Olio, trasparenza e qualità per rilanciare il comparto

La Commissione europea ha varato un piano d'azione per la tutela delle produzioni di qualità. Il ministro Catania: 'Stiamo procedendo nella giusta direzione'

Isabella Sanchi di Isabella Sanchi

Questo articolo è stato pubblicato oltre 7 anni fa

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Il ministero ha inviato a Bruxelles un provvedimento che regolamenta la leggibilità delle informazioni sull'origine in etichetta
Fonte foto: Morguefile.com

"Un riconoscimento per la qualità del loro prodotto: questo è quello che chiedono, giustamente, gli olivicoltori italiani. Abbiamo lavorato per dar loro una risposta e stiamo procedendo nella giusta direzione".

Questo il commento del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, sulle misure comunitarie e nazionali che riguardano la salvaguardia del mercato degli oli d'oliva, in particolare quelli vergini ed extravergini. 

"L'olio d'olivaha aggiunto Catania – è uno dei prodotti simbolo dell'agroalimentare italiano, ma la filiera di produzione e commercializzazione presenta alcune criticità strutturali che ho ritenuto di affrontare con decisione. La qualità dell'olio italiano non è giustamente valorizzata: manca un'adeguata remunerazione degli olivicoltori e questo dipende anche dalla scarsa trasparenza sull'origine del prodotto. Ho condotto in questi mesi un lavoro impegnativo, sia a Bruxelles sia a Roma, e i risultati sono incoraggianti. La Commissione europea ha raccolto le nostre sollecitazioni e ha varato un piano d'azione che vuole tutelare le produzioni di qualità. Il Parlamento sta approvando nuove disposizioni a garanzia dei produttori e dei consumatori. Infine, il ministero ha inviato a Bruxelles un provvedimento che regolamenta la leggibilità delle informazioni sull'origine in etichetta e in attesa dell'approvazione è stata adottata una circolare che richiama gli operatori al rispetto delle norme comunitarie chiedendo loro di assicurare che in etichetta le informazioni riguardanti l'origine siano facilmente individuabili, chiaramente leggibili e distinguibili dal resto delle informazioni".

Etichetta più chiara
Nonostante le normative europee sull'etichettature dell'olio, che impongono di indicare in etichetta l'origine degli oli di oliva vergini ed extravergini, le indicazioni obbligatorie possono essere rese poco intellegibili ai consumatori, aggirando così le finalità del legislatore. Il ministero ha quindi predisposto un decreto che stabilisce le dimensioni minime obbligatorie dei caratteri in etichetta in modo che le informazioni sull'origine siano facilmente individuabili. In attesa dell'approvazione da parte di Bruxelles del provvedimento e per prevenire una vanificazione della normativa sull'indicazione dell'origine in etichetta per gli oli il ministero ha predisposto una circolare sulle informazioni obbligatorie sull'origine e sui controlli nel settore dell'olio d'oliva nella quale si chiede alle imprese produttrici di assicurare che in etichetta le informazioni riguardanti l'origine siano: facilmente individuabili, chiaramente leggibili e distinguibili dal resto delle informazioni. Gli organi di controllo valuteranno la presenza delle informazioni sull'origine in etichetta e la sua leggibilità verificando la sussistenza di illeciti amministrativi sanzionabili o illeciti penali. La circolare prevede, inoltre, un piano straordinario di controlli per il settore dell'olio d'oliva.

Controlli più efficaci
L'art.43 del decreto Sviluppo, ora all'esame del Parlamento, stabilisce che per quanto riguarda gli oli di oliva extravergini, quando sono etichettati con la dicitura 'Italia' o 'italiano', o che comunque evocano un'origine italiana, sono considerati conformi alla categoria dichiarata quando presentano un contenuto in metil esteri degli acidi grassi ed etil esteri degli acidi grassi minore o uguale a 30 mg/kg. In caso si superino questi valori si avvia automaticamente un piano di sorveglianza dell'impresa da parte delle autorità nazionali competenti ai controlli. Inoltre, la verifica delle proprietà organolettiche di un olio dovrà essere compiuta da un comitato di assaggio riconosciuto dal ministero delle Politiche agricole. Questa verifica è obbligatoria nei procedimenti giurisdizionali in caso debba essere verificata la corrispondenza delle caratteristiche del prodotto alla categoria di oli di oliva dichiarati. Sarà il ministro a definire con l'emanazione di un regolamento, le modalità di accertamento delle caratteristiche degli oli di oliva vergini ai fini della validità delle prove organolettiche.

Piano di azione comunitario
La Commissione europea ha recepito le misure richieste dall'Italia e ha varato un piano condiviso che si articola nei seguenti punti:

• Qualità e controlli: è previsto il rafforzamento del sistema dei controlli e delle sanzioni. Il documento prevede poi un miglioramento dei parametri obbligatori di qualità ai fini della commercializzazione e dell'autenticità degli oli di oliva vergini. In particolare, si intende accelerare sui dossier relativi ai parametri analitici (stigmastadieni, alchil esteri, determinazione di digliceridi e trigliceridi) che servono a garantire l'autenticità e la genuinità del prodotto e che evidenziano eventuali manipolazioni e contraffazioni negli oli di oliva vergini. Si chiede inoltre di introdurre una maggiore grandezza dei caratteri nell'etichettatura e si punta a ottenere una maggiore visibilità delle informazioni obbligatorie, in primis per l'origine.
• Struttura della filiera: l'azione prevede il rafforzamento delle Organizzazioni di produttori e verranno analizzate nuove misure in tal senso sia nel I che nel II pilastro.
• Promozione: si vuole rendere la promozione più incisiva, attrattiva ed efficace. Potrà essere prevista la menzione dell'origine nazionale accanto a quella comunitaria.

Alle azioni nell'ambito dello sviluppo rurale sarà dedicato uno spazio importante nella nuova programmazione: saranno possibili sottoprogrammi oleicoli per contribuire alla realizzazione delle priorità strutturali oltre agli obiettivi agroambientali, insieme a investimenti per la trasformazione, la commercializzazione e lo sviluppo dei prodotti agricoli.

 

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