Innovazione in cammino

Nuovi impianti e nuove proposte tecniche in arrivo per Diachem, società cui fa capo il marchio Chimiberg

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Uno dei momenti dell'evento Diachem

Come si suol dire, se si sta fermi in realtà si torna indietro. E Diachem non pare intenzionata a cadere in questa trappola, muovendo passi decisi verso la crescita continua delle proprie potenzialità industriali e commerciali.

Nel corso della convention aziendale appena conclusasi, Francesca Dubbini, responsabile attività industriali Diachem, ha infatti presentato una robusta carrellata di novità aziendali e di prospettive industriali per star dietro alle quali è stata anche chiesta una consistente variante urbanistica al fine di aumentare la superficie industriale convertendo alcune aree di proprietà attualmente a uso agricolo. Si vorrebbero cioè realizzare nuovi 19 mila metri quadri coperti.

Oltre al progetto di ampliamento dell'insediamento di Caravaggio, la società bergamasca si è mossa anche sul fronte dell'automazione e dell'elettronica. Le nuove RI.MO.DI. (Riempitrici Monodose Diachem) permetteranno per esempio di riempire flaconi dai volumi ridottissimi, come quelli compresi fra uno e 10 millilitri. Mentre RI.TA., ultimo arrivo dell'ottobre 2015, è la nuova riempitrice di taniche dai 5 ai 30 litri.
In arrivo infine PI.PA., ovvero la Piattaforma Pallettizatrice che permetterà una maggiore automazione dei processi.  
 

Cataloghi in marcia

Catalogo tradizionalmente forte nel mais, quello di Chimiberg, la quale presidia efficacemente da tempo il segmento dei trattamenti alla semina con geoinsetticidi. Diastar Maxi è in tal senso la punta di diamante per il contenimento degli fitofagi terricoli, uno su tutti la Diabrotica.

A dare maggior significato all'evento di Caravaggio è stato perciò invitato anche Mauro Agosti, di Condifesa Brescia, il quale ha riassunto i punti chiave delle strategie di difesa del mais contro il pericoloso coleottero.

Prima lezione impartita: l'eradicazione operata dopo il rinvenimento nel Nord Est è servita a poco o a nulla, dal momento che poi nuovi arrivi dell'insetto ne hanno ripristinato la popolazione in Italia. Ora la Diabrotica è quindi divenuto un problema con cui si deve convivere in modo stabile.
Prevenzione è quindi la parola chiave, specialmente quando si possa contare sull'abbinamento del geoinsetticida con nutrienti a effetto starter, i quali agevolano le piante a sfuggire alla diabrotica anticipandone lo sviluppo. Tali benefici sono tanto maggiori quanto più avverse sono le condizioni del terreno.
E le applicazioni con Diastar Maxi hanno sempre sortito elevati livelli di controllo del fitofago, lanciando al contempo la coltura nel migliore dei modi fin dalle sue primissime fasi vegetative.

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