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Nord Italia, grande vitalità per il settore vitivinicolo

In Veneto vengono aumentati gli investimenti per le aziende vitivinicole, mentre in Emilia Romagna tutto esaurito per le domande di autorizzazione di nuovi impianti. Critiche dalla Lombardia ad Agea per il ritardo dei pagamenti

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

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In Emilia Romagna sono stati autorizzati oltre 500 ettari di nuovi vigneti
Fonte foto: © francescomou - Fotolia

Tante novità nell'ultima settimana provenienti dal Nord Italia. In Emilia Romagna sono stati autorizzati oltre 500 ettari di nuovi vigneti, con una crescita importante della quota bio, mentre nel Piacentino viene aumentata l'acqua disponibile per l'irrigazione in Val Trebbia. Conclusa poi un'operazione con Agrifidi per ridurre il costo dei prestiti per le aziende agricole emiliano romagnole. In Lombardia forti critiche dall'assessore regionale Rolfi ai ritardi nei pagamenti di Agea, mentre in Veneto sono state liberate ulteriori risorse per sostenere gli investimenti delle aziende vitivinicole.
 

Emilia Romagna


Agricoltura, dal bilancio in arrivo 200mila euro per ridurre il costo dei prestiti
Dalla manovra di assestamento di bilancio approvata dall’Assemblea legislativa, la Giunta regionale ha stanziato ulteriori 200mila euro destinati ad aumentare la dotazione finanziaria di un bando da un milione di euro emanato nel 2017, per contribuire ad abbattere il costo del denaro per il credito di conduzione fino a 1,5 punti in meno rispetto ai tassi correnti di mercato. Il bando prevede la concessione di un aiuto “de minimis” sotto forma di concorso nel pagamento degli interessi sui prestiti a breve termine, di durata massima fino a 12 mesi, richiesti dai singoli agricoltori attraverso gli Agrifidi, gli organismi di garanzia che operano in agricoltura, per coprire le spese dell’ordinaria gestione aziendale. Lo stanziamento aggiuntivo consentirà così di soddisfare tutte e le 1.400 domande pervenute, per un volume complessivo di oltre 90 milioni di euro di prestiti. Nella formazione della graduatoria, è prevista una priorità a favore delle aziende che nel proprio piano colturale hanno almeno mezzo ettaro di superficie coltivata a pere danneggiate dalla cimice asiatica. 

Acqua, 1,5 milioni di metri cubi d’acqua in più dalla diga del Brugneto per la Val Trebbia
1,5 milioni di metri cubi d’acqua in più per l’irrigazione dell’agricoltura piacentina. Il rilascio è stato eseguito nella giornata di mercoledì 1° agosto. Si è quindi confermato anche per il 2018 il rilascio aggiuntivo dell’invaso ligure di acqua destinata alla Val Trebbia, raggiungendo così quota 4 milioni di metri cubi. “E’ la risposta alle esigenze del territorio - sottolinea l’assessore all’ambiente Paola Gazzolo - frutto del patto per la crescita e lo sviluppo dei nostri territori siglato lo scorso settembre dai presidenti di Emilia Romagna e Liguria. Si tratta di un’intesa che ha permesso di avviare forme di collaborazione e dialogo su tematiche strategiche tra cui appunto quelle ambientali. L’acqua è vita, biodiversità, economia e lavoro. Per questo è un caposaldo di quell’accordo”.

Viticoltura, crescono gli impianti. In forte aumento le superfici bio
A livello regionale sono stati autorizzati diritti di impianto a 2.471 aziende, per una superficie complessiva di 513 ettari, cioè l’intera quota assegnata all’Emilia Romagna per il 2018, pari all’1% della superficie vitata regionale, come prescrive la normativa europea. Di questi 513 ettari di nuovi vigneti, 77 sono stati appunto autorizzati a vantaggio di 35 aziende biologiche, in possesso dei requisiti previsti dal bando nazionale, sulla base del criterio di priorità stabilito dalla Regione, che ha accolto al 100% le loro richieste. Altre 85 aziende si sono viste assegnare gratuitamente l’intera superficie aggiuntiva, in considerazione dell’esiguità della richiesta. I restanti 477 ettari di nuovi impianti sono andati a beneficio delle rimanenti 2.352 aziende, con un’assegnazione media di poco superiore ai 1.800 metri quadrati. Per soddisfare completamente tutte le domande presentate sarebbero stati necessari oltre 7.200 ettari.
 

Lombardia

Agea, mancano ancora 62 milioni di euro di pagamenti agli agricoltori
L’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi chiede all’Agea un’accelerata sull’erogazione dei contributi alle aziende agricole lombarde. “Relativamente alle coltivazioni vegetali hanno erogato 20 milioni di euro sui 73 previsti, mentre per la zootecnia ancora nulla su circa 9 milioni in programma – attacca Rolfi – trovo che la situazione sia grave. Agea garantisce di stipulare assicurazioni a prezzi più vantaggiosi, ma sta accumulando ritardi estremi nei pagamenti. In Lombardia il 67% del dovuto per il 2015, il 16% del dovuto per il 2016 e lo 0% per il 2017”. “La situazione diventa paradossale se pensiamo che lo Stato non può rimborsare gli agricoltori per danni a colture assicurabili – continua Rolfi – ma poi tarda di diversi anni per pagare danni a colture assicurate. Queste inadempienze stanno ricadendo sui Consorzi di difesa che anticipano i premi assicurativi e che di fatto si sono trasformati in banche e che ora sono esposti verso gli istituti di credito. Agea non sta mantenendo fede agli impegni presi con la Regione e gli agricoltori. Chiederò al ministro Centinaio di agire affinché l’ente statale pagatore velocizzi le pratiche”.
 

Veneto

Viticoltura, nuovi investimenti per 2,6 milioni di euro
La giunta regionale del Veneto ha messo a disposizione nuove risorse aggiuntive per 2,6 milioni di euro a integrazione del bando biennale per la misura investimenti prevista dal Programma nazionale di sostegno al settore vitivinicolo. I fondi aggiuntivi risultano sufficienti a coprire tutte le 138 domande presentate per complessivi 6,3 milioni, dal momento che era già stato effettuato un primo stanziamento di 3,7 milioni. “Questo è il secondo bando attuato nel 2018 per la misura investimenti – sottolinea l’assessore Pan – grazie al recupero di alcune economie di spesa. Nel bando precedente erano state finanziate tutte le 194 domande presentate per un contributo complessivo di 8,4 milioni. Si tratta di risorse significative che vanno a qualificare la qualità e la competitività di un settore leader dell’economia veneta e prima voce nel suo export agroalimentare”.

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