Vino, il Testo unico è legge

Il pacchetto normativo appena approvato va a rivoluzionare la burocrazia del settore vitivinicolo italiano. Grande soddisfazione di tutti gli operatori della filiera

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

Questo articolo è stato pubblicato oltre 3 anni fa

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Il Testo unico punta alla semplificazione del settore vitivinicolo
Fonte foto: © Minerva Studio - Fotolia

Dopo tanto lavoro e una serie di passaggi fra Montecitorio e Palazzo Madama, lunedì 28 novembre la Camera ha approvato definitivamente il Testo unico del vino, che diventa così finalmente legge.

Con questa nuovo pacchetto di norme si punta a un’operazione concreta di semplificazione su produzione, commercializzazione, denominazioni di origine, indicazioni geografiche, menzioni tradizionali, etichettatura e presentazione, gestione, controlli e sistema sanzionatorio.

Un’unica legge di riferimento per tutti gli operatori del settore che porta a uno snellimento burocratico molto importante, dando maggiore certezza del diritto e tutelando un settore chiave dell’agroalimentare italiano. C’è poi spazio per l’innovazione, con la possibilità di introdurre in etichetta sistemi di informazione al consumatore, che sfruttino le nuove tecnologie, contribuendo ad aumentare la trasparenza. Infine viene potenziata la lotta alla contraffazione e e viene semplificato il sistema di monitoraggio e controllo con il registro unico dei controlli.

Finalmente diamo ai produttori una sola legge di riferimento con 90 articoli, che riassume tutta la normativa precedente – sottolinea il ministro Martina – E' un’operazione di semplificazione attesa da anni, che consente di tagliare burocrazia, migliorare il sistema dei controlli, dare informazioni più trasparenti ai consumatori. Col Testo unico possiamo contribuire a rafforzare la crescita di un settore che già oggi vale più di 14 miliardi di euro, con un export di 5,5 miliardi”.

La promessa di approvare il provvedimento entro l’anno è stata mantenuta – spiega il viceministro Andrea Oliverograzie all’impegno dei parlamentari e al confronto costruttivo con tutti gli attori della filiera. Adesso è il momento di sfruttare le disposizioni di rilancio e semplificazione della legge per dare risposte concrete a un mondo produttivo, che merita la massima considerazione per i risultati realizzati e la sua forte incidenza nello sviluppo territoriale”.

La filiera ha ora a disposizione strumenti innovativi all’insegna della semplificazione – riporta Luca Sani, presidente della Commissione Agricoltura alla Camera – Alcuni primi adempimenti relativi alle nuove regole diventeranno già operativi da gennaio 2017”.

E’ la prima regolamentazione certa e completa a livello europeo del nostro comparto – commenta il presidente dell'Uiv - Unione italiana vini, Antonio Rallo - Il vino è l’unico prodotto dell’agroalimentare ad avere una disciplina di questo tipo, che chiude un iter di tre anni di lavoro nel corso dei quali la filiera si è presentata unita in ogni confronto”.

Il testo unico sul vino è un valore aggiunto per tutto il sistema vino che rappresenta un fiore all’occhiello del made in Italy – precisa Franco Verrascina, presidente di Copagri il settore aveva grande bisogno di uniformare tutta la normativa, di porre delle regole chiare ed univoche per tutti i produttori italiani che chiedevano certezze. Finalmente si avvicina la vera rivoluzione, che arriverà grazie al taglio della burocrazia e alle importanti semplificazioni. Questa nuova normativa è uno strumento indispensabile per chi vorrà fare impresa”.

Le organizzazioni della filiera vitivinicola (Cia, Confagricoltura, Alleanza delle cooperative agroalimentari, Federvini, Unione italiana vini, Federdoc, Assoenologi) hanno espresso in un comunicato congiunto la propria soddisfazione. “Il testo porterà facilitazioni a tutti gli operatori, con un dimezzamento della burocrazia. E’ il frutto di un lavoro intenso durato anni, che valorizzarerà un comparto strategico per il made in Italy”.

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