Chianti, ok all'anticipo delle vendite

L'annata 2021 può essere già messa in commercio come richiesto dal Consorzio per far fronte alla minor produzione ed evitare il rischio di lasciare il mercato senza bottiglie

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Vino Chianti Docg, l'annata 2021 può essere già messa in vendita
Fonte foto: Consorzio Vino Chianti

Il vino Chianti annata 2021 può essere già messo in commercio. La Regione Toscana ha infatti accettato la richiesta fatta dal Consorzio di anticipare al primo gennaio 2022 l'immissione sul mercato delle bottiglie del 2021 che fossero già pronte per la vendita.

Una richiesta che era stata fatta a dicembre per evitare una mancanza di prodotto sul mercato che si sarebbe potuta avere a causa del buon andamento delle vendite e della riduzione della produzione del 2021.

L'anno appena concluso infatti, un po' per le gelate primaverili un po' per la siccità estiva, ha visto arrivare in cantina meno uva, con una riduzione nella produzione di vino che è stata stimata intorno al 30-35%.

Il timore dei vertici del Consorzio era che a causa anche del buon andamento delle vendite, che sta assottigliando le giacenze di magazzino, il mercato, in particolare quello legato alla grande distribuzione, rimanesse sprovvisto di bottiglie di Chianti Docg, lasciando eccessivo vantaggio alle denominazioni concorrenti.

Con l'ok della Regione ora, le aziende che lo vorranno e che hanno bottiglie a un grado di affinamento adatto per poter essere messe in commercio potranno iniziare a vendere il vino della vendemmia dell'anno scorso.

L'anticipo vale per tutte le bottiglie a marchio Chianti Docg d'annata, compreso il Chianti Superiore e le etichette delle varie sottozone, eccetto ovviamente il Riserva, che per disciplinare necessita di un periodo di invecchiamento di almeno due anni.

Soddisfazione è stata espressa dal presidente di Confagricoltura Toscana Marco Neri e dal presidente della federazione vitivinicola della stessa associazione Francesco Colpizzi, che hanno detto che in questo modo è stata salvaguardata la presenza sul mercato della denominazione.

E ovviamente soddisfazione c'è stata anche da parte dei vertici del Consorzio Vino Chianti, che per bocca del direttore Marco Alessandro Bani, ha ribadito che "non potevamo lasciare il mercato e gli scaffali della grande distribuzione senza vino Chianti".

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