Primitivo di Manduria Doc, si prevede un'annata eccezionale

Per il vino monovitigno rosso salentino rese al ribasso tra il 30 ed il 35%, ma la qualità eccellente delle uve consentirà al lavoro di cantina di ottenere i massimi risultati in bottiglia

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Un momento della vendemmia di Primitivo di Manduria, iniziata con 15 giorni di ritardo, a causa della primavera troppo fredda
Fonte foto: © Consorzio di Tutela Vino Primitivo di Manduria Doc

Per il Primitivo di Manduria Doc il 2019 sarà un millesimo eccezionale per qualità e con una perdita quantitativa sullo scorso anno di circa il 30%. E’ quanto afferma in una nota il Consorzio di tutela del vino rosso monovitigno del salento, che negli ultimi anni ha battuto insperati record in termini di affermazione sui mercati internazionali. Il Primitivo di Manduria nel 2018 aveva incrementato la produzione del 15%, portandosi a 20 milioni di bottiglie e ad un fatturato da 120 milioni di euro, generato per il 70% dalle vendite all’estero.

“Una vendemmia contenuta dal punto di vista della quantità, ma che si riscatta in pieno per la qualità eccezionale. Queste le parole del presidente del Consorzio di tutela del Primitivo di Manduria, Mauro di Maggio, appena alla fine della raccolta dell'uva per la grande Doc pugliese.

“La resa è bassa, circa il 30-35 % in meno rispetto all’annata precedente - continua di Maggio - ma il frutto è sano e di ottima qualità, con buccia bella e consistente, tali da far prevedere una produzione di vini ricchi in colore e struttura. Abbiamo iniziato a vendemmiare la prima settima di settembre con circa 15 giorni di ritardo, a causa di una primavera fredda ed un inizio estate incerto, ma ci siamo subito accorti della presenza di uve sane e di buona qualità”.

Di Maggio racconta la raccolta delle uve 2019 ricordando che “Si è iniziato dando spazio alla vendemmia degli alberelli che hanno subito presentato un carico basso per poi proseguire nelle zone costiere e, infine, nelle zone dell’entroterra”.

Fortunatamente le condizioni del tempo sono state favorevoli: “Originariamente le previsioni meteo hanno destato qualche preoccupazione con scarsi, sparsi e insignificanti rovesci, ma l’inizio di settembre si è sviluppato con temperature miti, giornate soleggiate e ventose che hanno permesso un completamento regolare dell’ultima fase di maturazione – afferma il presidente del Consorzio, che aggiunge - l’ottimo stato fitosanitario, frutto di una gestione agronomica mirata ed efficace insieme ad una stabilità meteo e un preciso inizio del periodo vendemmiale, hanno portato ottimi risultati”.

“Vorrei ringraziare tutti i vignaioli che si sono dedicati alla raccolta dell’uva. Un lavoro che lascerà posto agli step successivi della filiera del vino, selezione del frutto, fermentazione, svinatura fino all’imbottigliamento finale. Il Primitivo di Manduria - conclude di Maggio - è ormai un brand riconosciuto in tutto il mondo grazie al lavoro dei produttori e vinificatori che, con passione e abili capacità, producono questo vino straordinario. Un’eccellenza italiana che ha conquistato e che continua a conquistare fette di mercato importanti”.

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