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Il nematocida definitivo

A cinque anni dalla prima autorizzazione in deroga, Tervigo di Syngenta ha ottenuto la registrazione definitiva e sarà quindi stabilmente a disposizione degli orticoltori contro i nematodi galligeni

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Tervigo di Syngenta ha ottenuto la registrazione definitiva

La prima autorizzazione in deroga per situazioni di emergenza fitosanitaria venne concessa per una finestra di impieghi di 120 giorni che spaziava tra il 22 luglio e il 18 novembre 2013. Poi, anno dopo anno, Tervigo poté continuare a essere utilizzato, sempre in deroga, contro i nematodi galligeni che affliggono le coltre orticole. L'11 luglio 2017, infine, il nematocida di Syngenta ha avuto l'autorizzazione definitiva per gli impieghi contro i nematodi galligeni del genere Meloidogyne, permettendo agli orticoltori professionali di contare stabilmente su un'arma in più nella difesa delle loro colture.

Tervigo è formulato come sospensione concentrata contenente abamectina in ragione di 20 grammi per litro. Registrato su melanzana, pomodoro, peperone, cucurbitacee e fagiolino, il prodotto si dosa a 5 litri per ettaro, da posizionarsi in prima battuta dopo il trapianto, tramite gli impianti di fertirrigazione, proseguendo poi i trattamenti con intervalli di 10-14 giorni, fino a un numero massimo di applicazioni per ciclo colturale pari a 6 su pomodoro e 4 su tutte le altre colture autorizzate. Il prodotto non presenta intervalli di sicurezza, dal momento che le colture trattate presentano residui sempre in linea con le richieste della filiera anche applicando Tervigo il giorno stesso della raccolta.

La rimarchevole efficacia di Tervigo su Meloidogyne è dovuta sia all'elevata specificità d'azione di abamectina, efficace a soli 100 grammi per ettaro di sostanza attiva, sia alla particolare formulazione che prevede un opportuno impiego di agenti chelanti atti a mantenere disponibile la sostanza attiva nel terreno, massimizzandone l'azione nematocida. Applicato con gli impianti per la fertirrigazione, il prodotto si localizza infatti attorno alle radici colpendo i suoi target prima che questi le attacchino causando danni. In tal senso, è bene utilizzare volumi d'acqua compresi fra i 10mila e i 20mila litri per ettaro, ovvero quelli sufficienti a distribuire il prodotto nella fascia di terreno in cui si sviluppano le radici. Volumi maggiori potrebbero infatti disperdere il prodotto in una porzione eccessiva di terreno, diluendone l'efficacia.

Scarica il depliant di Tervigo