Vino, produzione mondiale: stime in calo

L'Oiv delinea un quadro di contrazione della produzione di vino globale. Unica consolazione il mantenimento della leadership da parte dell'Italia con 44,5 milioni di ettolitri

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

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Produzione di vino in calo nel 2021, livello simile al 2017 (Foto di archivio)
Fonte foto: © anaumenko - Fotolia

L'Oiv ha presentato le prime stime sulla produzione mondiale di vino nel 2021. Lo scenario, dal punto di vista prettamente quantitativo, è negativo, con una prospettiva produttiva ridotta, simile al livello di produzione del 2017. Se i dati troveranno conferma nella realtà dei fatti, si tratterebbe così del terzo anno consecutivo di un livello di produzione inferiore alla media. Il quantitativo minore è dato in particolare dalle gelate primaverili tardive e dalle condizioni meteo nel complesso sfavorevoli.

I tre Paesi leader per la produzione in Europa, ovvero Italia, Francia e Spagna, sommano in totale 22 milioni di ettolitri in meno rispetto al 2020. In controtendenza in Europa risultano Germania, Portogallo, Romania e Ungheria. A livello extra Ue le prime indicazioni dagli Stati Uniti parlano di un volume di produzione appena superiore a quello 2020. Buone prospettive dall'emisfero australe, con produzioni record in Sudamerica, Sudafrica e Australia. Nel complesso, secondo le stime dell'Oiv, la produzione mondiale di vino 2021 è stimata in un intervallo fra i 247,1 e i 253,5 milioni di ettolitri, ovvero 250,3 milioni di ettolitri considerando la linea mediana, con una contrazione del 4% rispetto al 2020 e del 7% rispetto alla media ventennale.

Focalizzando l'attenzione sulle prospettive nell'Unione Europea, la produzione è stimata intorno ai 145 milioni di ettolitri (-21 milioni di ettolitri rispetto al 2020, -13%). A confermarsi leader mondiale produttivo c'è l'Italia con 44,5 milioni di ettolitri (-9%), mentre segue la Spagna con 35 milioni di ettolitri (-14%). Appena sotto c'è la Francia, che con 34,2 milioni di ettolitri, è stato il paese più in sofferenza per le forti gelate di aprile. Bene le stime da Germania (8,8 milioni di ettolitri, +4%), Portogallo (6,5 milioni hl, +1%), Romania (5,3 milioni, +37%) e Ungheria (3,1 milioni +6%).

Fuori Europa buone prospettive come anticipato arrivano dagli Usa, con un netto +6% di produzione rispetto al 2020, raggiungendo così 24,1 milioni di ettolitri. Ci si aspetta un boom produttivo in Sudamerica. Il Cile, maggiore produttore dell'area, registrerebbe un +30% rispetto al 2020, con 13,4 milioni di ettolitri prodotti, seguita dall'Argentina (12,5 milioni di ettolitri, +16%). Ma il record di crescita è del Brasile (+60% rispetto al 2020, 3,6 milioni di ettolitri prodotti). Ottimi risultati anche dall'Australia, con 14,2 milioni di ettolitri prospettati (+30%), e dal Sudafrica, che cresce leggermente rispetto al dato 2020, con 10,6 milioni di ettolitri (+2%).

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