreto legge sulle emergenze va riempito dei contenuti per l'area infetta del Salento e di risorse – ha continuato Cantele - perché così com'è è una scatola vuota e l'assessore regionale, da coordinatore degli assessori all'Agricoltura in Conferenza Stato Regioni e da interlocutore diretto del ministro e delle strutture ministeriale, ha avallato un provvedimento del tutto inadeguato. Senza deroghe ai vincoli nazionali paesaggistici, idrogeologici e di qualunque altra natura agli espianti per l'area infetta delle zone ormai distrutte dal batterio, il nostro territorio è ingessato e destinato ad una morte a cui nessuno di noi si arrende".

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