Campania, avviato il monitoraggio della Tignola rigata della vite

L'azione promossa dall'Ufficio centrale fitosanitario regionale in collaborazione con il Cnr-Istituto per la protezione sostenibile delle piante, nell'ambito delle attività del progetto Urcofi

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Nonostante le numerose catture con trappole ai feromoni, non si sono osservati danni rilevanti alle piante attaccate
Fonte foto: Sarefo - Wikipedia

La Regione Campania, in collaborazione con il Cnr-Istituto per la protezione sostenibile delle piante, nell'ambito delle attività del progetto Unità regionale coordinamento fitosanitario, ha redatto un piano di monitoraggio della Tignola rigata degli agrumi e della vite (Cryptoblabes gnidiella) in tre importanti areali della viticoltura campana, prevedendo l'installazione di trappole di tipo "delta" con feromone sessuale specifico per Cryptoblabes gnidiella. Sono stati catturati molti esemplari questa estate, ma non si sono osservati danni rilevanti ai grappoli. Lo rende noto il Servizio fitosanitario della Regione Campania.

Il monitoraggio è stato avviato perché la Tignola rigata degli agrumi e della vite è una specie mediterranea considerata da ampia letteratura come un potenziale nuovo fitofago della vite nelle regioni meridionali.

Gli adulti di questo lepidottero, lunghi 7-9 mm, hanno ali anteriori grigio scure, striate longitudinalmente da squame rossastre e attraversate trasversalmente da due fasce più chiare che facilitano il riconoscimento della specie.

Le trappole sono state così posizionate:
  • quattro nella provincia di Benevento suddivise nei comuni di Telese Terme, Ponte e Solopaca;
  • cinque nell'areale Flegreo suddivise nei comuni di Pozzuoli e Napoli;
  • cinque sull'isola d'Ischia suddivise nei comuni di Lacco Ameno e Forio.
Le trappole sono state installate all'inizio dell'estate e controllate con cadenza bisettimanale fino ad ottobre. La sostituzione degli erogatori è avvenuta ogni quattro settimane. Il monitoraggio con trappole è stato anche integrato con un controllo visivo dei grappoli, nella misura di dieci per ogni sito.

Il range di catture è stato di 0-15 esemplari/trappola nel mese di luglio, mentre si è assistito ad un deciso incremento delle catture a partire da fine agosto.

"I picchi sono stati osservati a fine agosto con 52 catture a Forio d'Ischia, a metà settembre in provincia di Napoli con 250 esemplari catturati su una trappola, agli inizi di ottobre nel beneventano con 91 rinvenimenti a Telese Terme. Il maggior numero di esemplari è stato ritrovato a basse altitudini, nei comuni di Napoli, Pozzuoli, Telese Terme (Benevento) e Forio (Napoli), mentre nei siti a maggiore altitudine - Solopaca (Benevento) e Ponte (Benevento)- la presenza della specie è risultata limitata" è scritto nella nota del Servizio.

"Nonostante il numero rilevante di esemplari rinvenuti nei diversi comprensori - osserva ancora il Servizio fitosanitario - sono stati osservati solo danni lievi sulle colture. Il controllo visivo sui grappoli, effettuato contestualmente al monitoraggio con trappole, ha infatti mostrato segni di attacco di entità lieve".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Regione Campania

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Tag: viticoltura difesa fitosanitari monitoraggi politiche regionali

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