Sistri, si parte il primo giugno

Lo annuncia il ministro Prestigiacomo. Il sistema elettronico per la tracciabilità dei rifiuti - che ancora vive un work in progress - attende a breve ulteriori variazioni per le imprese agricole

Michela Lugli di Michela Lugli

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Sistri ai blocchi di partenza

Martedì 8 marzo a Roma il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha confermato in presenza, tra gli altri, di rappresentanze dei carabinieri per la tutela dell’ambiente, l'entrata a pieno regime del sistema Sistri, di controllo della tracciabilità dei rifiuti, per il primo di giugno 2011.
Dopo l'ennesima proroga, sembra che quanto sancito dal Decreto dello scorso 22 dicembre divenga ora realtà e, il periodo transitorio di operatività e di verifica della piena funzionalità del Sistri, abbia finalmente un epilogo.

“Una rivoluzione di legalità ed efficienza” è quella che secondo il ministro farà da scia all'entrata a pieno regime della funzionalità del sistema. Nel suo discorso Prestigiacomo afferma anche che la nuova gestione dei rifiuti sarà, per le imprese, sinonimo di semplificazione burocratica e anche riduzione dei costi.
Per la verità, quando a dicembre si attendeva l'ultima proroga per l'entrata in vigore del sistema dal 1 gennaio 2011 all'attuale data del 31 maggio 2011, i timori delle associazioni riguardavano proprio questi due punti.

Maurizio Gardini, presidente di Fedagri-Confcooperative, puntava l'indice sulle difficoltà che le aziende, soprattutto quelle di piccole dimensioni, si sarebbero trovate ad affrontare dovendosi cimentare con un sistema informatizzato complicato e, allora ma parliamo solo di un mese e mezzo fa, non ancora perfettamente collaudato.
Dello stesso avviso anche le associazioni di categoria; il presidente di Cia, Giuseppe Politi, esprimeva preoccupazione in merito agli oneri amministrativi e burocratici che, in una fase di crisi del comparto come quella contingente, avrebbero penalizzato maggiormente, anche in questo caso, le medie e piccole imprese. Confagricoltura, infine, avanzava la richiesta di esenzione transitoria per le aziende agricole produttrici di rifiuti pericolosi fino a 100 kg/litro.

Le dimensioni aziendali sembrano essere fonte di preoccupazione; per questo abbiamo contattato telefonicamente il numero verde del ministero dell'Ambiente preposto alla gestione del Sistri (800 00 38 36) per capire lo stato dei fatti a pochi mesi dalla partenza del sistema.

Abbiamo chiesto quali fossero i termini definitivi volti a definire se un'azienda agricola sia o meno obbligata a sottoporsi al sistema Sistri. “Ci sono variazioni in corso che verranno pubblicate nei prossimi quindici giorni e che ad oggi non è possibile rendere pubbliche perché potrebbero contenere inesattezze” ci hanno spiegato. “Abbiamo ricevuto” ci dicono “delle mail contenenti variazioni in corso ma non c'è ancora nulla di ufficiale. Purtroppo” proseguono, “essendo un sistema nuovo ci sono cambiamenti continui. Verranno apportate al sistema variazioni e modifiche, questo lo assicuriamo, sia per quanto riguarda gli iscritti, che per le aziende agricole e per altre imprese” ci dicono infine.

Il messaggio era più rassicurante leggendo le parole del ministro Prestigiacomo che, nel suo discorso di presentazione dello scorso martedì, affermava che la quasi totalità dei problemi è stata superata.
“Quelli rimasti” aveva detto il ministro, “rientrano in una percentuale fisiologica” che spiega, trova soluzione “anche attraverso una intensa opera di informazione e formazione svolta con le Organizzazioni imprenditoriali, industriali, artigiane e del commercio con le quali abbiamo sottoscritto un protocollo nel dicembre scorso per contribuire al superamento di tutte le difficoltà e consentire un sereno avvio del regime obbligatorio del Sistri in giugno”.
La quasi totalità delle chiavette Usb, come spiega il ministro, è stata consegnata; “per le black box siamo a quota 72%, ed il ritardo nelle installazioni dipende nella stragrande maggioranza dei casi da autotrasportatori che hanno 'bucato' l’appuntamento fissato con le officine. Ma da qui al 31 maggio” ha assicura Prestigiacomo, “riteniamo che anche questi dispositivi saranno tutti installati”.

In attesa di notizie maggiori, segnaliamo che con una circolare del 2 marzo scorso pubblicata in data 3 marzo, il ministero dell'Ambiente fornisce indicazioni operative per l'assolvimento degli obblighi di comunicazione annuale di cui alla legge 70/94, al Dpcm 27/04/2010 e all'articolo 12 del Dm 17/12/2009, come modificato con Dm 22/12/2010.
In pratica, con l'introduzione del Sistri e con il Decreto 205/2010, non sussiste più per i soggetti tenuti ad aderire al sistema, la necessità di comunicazione dei dati relativi ai rifiuti prodotti, gestiti e movimentati già inseriti nel sistema informatico.

In particolare, con l’articolo 264-bis del decreto 205 del dicembre scorso, sono state abrogate le norme concernenti le parti del modello unico di dichiarazione ambientale (MUD) riguardanti i soggetti ora tenuti ad iscriversi al SISTRI.

Tuttavia il DM 17 dicembre 2009 ha previsto a carico dei soli produttori iniziali di rifiuti e delle imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero e di smaltimento dei rifiuti, l’obbligo di comunicare al SISTRI determinate informazioni (per via telematica o tramite la Camera di Commercio con le modalità utilizzate per la presentazione del Mud).

Le imprese, tranne gli imprenditori agricoli con volume annuo di affari non superiore a 8mila euro, dovranno effettuare la dichiarazione Sistri entro il 30 aprile 2011 per le informazioni relative all'anno 2010 ed entro il 31 dicembre per il periodo 1 gennaio-31 maggio 2011. Per ulteriori informazioni si rimanda alla circolare ministeriale.

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Fonte: Agronotizie

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Tag: leggi e decreti rifiuti sistri

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