Pesche e nettarine, è crisi

La Commissione ha chiuso la possibilità di adottare misure urgenti e transitorie per gestire la crisi delle pesche e nettarine. Ambrogio De Ponti, presidente Unaproa: 'La burocrazia di Bruxelles è sorda a qualsiasi tipo di richiesta'

Michela Lugli di Michela Lugli

Questo articolo è stato pubblicato oltre 9 anni fa

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Pesche e nettarine, salta l'accordo interprofessionale

“La situazione dell’ortofrutta è ormai insostenibile. La crisi che ha colpito il settore ormai non sembra trovare ostacoli e purtroppo non abbiamo risposte adeguate da parte delle istituzioni europee".
Lo ha detto Ambrogio De Ponti, presidente Unaproa, a commento di quanto accaduto in sede comunitaria il 12 luglio nel corso del comitato di gestione.
La Commissione ha chiuso infatti ogni possibilità di adottare misure urgenti e transitorie per gestire la crisi delle pesche e nettarine, come richiesto dalla delegazione italiana con il sostegno di Francia e Spagna, così come aveva già escluso di proseguire con gli interventi straordinari messi in atto fino al 30 giugno a fronte della crisi indotta dal batterio killer.
“Abbiamo chiesto – prosegue De Ponti -, insieme alle altre Unioni, provvedimenti specifici straordinari come quelli adottati per il caso Escherichia Coli o semplicemente ordinari come la revisione dei prezzi di ritiro - senza oneri a carico dell’Unione europea - e la possibilità di effettuare interventi in proporzione all’intero volume di prodotto commercializzato dalle Organizzazioni dei produttori.
Purtroppo, la burocrazia di Bruxelles è sorda a qualsiasi tipo di richiesta. Evidentemente nulla conta la gravità della situazione in atto, né che il prodotto sia abbandonato nei campi o che i magazzini siano pieni senza possibilità di commercializzazione. Studieremo le iniziative da porre in atto insieme con le altre organizzazioni. In questo momento di grave difficoltà mi sento di lanciare un appello al Ministro Romano affinché possa rappresentare con la massima determinazione in tutte le sedi i problemi che investono il settore".

Audizione in Commissione Agricoltura

Dopo il tentativo mancato, lo scorso 24 giugno, di siglare l'accordo interprofessionale con la Grande distribuzione organizzata per l'immissione sul mercato del fresco del solo prodotto di prima qualità sia italiano che di importazione e, in attesa che il ministro Romano incontri le catene distributive, si è tenuta a Roma un'audizione informale della XIII Commissione Agricoltura sulle questioni relative all'accordo per pesche e nettarine nella campagna 2011.

Presenti esponenti di Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Copagri, Fagri, Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative, Legacoop-Agroalimentare, Unci-Coldiretti, Fruitimprese, Fedagro, Federdistribuzione, Ancc-Coop e Ancd-Conad.

Il mercato delle pesche e nettarine” ha ricordato Cia nel corso dell'audizione, “sta attraversando una fase pesantissima. A risentirne soprattutto le aziende giovani e attive con situazioni bancarie maggiormente esposte”. La posizione espressa dai rappresentanti della Gdo è stata, descrive Cia, di sconcertante indisponibilità e chiusura sulle richieste fatte.

A strozzare il comparto, che fa dell’Italia il secondo produttore al mondo con circa 14 milioni di quintali di prodotto e un fatturato di circa 23 miliardi di euro, concorrono indubbiamente i prezzi bassi e non remunerativi per gli agricoltori imputabili, tra l'altro, al calo della domanda. Calo che, in parte, è associabile alla riduzione dei redditi dei consumatori ma anche alla psicosi del batterio Escherichia coli.

In una nota indirizzata al ministro Romano, Mario Guidi presidente di Confagricoltura, spiega che tale psicosi “ha ridotto drasticamente il consumo di frutta e verdura in tutta Europa, provocando un crollo vertiginoso dei prezzi. I dati Ismea” diffusi lo scorso lunedì, “rilevano a giugno una diminuzione dei prezzi all’origine degli ortaggi del 21,9% e della frutta del 19,7% sullo stesso mese del 2010”.

La richiesta dell'organizzazione è di prolungare ed estendere a tutta la frutta e a tutti gli ortaggi estivi le misure di sostegno eccezionali a carattere temporaneo scadute il 30 giugno scorso, istituite dal Commissario europeo Ciolos affinché alcuni prodotti, quali lattughe, indivie, cappucce, pomodori, cetrioli, peperoni e zucchine, siano ritirati a prezzi di mercato (regolamento UE 585/2011).

Tra i fattori determinanti la situazione di crisi, anche la brutta stagione in Spagna che, spiega Sandro Brandolini deputato pd e componente della Commissione Agricoltura della Camera, “ha ritardato la maturazione del loro prodotto determinando una sovrapposizione con la nostra produzione”. 

“La non-sottoscrizione dell’accordo interprofessionale è un’occasione mancata per cercare di arginare la grave crisi che si è abbattuta sul settore ortofrutticolo". E' quanto affermato a nome delle Centrali cooperative Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare da Raffaele Drei, presidente della cooperativa Agrintesa. "Occorre una forte reazione del sistema Italia per sostenere le imprese più penalizzate che sono soprattutto quelle giovani, che più hanno investito negli ultimi anni e che senza una marginalità adeguata vanno incontro a difficoltà con il sistema bancario”.

“L’Italia – continuano le organizzazioni - è tra i maggiori produttori di ortofrutta a livello mondiale e il secondo produttore di pesche e nettarine dopo la California. Riteniamo indispensabile un intervento del ministero nelle sedi europee per attivare in tempi rapidissimi un regolamento di ritiro straordinario di prodotto, prevedendo indennità aggiuntive e il superamento del limite di ritiro del 5%, in analogia con il Regolamento già varato alla fine di giugno per la crisi E. Coli a cui va aggiunta una altrettanto urgente iniziativa istituzionale di promozione dei consumi coincidente con i periodi più critici della campagna".

Intanto, l’assessore all'Agricoltura dell'Emilia Romagna, Tiberio Rabboni, ha avanzato al presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, la richiesta di estendere anche ai produttori di pesche, nettarine e susine di tutta Europa l’accesso a contributi straordinari, assimilabili a quelli stanziati dalla Ue per far fronte ai danni da Escherichia Coli.
Ma anche una serie di proposte concrete per modificare l’attuale Organizzazione comune di mercato ortofrutticola che prevedano strumenti più efficaci per prevenire e far fronte alle gravi crisi. 

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Fonte: Agronotizie

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Tag: ortofrutta organizzazioni agricole cooperazione

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