Come comunicare il buon vino

Iulm e Iswa hanno siglato l'accordo che prevede una stretta collaborazione per le attività di ricerca, formazione e stage

Questo articolo è stato pubblicato oltre 4 anni fa

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Un momento dell'incontro di presentazione dell'accordo

Fare del buon vino è importante ma bisogna anche saperlo comunicare. Questo è stato il punto di partenza dell’incontro che si è tenuto martedì 24 febbraio, per la presentazione dell’accordo quadro di collaborazione tra l’Università Iulm e la “Italian signature wines academy” (Iswa), gruppo che riunisce cinque storiche aziende vinicole, sparse in altrettante regioni: Allegrini (Veneto), Feudi di San Gregorio (Campania), Fontanafredda (Piemonte), Marchesi de' Frescobaldi (Toscana) e Planeta (Sicilia). Il protocollo di intesa, che prevede una stretta collaborazione tra Iulm e Siwa per le attività di ricerca, formazione e stage, è stato presentato in occasione di un seminario di approfondimento collegato al Master in Food and wine communication, organizzato dall’Università Iulm e da Gambero Rosso.

Questo accordo unisce due mondi” ha dichiarato il rettore, il professor Giovanni Puglisi: “quello della formazione accademica e delle imprese e ha l’obiettivo di trasformare il sapere in saper fare”. Una necessità tutt’altro che banale in un settore che, a dispetto della crisi, avrebbe molto da offrire. Se la ricerca sul prodotto è già fertile, infatti, non lo è altrettanto quella sulla comunicazione del prodotto stesso, che per troppo tempo si è affidata alle guide eno-turistiche o alle degustazioni: strumenti adatti soprattutto a un più ristretto pubblico di tecnici.

L’interesse dell’Università sposa dunque gli obiettivi delle aziende”, come ha sottolineato il presidente Iswa Marilisa Allegrini, “promuovere la ricerca scientifica nel campo del wine marketing e formare una nuova generazione di professionisti specializzata in questo settore, per fare sistema e proporsi con più sicurezza e professionalità sui mercati nazionali e internazionali”.

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